Nuovi aggiornamenti che riguardano la causa che lo Stato della California ha mosso contro Activision Blizzard e il suo ambiente di lavoro. Mentre scriviamo, non ci sono state nuove dichiarazioni dalla dirigenza, ma molti sviluppi che riguardano dipendenti, ex-dipendenti, content creator e pubblico.
Lo sciopero
Lo sciopero annunciato dai dipendenti di Activision Blizzard si è svolto l’altro ieri, con una numerosa partecipazione, sia di persona che online. L’organizzazione ha anche reso nota una risposta alla lettera di Bobby Kotick, pubblicata il 27 luglio, e resa nota da Wowhead: “Mentre siamo lieti di vedere che le nostre voci collettive – compresa una lettera aperta con migliaia di firme di dipendenti attuali – hanno convinto la leadership a cambiare il tono delle loro comunicazioni, questa risposta non riesce ad affrontare elementi critici al centro delle preoccupazioni dei dipendenti.”
In particolare, la dirigenza non avrebbe parlato delle richieste concrete dei protestanti, tra le quali c’è l’abolizione degli arbitrati obbligatori. Tali clausole di ogni contratto Activision Blizzard, facoltative a parole ma non di fatto, impediscono ad ogni dipendente di fare causa alla propria azienda in qualsiasi situazione venga in mente ai redattori del testo.
Altre reazioni
Un episodio di cui si è parlato molto in questi giorni, ma che non avevamo riportato, riguarda una registrazione della sessione di Q&A di World of Warcraft risalente alla BlizzCon 2010. Alla domanda di una donna che chiedeva se fosse possibile avere anche personaggi femminili che non sembrassero “usciti da una catalogo di Victoria’s Secret”, i partecipanti del panel (tra cui c’erano Alex Afrasiabi, Allen Brack e Greg Street) hanno risposto con sufficienza.
Proprio su questo video è intervenuto Greg “Ghostcrawler” Street (attualmente impiegato in Riot Games) in un lungo messaggio su Twitter, scusandosi per il suo atteggiamento e affermando di aver imparato da quella esperienza.
Sul fronte community, si allunga la lista di individui che hanno deciso di non supportare più Blizzard a causa della causa legale: Preach Gaming, protagonista di tante interviste con gli sviluppatori di WoW, e Frodan, volto importantissimo dell’eSport di Hearthstone, hanno formalmente tagliato i ponti. Anche Day9, content creator fondamentale non solo per StarCraft ma per Blizzard tutta, ha preso la propria decisione.
Un altro episodio disturbante è stato raccontato dalla ex-Community Manager Brandy “Nevalistis” Camel sul suo blog personale. Non solo le sarebbero state negate promozioni perché donna e apertamente favorevole ai diritti delle donne sul luogo di lavoro, ma sarebbe anche stata drogata al PAX West 2018. Brandy ha lasciato la compagnia nel 2020 in favore di Wizards of the Coast.
Infine è da segnalare anche il vistoso calo delle azioni di Activision Blizzard in questi giorni, proprio in concomitanza con lo sciopero.

La Stanza Cosby
Uno sviluppo inquietante alla vicenda c’è stato in seguito alla pubblicazione da parte di Kotaku di una fotografia risalente alla BlizzCon 2013. In essa si vede un gruppo di dipendenti senior di Blizzard (tra i quali Greg Street, Cory Stockton, Alex Afrasiabi e Dave Kosak) reggere una foto di Bill Cosby (formalmente accusato per stupro nel 2014, ma su cui giravano voci da molto prima) in una stanza d’albergo.

Da sinistra a destra, al centro: Alex Afrasiabi, Paul Cazarez, Jesse Mcree.
In primo piano: Jonathan Lecraft.
L’atteggiamento positivo delle persone nella foto, unito allo screenshot di una chat chiamata “Cosby Crew” e da una foto del profilo personale di Afrasiabi dove si ritraggono tante bottiglie di alcolici con la didascalia “la Stanza Cosby è pronta” rende le dichiarazioni di insaputa dei dirigenti meno credibili.
Articoli precedenti e riassunto
Nel caso vi foste persi qualche passaggio, qui c’è una lista con tutti i nostri articoli sull’argomento. In ordine di data, dal più recente al meno recente:
- Lettera di Kotick, annuncio dello sciopero.
- Lettera aperta dei dipendenti di Activision Blizzard.
- Diretta di Hearthstone cancellata.
- Lo sviluppo di World of Warcraft è in sospeso.
- Scuse di Chris Metzen, proteste su World of Warcraft.
- Prime mail di Blizzard, scuse di Mike Morhaime.
- Community di Hearthstone diserta la spoiler season.
- Pubblicata l’accusa dello stato della California.
Il canale YouTube italiano Breaking Italy ha anche fatto un bel riassunto dell’intera situazione fino a questo momento, ne consigliamo la visione.

