Con l’approvazione arrivata in mattinata da parte della CMA, l’antitrust britannica, l’ultimo ostacolo all’acquisizione di Activision-Blizzard da parte di Microsoft è stato definitivamente sgombrato. E grazie a questo le due multinazionali hanno finalmente completato l’accordo, dopo oltre 21 mesi di trattative e indagini delle antitrust.
Da oggi 13 ottobre 2023, Activision-Blizzard è ufficialmente una compagnia di Microsoft, nella sua divisione gaming Xbox.
Sia Bobby Kotick che Phil Spencer hanno annunciato la chiusura dell’acquisizione con dei post sulle rispettive piattaforme aziendali. In particolare, l’intervento di Kotick è anche un commiato, in quanto a fine 2023 terminerà anche la sua carriera come CEO di Activision-Blizzard, dopo 33 anni di presidenza.
Bobby Kotick, CEO di ABK
I have long said that I am fully committed to helping with the transition. Phil has asked me to stay on as CEO of ABK, reporting to him, and we have agreed that I will do that through the end of 2023. We both look forward to working together on a smooth integration for our teams and players.
“Ho sempre detto che sono completamente disponibile ad aiutare nella transizione. Phil mi ha chiesto di rimanere come CEO di ABK e abbiamo deciso che io debba rimanere fino alla fine del 2023. Non vediamo l’ora di lavorare insieme per una transizione veloce e tranquilla per i nostri team e giocatori.”
Trionfante, ma con lo sguardo verso il futuro, il post di Phil Spencer, che annuncia l’arrivo di diversi giochi di Activision, Blizzard e King sul Game Pass e la piattaforma Xbox, oltre al promettere un’attenzione alle community e ai giocatori.
L’acquisizione di Blizzard da parte di Microsoft è una svolta che è stata attesa con trepidazione da una parte della community, scornata da anni di scandali e di gestione non particolarmente brillante, oltre a pratiche commerciali meno esose e “predatorie”.
Ma anche gli sviluppatori dei team di Blizzard sembrano riporre un certo ottimismo nel cambio di dirigenza, nella speranza che ci siano meno ingerenze dai piani altissimi dell’azienda e più liberta creativa.
Non rimane altro da fare se non attendere le prime, vere conseguenze del cambio di dirigenza, che non mancheremo di riportarvi.

