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Blizzard: dipendenti e giocatori a supporto di Hong Kong

Scritto da MasterRedz 9 Ottobre 2019

La decisione di Blizzard di bannare Blitzchung e licenziare i caster per via del loro supporto a Hong Kong ha scatenato le ire dei fan di Hearthstone, e non solo.

Al momento non si contano i thread di solidarietà, boicottaggio e protesta che continuano a essere pubblicati su forum ufficiali, Twitter e i subreddit dedicati ai giochi Blizzard. Tutti accusano Blizzard di essersi piegata ai diktat cinesi di censura e di aver abbandonato i suoi valori fondativi, incisi intorno alla celebre statua del campus di Irvine ed elencati sul sito dell’azienda.

Proprio intorno a quella statua si sono riuniti alcuni dipendenti Blizzard che hanno deciso di dimostrare il proprio dissenso. Come gesto simbolico si sono raccolti intorno alla statua con degli ombrelli (uno dei simboli dei manifestanti di Hong Kong) e hanno coperto le scritte “Pensa globalmente” e “Ogni voce conta”.

Fonte: reddit.
Kevin Hovdestad è un ex dipendente Blizzard, aveva il ruolo di PR Editor.

La protesta si espande

Nelle ultime ore sono continuate le manifestazioni di solidarietà e le stoccate a Blizzard. Durante il torneo Collegiate Hearthstone Championship (dedicato ai college americani) la squadra dell’American University ha esposto un cartello pro-Hong Kong, in seguito a questo gesto le webcam dei giocatori sono state rimosse per il resto del torneo.

L’evento avviene al minuto 51:39.

Anche alcuni politici americani hanno deciso di dire la loro, in modo molto duro, come il senatore democratico Ron Wyden che ha dichiarato: “Blizzard ha dimostrato di volersi umiliare per compiacere il Partito Comunista Cinese pur di fare soldi facili”.

Lo stesso Blitzchung, che inizialmente aveva parlato al referente di InvenGlobal dichiarando che sentiva come un “suo dovere” parlare a sostegno della sua città, è tornato sul suo canale Twitch. Alla domanda che gli chiedeva se non sentisse di aver sprecato gli ultimi anni della sua vita giocando a Hearthstone, ha risposto: “Ho speso quattro anni su Hearthstone quindi ho solo perso quattro anni, ma se Hong Kong perde lo sarà per sempre”.

Come finirà?

Sotto tutto il polverone, rimane comunque da fare una riflessione importante: possono i giocatori esprimere le proprie opinioni personali senza essere perseguitati per questo? Bizzard ha tutto il diritto di applicare le regole dei propri tornei, ma era necessario farlo con questa durezza e scatenare le dure reazioni della community?

Al momento in cui scriviamo non è ancora giunta nessuna dichiarazione da parte della dirigenza di Blizzard, né da quella di Activision. Non ci resta che aspettare e vedere come si evolverà questa storia nei prossimi giorni, ormai a ridosso della BlizzCon 2019.

Il momento è stato propizio anche per i competitor di Hearthstone. Uno di essi ha preso la palla al balzo promettendo di supportare Blitzchung. Una mossa di marketing veloce e probabilmente molto efficace.

Una mossa che molto probabilmente funzionerà.
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