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Blizzardiani DOC: la storia di Red Shirt Guy

Scritto da Relance - 29 Marzo 2019 alle 8:30

Vi diamo il benvenuto nella nuova rubrica “ Blizzardiani DOC”, che si prende un momento del vostro tempo per raccontarvi le storie di membri speciali della comunità dei giocatori Blizzard. Grazie alle loro azioni si sono distinti non solo agli occhi dei giocatori ma anche di Blizzard, che li ha celebrati con tributi e riconoscimenti.

Quest’oggi iniziamo con Red Shirt Guy, al secolo Ian Bates, noto ai più per la fatidica domanda che pose agli sviluppatori di Word of Warcraft al Q&A della BlizzCon 2010. Ian è un ragazzo affetto dalla Sindrome di Asperger, un disturbo del comportamento imparentato con l’autismo, che rende la persona altamente funzionale nel ricordare nozioni e svolgere compiti di precisione, sebbene sia in grado di spendersi in un numero ridotto di mansioni e hobby.

Non confondete questa devianza con un superpotere: chi è affetto dalla SA subisce una compromissione delle capacità sociali, convive con ansia, depressione e disturbi ossessivo-compulsivi. Insomma, l’incapacità di convivere con questi stati emotivi conduce chi vi è affetto ad evitare il più possibile sollecitazioni esterne, per paura dell’effetto negativo che esse possano avere.

Le origini

Nonostante le proprie difficoltà, RSG intraprese il viaggio verso Anaheim e la BlizzCon 2010. In quell’occasione, Chris Metzen (Senior Vice President of Story & Franchise Development at Blizzard Entertainment) e Alex Afrasiabi (Lead World Designer and Creative Director for World of Warcraft) si trovavano sul palco a rispondere alle domande del pubblico riguardo lo sviluppo della storia di World of Warcraft. Fu in quel momento che Ian raggiunse il microfono.

RSG: Io ho… appena finito di leggere “La Distruzione – Preludio al Cataclisma”, giusto ieri… e mi è balzata all’occhio una cosa. Viene raccontato che Falstad Granmartello avrebbe preso parte al Concilio dei Tre Martelli, ma nella beta (di Cataclysm n.d.r.) vi è seduto Kurdran e Falstad è del tutto assente. Cosa gli è successo?

Metzen: Ma Falstad non era morto? Nel corso degli eventi di “ Day of the dragon”, giusto?

RSG: Affatto, infatti è… era a capo di Picco dell’Aquila sin da Vanilla e fino a Wrath of the Lich King.

Metzen: Ma certo, è vero! Uh… già… Alex, che ne pensi?

Afrasiabi: Grazie, grazie davvero di avercelo fatto notare! Ci adopereremo per far sistemare la questione!

Non capita tutti i giorni di avere a che fare con le persone, Metzen su tutti, che hanno inventato un mondo di gioco tanto minuzioso quanto quello di WoW, riuscendo a fargli notare un dettaglio piccolo e gigantesco al tempo stesso. Pensate addirittura che, in un universo alternativo, Falstad è rimasto morto e che non è mai comparso fra i generali che lavorano per la 7ma Legione a Kul’Tiras, nella più recente espansione di Warcraft… tutto perché un ragazzo con la maglia rossa non è riuscito a superare le proprie difficoltà per raggiungere il microfono.

La comunità di Blizzard si strinse attorno a Red Shirt Guy, rendendolo ancor più popolare dopo il suo intervento. L’entusiasmo del pubblico, come spesso accade, non rimase inascoltato da parte di Blizzard. Il 30 ottobre 2010 in rete cominciarono a comparire catture di schermo che mostravano un nano, vestito di rosso, recante il titolo di Tassonomo dei Granmartello, che fiero si erge al fianco di Falstad nel Concilio dei Tre Martelli.

Molte voci si rincorsero riguardo alla veridicità di tale immagine, dato che nelle beta dell’espansione nessuno dei due PNG era al posto indicato. Si dovrà attendere il 3 novembre di quello stesso anno perché i due Granmartello siano inseriti nella sala del trono di Forgiardente.

tassonomo granmartello
Una presenza che assicura la veridicità dei fatti!

Gli anni successivi

Il fuoco dell’intervento di RSG non si spense con il concludersi della BlizzCon 2010. L’incertezza di Metzen e la sua frase “ Ma Falstad non era morto?” (Isn’t Falstad dead?) divennero materiale per molti meme e battute, sia sul personaggio che sull’autore. Pensate che in Heroes of the Storm, la descrizione dell’eroe Falstad dice “ Checché se ne dica, Falstad non è mai morto e chi lo afferma è un bugiardo!”

I riconoscimenti però non finirono qui.

Nel corso della BlizzCon 2011, Ian si è di nuovo messo in fila per porre domande agli autori. In quell’occasione, Metzen è sceso dal palco e ha abbracciato il ragazzo, salutandolo come un amico. RSG chiese, in quell’occasione, data la struttura delle missioni, se in un paio di patch i giocatori sarebbero stati in grado di tornare a Gilneas, in modo simile a come accadde per il ritorno Monte Hyjal. Gli autori furono evasivi riguardo la questione, ma sin da allora si attende il ritorno nella capitale.

Nel racconto breve “Ferro e Fuoco”, dedicato al Concilio dei Tre Martelli, fa una breve apparizione il Tassonomo dei Granmartello, nel ruolo appunto di raccontare gli eventi passati con assoluta precisione.

In un fumetto di Hearthstone, dedicato all’espansione Cavalieri del Trono di Ghiaccio, è un avventore della Locanda particolarmente attento ai dettagli.

Il ragazzo scrive dal 2013 per BlizzPlanet, noto sito di notizie sul mondo Blizzard, occupandosi appunto di lore e storia. Al momento non ha mai mancato una BlizzCon.

Metzen, in un’intervista audio del 2018 (dal minuto 25) ricorda con affetto l’intervento durante la BlizzCon di otto anni prima, spergiurando che la sua incertezza nacque da un momento di smarrimento e di confusione: sapeva benissimo che Falstad fosse ancora vivo, ma in quel momento l’aveva confuso con un altro personaggio.

Questa è la storia di Red Shirt Guy, un ragazzo come tanti, anzi, forse più svantaggiato di molti, che ha regalato a se stesso un momento di gloria e a tutti noi la sopravvivenza di un personaggio leggendario. Ricordate, quindi, che ogni volta che citate erroneamente fatti secondo voi avvenuti nel mondo di World of Warcraft, Red Shirt Guy potrebbe comparire e correggervi.

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