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Discriminazioni in Activision Blizzard: dipendenti scrivono lettera aperta

Scritto da Diego "Feriand" Pagano - 27 Luglio 2021 alle 11:00

AGGIORNAMENTO 28/07/2011 ore 11:48: secondo quanto dichiarato dall’Associate Game Designer Alexander Talbott, i firmatari della lettera hanno superato i 2.500 nomi.

Nelle scorse ore sono trapelati nuovi aggiornamenti che riguardano l’accusa che il Dipartimento per l’occupazione e gli alloggi equi (DFEH) della California ha mosso contro Activision Blizzard.

Il primo viene dal sito web Uppercut e riguarda una riunione Zoom che si sarebbe tenuta ieri fra Joshua Taub, dirigente di Activision, e 500 dipendenti dell’azienda. Quello che è stato riportato è che Bobby Kotick non era a conoscenza dell’aria che tirava in ufficio, ma è intenzionato ad arrivare in fondo alla questione. Il modo con cui le segnalazioni dovrebbero essere affrontate però è non divulgarle all’esterno (com’è stato fatto ampiamente negli ultimi giorni), bensì rivolgersi al proprio responsabile superiore.

Un paio di parole sembrano essere state spese per la mail inviata da Frances Townsend (di cui vi avevamo dato notizia qui), che ha avuto un ruolo importante nello scatenare le reazioni dei dipendenti. A quanto pare, Taub ha riconosciuto che non si trattasse della giusta comunicazione.

Il secondo aggiornamento è la pubblicazione di una lettera aperta firmata da “quasi mille dipendenti” e pubblicata anche su Bloomberg. I firmatari chiedono sia una presa di posizione forte da parte dell’azienda, sia le dimissioni di Frances Townsend dal suo ruolo nell’Employee Women’s Network. Vi lasciamo la lettera tradotta per intero in coda alla notizia.

Approfondimenti legali

Nel caso desideriate approfondire la causa dal punto di vista giuridico, il canale YouTube americano Hoeg Law ha pubblicato un lungo video dove parla in dettaglio della causa legale. È disponibile anche un video successivo che parla proprio delle prime risposte della dirigenza.

Una lunghissima disamina.

La lettera

Ai dirigenti di Activision Blizzard,

Noi, i sottoscritti, concordiamo che le dichiarazioni di Activision Blizzard, Inc. e del loro consulente legale riguardo alla causa DFEH, così come la successiva dichiarazione interna di Frances Townsend, sono ripugnanti e insultanti per tutto ciò che crediamo che la nostra azienda dovrebbe rappresentare. Per dirlo in modo chiaro e inequivocabile, i nostri valori come dipendenti non si riflettono accuratamente nelle parole e nelle azioni della nostra leadership.

Crediamo che queste dichiarazioni abbiano danneggiato la nostra continua ricerca di uguaglianza dentro e fuori la nostra industria. Classificare le affermazioni che sono state fatte come “distorte, e in molti casi false” crea un’atmosfera aziendale che non crede alle vittime. Mette anche in dubbio la capacità delle nostre organizzazioni di ritenere gli autori di abusi responsabili delle loro azioni e di promuovere un ambiente sicuro per le vittime che si faranno avanti in futuro. Queste dichiarazioni rendono chiaro che la nostra leadership non sta mettendo i nostri valori al primo posto. Sono necessarie correzioni immediate dai più alti livelli della nostra organizzazione.
I dirigenti della nostra azienda hanno affermato che saranno intraprese azioni per proteggerci, ma di fronte all’azione legale – e alle preoccupanti risposte ufficiali che sono seguite – non abbiamo più fiducia che i nostri leader metteranno la sicurezza dei dipendenti al di sopra dei loro interessi. Affermare che si tratta di una “causa davvero senza merito e irresponsabile”, mentre vediamo così tanti dipendenti ed ex dipendenti parlare delle loro esperienze di molestie e abusi, è semplicemente inaccettabile.

Chiediamo dichiarazioni ufficiali che riconoscano la gravità di queste accuse e dimostrino compassione per le vittime di molestie e aggressioni. Chiediamo a Frances Townsend di mantenere la sua parola di dimettersi da sponsor esecutivo dell’ABK Employee Women’s Network a causa della natura dannosa della sua dichiarazione. Chiediamo al gruppo dirigente esecutivo di lavorare con noi su nuovi e significativi sforzi che assicurino che i dipendenti – così come la nostra comunità – abbiano un posto sicuro per parlare e farsi avanti.

Siamo con tutti i nostri amici, compagni di squadra e colleghi, così come i membri della nostra comunità dedicata, che hanno subito maltrattamenti o molestie di qualsiasi tipo. Non verremo messi a tacere, non ci faremo da parte e non ci arrenderemo finché l’azienda che amiamo non sarà di nuovo un luogo di lavoro di cui possiamo sentirci orgogliosi di far parte. Noi saremo il cambiamento.

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