Bobby Kotick, ex CEO di Activision Blizzard, ha presentato una risposta formale (“Answer”) nella causa avviata dal fondo pensione svedese Sjunde AP-Fonden (AP7) contro l’operazione che ha portato Activision Blizzard sotto Microsoft. Nel documento, Kotick non si limita a respingere le accuse dei querelanti, ma sostiene che la causa sarebbe stata “apparentemente” utile a Embracer Group, descritta come potenziale beneficiaria indiretta della controversia.
Secondo la tesi di Kotick, l’azione legale e il clima mediatico collegato avrebbero reso più difficile per Activision competere in California, in particolare su due fronti: reclutamento di talenti e operazioni di M&A. È un’affermazione che, allo stato attuale, risulta riportata come parte della strategia difensiva dell’ex CEO e non accompagnata da prove pubbliche nel pezzo consultabile.
La replica di Embracer è arrivata rapidamente. Interpellata da Game File, la società ha negato qualsiasi coinvolgimento e ha respinto l’idea di aver tratto vantaggio dalla causa, liquidando l’accusa con una risposta sarcastica sul fatto di non aver “bisogno” dell’aiuto di un fondo pensione per competere con Activision.
Sul piano giudiziario, la causa AP7 (depositata presso la Delaware Court of Chancery) contesta la gestione dell’accordo con Microsoft e sostiene, tra le altre cose, che la vendita sarebbe stata accelerata nel 2021 per ragioni legate anche alle ricadute degli scandali interni, con un potenziale conflitto tra interessi del management e quelli degli azionisti. In precedenza, una decisione della corte e un resoconto Reuters hanno indicato che alcune delle contestazioni principali contro Kotick e l’ex board possono proseguire, mentre alcune accuse rivolte a Microsoft sono state ridimensionate.
Al momento non ci sono conferme esterne indipendenti sull’ipotesi di un ruolo di Embracer nella vicenda: l’unico elemento pubblico è l’accusa contenuta nel deposito di Kotick e la smentita formale della compagnia.

