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Si ritorna a parlare dei contenuti a pagamento all’interno dei giochi ed in particolar modo del binomio tra forzieri/casse/pacchetti e gioco d’azzardo. Questa volta la proposta è arrivata dalla Camera dei Lord che ha chiesto che i forzieri online siano classificati come gioco d’azzardo e regolamentati da una legislazione consona.

Il fenomeno delle microtransazioni all’interno dei videogiochi è già stato limitato in alcuni paesi già dal 2019 e da quest’anno dovrebbero partire nuove restrizioni in altri paesi secondo la legislazione corrente. La questione è sbarcata in Inghilterra con il comitato sulla limitazione del gioco d’azzardo che punta il dito verso l’acquisto di lootbox. Nonostante la UK Gambling Commission nel 2018 avesse pubblicato un rapporto che non equiparava i forzieri all’interno dei videogiochi al gioco d’azzardo. Nel 2019, il Department for Digital, Culture,Media & Sport del governo inglese ha condotto una seconda indagine parlamentare, in cui si è giunti ad una conclusione diametralmente opposta: raccomandando che vengano mostrati degli avvisi sui contenuti di gioco all’interno dei vari videogames che prevedono l’acquisto di lootbox.

La Camera dei Lord ritiene che la questione sia prioritaria e raccomanda di non attendere una eventuale revisione parziale delle attuali leggi sul gioco d’azzardo, ma esorta la creazione di una vera e propria regolamentazione, che distingua i nuovi prodotti in uscita, risolvendo eventuali confusioni tra cosa sia videogioco e cosa gioco d’azzardo. Ciò potrebbe portare ad un maggiore potere decisionale per i ministri, che potrebbero arbitrariamente imporre ad un qualsiasi titolo l’etichetta “gioco d’azzardo”, anche se non lo è di fatto.

L’associazione di editori di software e intrattenimento UKIE ha dichiarato quanto segue: “Nel gennaio di quest’anno è stata lanciata una campagna chiamata: Get Smart About Play, in cui si è cercato di aiutare i genitori dei ragazzi a gestire, limitare o disattivare le spese nei videogiochi. Una vera e propria campagna di sensibilizzazione per tutelare i più giovani dall’acquisto compulsivo di materiale a pagamento. Il nuovo sistema di classificazione PEGI ha introdotto una nuova descrizione con [oggetti casuali a pagamento] per aumentare l’informazione ai consumatori“.

Nel paese che per tradizione scommette davvero su qualsiasi cosa, dal prossimo cappello che indosserà la Regina al nome dell’ipotetico futuro figlio delle coppie inglesi, anche le lootbox entreranno di diritto nella lista di quelle attività per il gioco d’azzardo e sarà difficile per Blizzard sviare da questa situazione.

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