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L’Esport di World of Warcraft negli ultimi anni ha visto crescere sempre di più la sua popolarità, anche grazie alle iniziative messe in piedi dai Method. La gilda fondata da Scott “Sco” McMillan, fautrice anche della popolarissima Race to World First, ha da poco festeggiato il suo 15° anniversario. Molto probabilmente però non vedrà il prossimo.

La scorsa settimana scandali legati ad abusi sessuali (che stanno tuttora scuotendo l’intero mondo videoludico) hanno travolto anche la gilda di WoW più importante del mondo, lasciandola praticamente in ginocchio. Di seguito ripercorriamo brevemente gli eventi, ma per avere il quadro completo al 100% raccomandiamo la visione del video realizzato dalla nostra collaboratrice Mika.

Una precisa narrazione dei fatti, unita a episodi di esperienza personale.

Il tutto è iniziato il 21 giugno quando Noah Bradley, artista che lavorava per Magic The Gathering, è stato denunciato tramite Twitter di aver tenuto un comportamento poco corretto nei confronti di alcune donne e colleghe. Bradley ha pubblicato un tweet di scuse, ammettendo di essere un predatore sessuale e affermando egli stesso di essersi comportato in modo riprovevole. Questo evento ha dato coraggio a molte altre donne dell’industria, che hanno cominciato a condividere la propria esperienza.

Una vera ammissione di colpevolezza.

L’onda lunga delle denunce hanno raggiunto un membro molto in vista dei Method: Joshpriest. Josh è un giocatore molto forte che ha partecipato a recenti World First della gilda, ma noto anche per il suo comportamento definito borderline. Molti pensavano addirittura che si trattasse di un personaggio creato apposta. Sta di fatto che Josh è stato accusato di aver in passato adescato ragazzine di 14-16 anni e ci sono state diverse testimonianze che hanno supportato questa tesi.

Le ripercussioni sono state numerose e rapide: molti membri dei Method hanno lasciato la gilda seduta stante, insieme ai content creator che collaboravano in pianta stabile. Praticamente tutti gli sponsor, tra cui Corsair, hanno definitivamente tagliato i ponti con l’organizzazione.

Un comunicato secco e lapidario.

La situazione si è ulteriormente aggravata quando è emerso che il management dei Method sapesse già delle tendenze di Josh, ma avrebbe deciso di non fare nulla. Lo stesso Sco, nei giorni successivi, prendendo atto della situazione e scusandosi per non aver agito tempestivamente, ha affermato che si prenderà del tempo per decidere cosa fare.

Il comunicato di Scott McMillan.

Tale situazione porta a riflettere (ancora una volta) sulla situazione femminile in ambienti a predominio maschile, com’è quello dei videogiochi. Purtroppo venire a sapere che episodi di abuso, ma anche di scherno, disprezzo e molestie fanno parte della normalità è aberrante. Come Redazione non possiamo che schierarci contro la mentalità stessa che porta a queste situazioni e promuovere il video di Mika come lucida analisi della situazione.

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