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Da mesi ormai i videogiochi sono sotto il mirino delle autorità di regolamentazione contro il gioco d’azzardo, ed in particolare il sistema che riguarda l’acquisto di loot box con all’interno oggetti a sorpresa. Molte volte questo sistema è stato paragonato alle meccaniche che sono presenti in un normale casinò.

A partire dal 2020 infatti tutti i giochi che conterranno delle loot box dovranno comunicare la probabilità di ottenere un determinato oggetto da collezione. Microsoft, Nintendo e Sony hanno già dichiarato di voler cambiare la politica che ruota intorno ai propri “forzieri” a pagamento. “Le nuove politiche richiederanno di evidenziare la probabilità, in base alla sua rarità, di ottenere quel determinato oggetto virtuale quando si acquista una loot box“. Queste le parole dell’ Electronic Entertainment Association, e dell’American Union of Video Game Actors.

Questa nuova restrizione segue le politiche che si sono susseguite negli scorsi mesi in Cina, ma anche in Belgio e Paesi Bassi, in cui le loot box sono state messe al bando. L’ESA (Entertainment Software Association) fa notare che dozzine di editori si sono impegnati a mostrare il tasso di probabilità di ottenere un oggetto virtuale tramite i vari loot box acquistabili. Questa è la dichiarazione della Federal Trade Commission: “Tutti gli acquisti in game saranno monitorati, in modo da garantire maggiore sicurezza per gli acquirenti, con un occhio di riguardo verso minori“.

Questa nuova politica sarà implementata dapprima per i giochi su console ad inizio 2020, ed entro fine 2020 sarà attiva anche per tutti i giochi per smarthphone e PC. Ad affiancare questa politica ci sarà anche la nuova regolamentazione del PEGI, voluta fortemente dall’organismo europeo di classificazione dei giochi, in cui sarà evidenziato se il gioco contiene contenuti virtuali acquistabili; oltre alla nuova nomenclatura sulla violenza contenuta nel videogioco e i vari limiti di età. La società Pyonix, proprietaria di Rocket League, è già corsa ai ripari dichiarando che eliminerà le loot box entro la fine di questo 2019.

Ovviamente anche Activision-Blizzard è chiamata in causa con i vari forzieri e pacchetti presenti in Overwatch, Heroes of the Storm o Call of Duty. Sarà anche da vedere come verrà gestito il popolare gioco di carte Hearthstone e cosa potrebbe cambiare dall’anno prossimo.

Fonte: Le Monde / Federal Trade Commission

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