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Lo scorso mese, dopo essere venuti a conoscenza della volontà di Blizzard di chiudere la sede di Versailles, i sindacati avevano organizzato uno sciopero nel giorno di rilascio della pre-patch di Shadowlands. Per continuare a convincere la dirigenza, ce ne sarà un altro il 24 novembre.

Secondo il volantino diffuso dai sindacati promotori, poco è cambiato rispetto ad ottobre: non solo la motivazione della chiusura sarebbe unicamente fiscale, ma ben 285 persone si ritroverebbero senza lavoro durante l’emergenza Covid-19. Vengono anche menzionate le dichiarazioni dell’ultima conferenza degli investitori, dove si riportavano utili record e la necessità di assumere ulteriore personale, come motivi validi per non chiudere la storica sede francese.

A quanto pare le richieste avanzate ad ottobre, che comprendono il ritiro della chiusura e maggiori investimenti da parte di Blizzard in Francia, non sono state accolte. Per questo motivo è stato indetto il secondo sciopero, proprio nella data del rilascio di Shadowlands. Non c’è bisogno di ricordare quanto sia attesa questa espansione, e quanta frustrazione possa provocare un lancio riuscito male.

I volantini dei sindacati.

Finora l’ultima dichiarazione pubblica di Blizzard disponibile sull’argomento risale al 13 ottobre, riportata da Wccftech. In essa c’è la conferma che la dirigenza Blizzard abbia incontrato i rappresentanti dei lavoratori, ma i dettagli della discussione non sono stati rivelati da nessuna delle due parti.

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