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Jason Schreier di Kotaku ha pubblicato un editoriale molto interessante sull’attuale e futura situazione di Diablo IV, del franchise e di Blizzard. Schreier avrebbe raccolto in forma anonima le dichiarazioni di 11 impiegati ed ex-impiegati di Blizzard a proposito dei piani dell’azienda, in tutte le sue incarnazioni.

Partiamo da Diablo Immortal: come tutti sappiamo, l’annuncio del capitolo mobile non è stato certo dei migliori e molti pensavano che il target fosse decisamente sbagliato per l’occasione.
A quanto pare, sembra la pensino così anche in Blizzard e che Immortal sia stato creato per catalizzare il pubblico cinese con la popolarità della saga.

Il vero protagonista dell’articolo è però lo sviluppo di Diablo negli anni e i molti, inediti dettagli su Diablo III e IV.

Davvero solo un riempitivo dedicato al pubblico dell’Estremo Oriente?

La seconda espansione di Diablo III

Torniamo al passato. Nel 2013/2014, in concomitanza con l’uscita di Reaper of Souls, Blizzard prese una decisione forte e in parte inaspettata: cancellare la seconda espansione di Diablo III. Il lavoro era appena iniziato, visto il fresco rilascio dell’espansione, ma la botta non deve essere stata semplice da gestire per gli sviluppatori.

Sempre secondo quanto detto da ex-dipendenti, con RoS il gioco aveva raggiunto finalmente gli standard Blizzard. Così però non la pensava il management, che era convinto che la reputazione di Diablo III sarebbe sempre stata macchiata dagli errori precedenti. Per questo l’azienda avrebbe deciso di passare subito a Diablo IV, senza valutare l’impatto a lungo termine di Reaper of Souls.

In sostanza, mentre Malthael tormentava i giocatori a Cuor della Marca il team di Diablo si stava rapidamente spostando al nuovo progetto.


Diablo IV: la caduta di Hades

Archiviato Diablo III, il team di sviluppo guidato da Josh Mosqueira ha cominciato a lavorare al progetto Hades, la nuova incarnazione di Diablo. E qui le cose si fanno interessanti: secondo l’editoriale il progetto Hades sarebbe stato un souls-like (un gioco à la Dark Souls) ambientato nell’universo di Diablo. Immaginate un barbaro che falcia nemici in terza persona, nei corridoi bui e sconosciuti di un Dungeon, al posto della classica e forse più sicura visuale isometrica.

Forse non si sarebbe nemmeno potuto chiamare Diablo IV, vista la diversità di gameplay e anche di filosofia di gioco. Ma Hades non era destinato a durare.

A causa di diversi problemi di sviluppo non ben specificati, forse simili per natura a quelli di Titan, il progetto naufragò e venne cancellato dopo due anni. In quel periodo Josh Mosqueira lasciò Blizzard e il team si divise ancora: alcuni tornarono a Diablo III per creare l’Ascesa del Negromante, altri continuarono con lo sviluppo di Diablo IV.


Diablo IV: la nascita di Fenris

Il nuovo progetto, chiamato Fenris, sarebbe tuttora in sviluppo e molto più legato alle caratteristiche tipiche della saga. Sempre secondo l’editoriale, il “Design Director Luis Barriga ha una visione molto chiara e forte del gioco che molti in Blizzard apprezzano”.

A quanto sembra questo Diablo punta a tornare radici cupe e macabre della saga che erano state in parte abbandonate nel terzo capitolo. Tale obiettivo sarebbe supportato con tutta la potenza degli strumenti moderni. Un altro intento di Fenris è di rendere il gioco più “social”, con elementi definiti “light-MMO” paragonati a Destiny. Questo significa più simultaneità fra i giocatori e il mondo di gioco, con attività di gruppo accessibili al volo.

Il gioco è ancora in pieno sviluppo e probabilmente molte cose cambieranno e in tutta franchezza non ci si aspetta un’uscita prima del 2020. Sembrava però che un annuncio fosse possibile quest’anno.
Forse è stato cancellato all’ultimo momento per alcune decise virate di design e per evitare di mostrare un gioco per quello che non è, una lezione che Blizzard ha imparato a proprie spese negli scorsi anni.


Non sappiamo se e quanto quello riportato possa essere vero, ma Schreier è sempre stato molto vicino al franchise, tanto da aver scritto un libro su morte e resurrezione di Diablo III. Vi consiglio comunque di leggere nell’interezza l’editoriale, per tutti i dettagli aggiuntivi e possibili retroscena.

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Ardyn Izunia

Se avessero mandato anche semplicemente il logo come ha fatto Bethesda con Elder Scrolls, avrebbero attutito meglio l’annuncio di Immortal. Ma ben gli sta. Il cadere dalle nuvole di mamma blizz mi ha seccato, è un brutto vizio che si trascina dietro da sempre.