Belial, il Signore della Menzogna, era stato sconfitto ed il suo spirito rinchiuso all’interno della Pietra Nera, che già conteneva quello degli altri Maligni. L’ultima minaccia rimasta era rappresentata da Azmodan, il Signore del Peccato, che era intento ad organizzare la più grande invasione demoniaca mai vista su Sanctuarium.
Dopo aver saputo della visione avuta da Leah, l’intero gruppo si mise in viaggio per raggiungere le Terre del Terrore. Un tempo conosciute come le Steppe del Nord, questa enorme landa era stata la casa dei Figli di Bul’kathos, ma dopo l’esplosione della Pietra del Mondo, si era trasformata in una landa desolata, completamente ricoperta di cenere e polvere. La crescente presenza demoniaca l’aveva poi corrotta, trasformandola nelle attuali Terre del Terrore. E proprio da quel luogo, precisamente dal Cratere di Arreat, era partita l’invasione degli Inferi Fiammeggianti.

L’unico ostacolo che si poneva tra le truppe del Signore del Peccato ed il resto di Sanctuarium era il Mastio di Rocca Bastione. Costruito quasi tre secoli prima da Korsikk, figlio di Rakkis e secondo Re di Cuor della Marca, il Mastio di Rocca Bastione era un’enorme fortezza che si diceva fosse in grado di ospitare oltre tremila soldati e che non fosse mai stata espugnata. L’esplosione del Monte Arreat però l’aveva abbondantemente danneggiata e, con il passare degli anni, il numero dei soldati presenti raggiungeva appena le mille unità.
Sfruttando questi danni strutturali, l’esercito demoniaco ne aproffitò per penetrare all’interno del primo anello di difesa, assaltando le mura più esterne e danneggiando le catapulte sulle mura. I soldati a difesa si erano sparpagliati dopo l’attacco e senza una guida non avrebbero avuto nessuna occasione di difendere la fortezza. Tyrael, grazie alla sua millenaria esperienza tattica, seppe esattamente da dove iniziare: gli avventurieri avrebbero dovuto accendere i fuochi di segnalazione, così da far sapere ai difensori che c’era ancora qualcuno pronto a combattere e a guidargli in battaglia.
Dopo di che, Tyrael diede l’ordine di ricostruire le catapulte, che avrebbero falciato le truppe nemiche dalla distanza, diminuendo così la pressione esercitata dall’esercito infernale. L’aggiunta di questi ordigni da guerra spinse i demoni a scavare dei tunnel sotterranei, così da passare al di sotto delle mura. Gli avventurieri discesero nei sotterranei della fortezza e dopo aver sconfitto diverse ondate di demoni, si trovarono faccia a faccia con un luogotenente di Azmodan: Ghom, il Signore dell’Ingordigia. Era letteralmente il più massiccio dei suoi soldati, ma la battaglia contro di lui fu alquanto semplice.

Tutto procedeva per il meglio, ma all’improvviso un gran baccano provenne dall’armeria. Leah si ritrovò a lottare contro la Pietra Nera, le cui energie demoniache stavano prendendo il sopravvento, cercando di interrompere il controllo esercitato dalla ragazza. Non c’era più tempo da perdere: più stavano in presenza di Azmodan, più aumentavano le probabilità che la Pietra Nera sfuggisse al controllo di Leah.
Dopo le molteplici sconfitte subite sul campo, Azmodan decise di impiegare le sue balliste e cominciò a bombardare la fortezza dalla distanza. Dopo averle distrutte, gli avventurieri respinsero le truppe d’assalto verso il Cratere di Arreat dal quale fuoriuscivano. In quello stesso cratere si trovava Azmodan, intento a guidare l’assalto al Mastio di Rocca Bastione. Per dare man forte, anche Tyrael si unì allo scontro.
Il Cratere di Arreat era un agglomerato di profonde caverne sotterranee, che si diramavano per chilometri e chilometri. Non è chiaro come si sia verificato, ma il regno di Azmodan, chiamato il Reame del Peccato, si era fuso fisicamente al cratere, facilitando così l’invasione demoniaca. Oltre alle migliaia di demoni rintanati in quei sotterranei, gli avventurieri si trovarono faccia a faccia con diversi luogotenenti del Signore del Peccato, fra cui Cydaea, Signora della Lussuria e concubina di Azmodan stesso.
La strada per il Reame del Peccato era colma di pericoli, ma gli avventurieri non si persero d’animo. Finalmente, essi raggiunsero il Cuore del Peccato, luogo nel quale si trovava Azmodan in persona. Alla vista del Maligno Inferiore, alcuni membri del gruppo provarono un certo ribrezzo. Il suo corpo, protetto in diversi punti da un’armatura nera e dorata, era molto simile a quello di Duriel, ma al contrario del Signore del Dolor, Azmodan aveva solo sei zampe e risultavano più lunghe e massiccie. La metà superiore del suo corpo era quella di un essere umano obeso, con piercing ai capezzoli e con due enormi protuberanze simili ad ali che gli fuoriuscivano dalla schiena. Sul suo volto e sul suo addome erano presenti due bocche molto simili tra loro, dalle quali spuntavano lunghe file di denti aguzzi.
Tra gli avventurieri e Azmodan scoppiò un’epica battaglia, nella quale il Signore del Peccato fece sfoggio di tutta la sua potenza demoniaca: dai suoi occhi, egli emanava raggi di fuoco infernale capaci di tagliare perfino la roccia ed evocava delle sue sfere di magma che faceva rotolare a gran velocità in direzione dei suoi avversari. Ma anche Azmodan cadde sotto i fendenti degli eroi umani; per trecento anni, lui e suo fratello Belial si erano divisi il territorio degli Inferi Fiammeggianti, dopo aver bandito i Primi Maligni su Sanctuarium, ma ora la loro minaccia era svanita.
Il suo spirito venne intrappolato all’interno della Pietra Nera e in quel momento, tutti e sette i Maligni si trovavano all’interno dell’artefatto, senza possibilità di fuga. L’ultima cosa rimasta da fare era quella di distruggerlo, così da bandire per sempre gli spiriti al suo interno.
Ma come Belial aveva detto loro a Caldeum, qualcuno all’interno del gruppo li avrebbe traditi. Adria, infatti, si rivelò essere una spia al servizio di Diablo, con lo scopo di riportare in vita il suo signore. Dopo aver preso il controllo della Pietra Nera, Adria la utilizzò per resuscitare il Signore del Terrore, sfruttando Leah come corpo ospite, la cui nascita era stata decisa proprio in vista di quel giorno. Adria, infatti, non ebbe un figlio con un semplice soldato di Tristram, ma con il Principe Aidan posseduto da Diablo.
Infuse poi gli spiriti degli altri sei Maligni nel corpo del suo signore, trasformandolo così nel Primo Maligno, incarnazione dei Sette. Con un potere inimmaginabile tra le mani, Diablo abbandonò il Mastio, intento a smuovere guerra agli angeli, mentre Adria fuggì attraverso un portale.
Il Signore del Terrore si presentò dinnanzi ai Cancelli di Diamante, mantenendo ancora l’aspetto di Leah. La sua presenza venne percepita da Imperius, che lo osservava dal Pinnacolo d’Argento, la torre più alta del Paradiso Celeste. L’Arcangelo del Valore evocò la sua lancia, Solarion, si materializzò dinnanzi al suo nemico e lo bersagliò con il fuoco sacro emanato dall’arma, costringendolo ad assumere la sua vera forma.
I due si diedero battaglia, ma se il loro precedente scontro finì in parità, stavolta Diablo dimostrò di essere nettamente superiore ad Imperius. Grazie al suo ritrovato potere, il Primo Maligno sbaragliò completamente il suo avversario, arrivando perfino a distruggere la lancia. Con una rapidità sorprendente, Diablo impalò Imperius con i suoi artigli, ferendolo gravemente e costringendolo a fuggire. Con un singolo ruggito, il Signore del Terrore frantumò i Cancelli di Diamante e si diresse verso l’Arcata di Cristallo, il cuore del Paradiso Celeste da cui si formavano gli angeli.
Se lo avesse distrutto, gli Inferi Fiammeggianti avrebbero posto fine all’Eterno Conflitto… da vincitori.


