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BlizzardWatch ha avuto l’occasione di partecipare ad un intervista comune agli sviluppatori di Diablo Immortal, il nuovo capitolo di Diablo per dispositivi mobile presentato alla BlizzCon 2018. Ecco alcuni spunti interessanti che sono emersi:

  • Non è ancora stato deciso il modello economico da adottare per il gioco. Non è escluso il modello free-to-play o buy-to-play, così come le microtransazioni.
  • Non c’è un obiettivo di durata della batteria del device, l’intenzione sarà fornire un’esperienza accettabile sia per sessioni brevi che prolungate.
  • In Immortal verranno raccontate nuove storie. Non è stato specificato se sarà una trama a tenere il tutto insieme o una serie di eventi non strettamente collegati.
  • Secondo i piani attuali la storia sarà fruibile prevalentemente in solitaria. Non mancheranno però anche contenuti di trama legati ai Dungeon.
  • A differenza dei capitoli “normali” di Diablo, per esigenze di meccaniche e tecniche le zone pubbliche non saranno procedurali poiché saranno condivise da moltissimi giocatori.
  • Dungeon e mostri invece manterranno la caratteristica proceduralità di Diablo, con gli adeguati ritocchi.
  • Non è ancora stato deciso il massimo numero di giocatori che condivideranno una zona pubblica.
  • Il bottino non è condiviso, ma ci saranno comunque occasioni rendere interessante l’interazione fra giocatori.
  • I cambiamenti previsti per la versione mobile non sono stati visti come sacrifici, ma come sfide e opportunità per creare qualcosa di nuovo. Ad esempio, la possibilità di mirare in direzioni diverse da quelle in cui si sta muovendo il personaggio.
  • Il contributo di NetEase riguarda prevalentemente l’aspetto tecnico e gli aspetti che possano rendere il gioco un successo su mobile. Blizzard si preoccuperà di renderlo un gioco di Diablo.
  • Gli sviluppatori erano consci che un gioco mobile non sia per tutti e che sarebbe stato accolto con scetticismo.
  • Blizzard spera comunque che Immortal sia amato e giocato soprattutto dai fan più fedeli alla saga di Diablo;
  • Le classi disponibili al lancio sono state decise in base alle esperienze e temi di Diablo II e III, sebbene l’estetica sia tendente al terzo capitolo.
  • La sfida maggiore affrontata dagli sviluppatori è stata trovare un sistema di controlli affidabile e intuitivo. Altro problema è lo spazio di memoria occupato, che non deve diventare opprimente per il telefono e l’utente.
  • Molti sistemi di gioco esistenti in Diablo III continueranno ad essere presenti anche su Immortal, nonostante alcuni miglioramenti in cantiere. Nessun annuncio su quali siano al momento.
  • L’endgame del gioco sicuramente sfrutterà la capacità MMO del gioco, insieme ai sistemi più classici di Diablo come i leggendari e il bottino in generale.
  • La divisione in regioni di gioco non è ancora stata decisa, ma sono fiduciosi che l’esperienza di NetEase e Blizzard in questo campo porteranno ad una soluzione ottimale.
  • Il gioco è pensato per mobile e al momento viene ribadito che non ci sono piani per portarlo su altre piattaforme. Anche la tecnologia usata è ottimizzata per un’esperienza fluida e definita su device portatili.
  • Il titolo è pensato come un MMO, quindi gilde e altri gruppi di giocatori saranno il fulcro dell’esperienza di gioco.

Fonte: wowhead

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io non ho mai giocato a Diablo, perciò lo dovrò provare assolutamente; mi chiedo solo come cacchio farò a gestire HS, Heroes e in futuro WIII e WoW