La scorsa settimana Mike Ybarra, l’ex-presidente di Blizzard durante l’ultimo segmento dell’era Activision, ha criticato aspramente la roadmap di Diablo IV pubblicata nei giorni scorsi, insieme ad appunti più generali sul suo sviluppo.
In particolare, Ybarra ha criticato la struttura stagionale del titolo e la conseguente mancanza di tempo degli sviluppatori di risolvere problemi fondamentali per il gioco, come le attività end-game. Inoltre, ritiene che le espansioni debbano essere annuali e concentrarsi solamente sul gameplay, lasciando da parte qualsiasi velleità di sviluppo di storia e lore.
Se la prima critica è condivisibile, visti specialmente i risultati delle prime stagioni di Diablo IV e la necessità del team di sviluppo di “rallentare” lo sviluppo stagionale per risolvere problemi, la seconda critica rimane peculiare.
Le espansioni annuali, tali da giustificare il nome e il prezzo associati, sarebbero molto probabilmente ancora peggiori da gestire da parte degli sviluppatori. I “capoccia” del team di Diablo IV hanno di fatto ammesso in diverse interviste di non essere in grado di pubblicare contenuto importante e strutturato annualmente, anche eventualmente rimuovendo dall’equazione le stagioni. Esistono anche importanti esempi nel resto del panorama dei videogiochi che dimostrano come questa sia una cattiva idea (vero, Destiny 2?).
Inoltre, rimuovere la componente di storia da Diablo? Credo che questa affermazione, comunque la si pensi sullo stato attuale dell’ambientazione dell’IP, si commenti da sola.
Rimane curioso che Ybarra, che ha diretto personalmente l’azienda durante le ultime fasi dello sviluppo di Diablo IV e la sua pianificazione del contenuto futuro, abbia permesso questo modello stagionale, viste le critiche odierne. Anche a questo Ybarra ha dato una risposta criptica e sinceramente poco convincente.
Ovviamente è molto probabile che Ybarra abbia ricevuto pressioni dai piani alti di Activision per pubblicare Diablo IV il prima possibile, applicando il modello stagionale tipico e adorato dai manager delle aziende videoludiche. Ma allora perché non rimanere in azienda post-Activision e cercare di migliorare le cose, invece di aprire un sistema di gamification sulle scommesse sportive? Domande a cui probabilmente non avremo risposte per diverso tempo, sempre che ci interessino.

