La Senior Producer di Diablo V, Tiffany Watt, e l’Art Director John Mueller hanno parlato del nuovo capitolo della saga in un’intervista a Windows Central, mentre il Senior Game Director di Diablo IV, Brent Gibson, e il Design Director, Live Service, Dan Tanguay, ne hanno approfondito la transizione da Diablo IV in un’intervista a Ruliweb, toccando temi che spaziano dal motivo dell’annuncio anticipato fino al destino di Diablo IV nell’attesa.
- Sul perché di un sequel, e non di un’ennesima espansione, il team ha ribadito che la storia dell’Era dell’Odio, incentrata su Mefisto e Lilith, si era chiusa su una scala che un’espansione non avrebbe potuto onorare: il Signore del Terrore, ha detto il team, merita un capitolo tutto suo.
- L’annuncio con tre anni di anticipo sull’uscita, prevista per la primavera 2029, è motivato dalla volontà di raccogliere il feedback della community già nelle prime fasi dello sviluppo, quando la narrazione è ancora modificabile.
- Sul salto temporale di 100 anni rispetto agli eventi di Diablo IV, il team ha chiarito che nel mezzo si colloca un’Età dell’Oro seguita dalla sconfitta di Mefisto, prima che il Signore del Terrore riuscisse infine a conquistare Sanctuarium.
- Il giocatore veste i panni dell’Erede di Cuor della Marca, sette anni dopo quella conquista, alla guida di una carovana di sopravvissuti in un mondo ormai ridotto all’apocalisse.
- Sui personaggi memorabili, Watt e Mueller hanno riconosciuto apertamente il limite di Diablo IV su questo fronte, incapace di lasciare il segno con i propri PNG quanto avevano fatto Shen o Kadala in Diablo III.
- La risposta per Diablo V è il sistema della carovana: pochi sopravvissuti incontrati lungo il viaggio, ciascuno con una propria storia da scoprire, incluso il goblin del tesoro Zarg, già annunciato durante la BlizzCon.
- Tra le altre lezioni citate da Diablo IV, la mancanza al lancio di funzioni come Armory e Party Finder, introdotte solo mesi o anni dopo: l’annuncio anticipato di Diablo V punta proprio a evitare che si ripeta lo stesso problema. Il team ha anche confermato che Diablo V utilizza un motore grafico costruito da zero, separato da quello di Diablo IV.
- Sul destino di Diablo IV nel frattempo, il team ha inquadrato la fine dell’Era dell’Odio come l’apertura di una nuova “Era del Terrore”, da raccontare attraverso un filo narrativo coeso tra le stagioni piuttosto che con storie isolate.
- Diablo IV continua a raccontare il continente orientale di Sanctuarium, mentre Diablo V riporta l’attenzione su quello occidentale: il team non esclude che le due storie possano incrociarsi in futuro attraverso il live service di Diablo IV, ma non ha fornito dettagli concreti in merito.
- Alla domanda se giocare Diablo IV abbia ancora senso alla luce dell’annuncio di Diablo V, il team ha risposto che le stagioni continueranno finché la community risponderà presente, sulla falsariga di quanto già avviene con la base giocante ancora attiva di Diablo II e Diablo III.

