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Durante l’ExileCon 2019, tenutosi ad Auckland in Nuova Zelanda dal 16 al 17 novembre, sono intervenuti i creatori del Franchising di Diablo: Max Schaefer, Erich Schaefer e David Brevik hanno condiviso con il pubblico alcuni retroscena e dichiarazioni sul loro passato e sul futuro di Diablo.

Il moderatore della conversazione ha esplicitamente chiesto quale fosse il momento più terribile che gli sviluppatori abbiano passato e Max Schaefer ha dichiarato che durante l’undicesima ora di sviluppo di Diablo II è andato perso l’intero codice sorgente, con risorse di gioco e backup. “Tutto è andato perso, corrotto irrimediabilmente. Dalle risorse di gioco ai file backup del codice sorgente“. Erich Schaefer ha aggiunto: “Avremmo dovuto fare un backup completo, ma non lo abbiamo fatto e tutto è perduto. Abbiamo trascorso due giorni in preda la panico più totale“. Il team di Blizzard North fu in grado di ricostruire gran parte del codice e delle risorse di gioco con cui poi è stato creato Diablo II, tuttavia attualmente Blizzard avrebbe difficoltà a creare una Remastered di Diablo II. Erich ha poi proseguito: “…Sarebbe molto difficile per Blizzard fare una Remastered di Diablo II perché tutte le risorse che abbiamo usato sono praticamente andate perse e Blizzard dovrebbe rifare tutto da zero, dalle risorse del gioco agli asset di gioco ecc.”

Molti si aspettavano, sia alla BlizzCon 2018 che all’edizione 2019, un annuncio su una possibile Remastered di Diablo II. La speculazione è stata alimentata sopratutto dopo le due ultime Remastered lanciate da Blizzard ovvero il primo capitolo di StarCraft e Warcraft III: Reforged. Gli appassionati alla fine si sono ritrovati nel 2018 con l’annuncio di Diablo Immortal per mobile, e in questa BlizzCon 2019 abbiamo avuto Diablo IV con le prime rivelazioni sulla storia, classi e contenuti.

I fratelli Schaefer hanno ricordato di come hanno sviluppato il primo Diablo in maniera indipendente tramite lo studio di creazione Condor, che è stato acquisito da Blizzard nel 1996 poco prima dell’uscita del gioco stesso. A quanto pare l’acquisizione dello studio di creazione Condor è avvenuta in un momento in cui i fratelli Schaefer si trovava in una situazione finanziaria davvero precaria. “Lo studio Condor non aveva abbastanza soldi per pagare alcune delle sue tasse destinate al governo. Non abbiamo mai pagato le nostre tasse sui salari dei dipendenti e sono state trattenute. A quel punto è arrivata la notifica da parte del governo degli Stati Uniti che ci intimava di pagare entro tre giorni o rischiavamo il carcere. Abbiamo così raccolto i soldi che potevamo per pagare le tasse e per fortuna l’accordo con Blizzard ci ha salvato, è arrivato nel momento giusto per Condor”.

Il gameplay ufficiale di Diablo IV

All’epoca lo studio Condor ha firmato un contratto per la realizzazione di Diablo del valore di 300.000$; un prezzo “deplorevole ed insufficiente” secondo Max Schaefer. Lo studio Condor era sempre senza soldi. Alla fine Blizzard North ha salvato capre e cavoli e i fratelli Schaefer hanno portato avanti il brand di Diablo. Per il primo capitolo di Diablo si aspettavano una vendita inferiore alle 20.000 copie, che comunque sarebbe bastato per un eventuale secondo capitolo. La storia invece dice il contrario: Diablo fu un successo di pubblico e critica, con preordini da 450.000 unità nel mondo. Rilasciato il 31 dicembre del 1996 già a Gennaio 1997 il gioco si trovava in testa alla classifica dei giochi più venduti fino al primo trimestre dell’anno. Poi è rimasto solidamente tra i primi 3 giochi più venduti fino a settembre, e a novembre, sempre del ’97, aveva venduto più di un milione di copie. Così il genere ARPG ha ottenuto il suo successo, occupando una fetta importante del futuro mercato videoludico.

I fratelli Schaefer e Brevik hanno poi abbandonato Blizzard dopo Diablo II e hanno continuato le loro carriere indipendenti in vari studi di creazione videoludica. Secondo Brevik il genere ARPG ha ancora molto da dare all’industria del videogioco e che può evolversi nel tempo, in cui elementi MMO e ARPG si uniscano per creare qualcosa di nuovo e mai visto sul mercato, anche grazie ad elementi cooperativi. Un primo timido esperimento è stato, secondo Brevik, Marvel Heroes che tuttavia ha visto la chiusura nel 2017.

Nel frattempo nel mondo ARPG continua la sfida tra Diablo e Path of Exile, dopo l’annuncio di Diablo IV infatti, anche Path of Exile ha annunciato il suo nuovo secondo capitolo del brand con tanto di espansione e gioco per mobile. Tuttavia entrambi questi giochi non hanno ancora una data di rilascio, entrambi gli studi di creazione aspettano che i propri prodotti ottengano una qualità degna di nota.

Fonte: gamespot.com

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