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Hearthstone in questo momento sta per attraversare un importante periodo di transizione, ben testimoniato dagli annunci dell’Anno del Drago e la rivelazione degli Hearthstone Masters.

Questi ultimi in particolare rappresentano una ventata di novità per l’esport di Hearthstone, portando la struttura dei suoi tornei più vicina a quella dei giochi di carte fisici piuttosto che ai tornei di videogiochi. Luca “Bertels” Bertelli, capitano del Team QLASH e collaboratore di DailyQuest per la rubrica dei mazzi consigliati, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport dove parla delle future implicazioni dell’esport di Blizzard.

Abbiamo riassunto le considerazioni più interessanti in un comodo elenco:

Formato Specialista

  • Uno dei punti forti del nuovo formato è quello di rendere il competitivo molto più accessibile, dato che non si è più obbligati ad avere mazzi di tre classi come minimo;
  • Concentrarsi su un’unica classe per torneo permetterà ai giocatori di tirare fuori il meglio dai loro mazzi;
  • Secondo Bertels sarà possibile vedere una certa varietà nelle liste, perché i giocatori adesso sono incentivati a fare esperimenti che prima non venivano nemmeno presi in considerazione;
  • Nel caso le partite fossero troppo noiose o ci fossero problemi di bilanciamento si potrebbe facilmente variare il numero di carte flessibili in un mazzo.

Hearthstone Masters

  • Bertels ha sottolineato la più grande rivoluzione di questo circuito: la ladder non è una tappa obbligata e i giocatori non sono più costretti a “grindare” la classifica ogni mese per i Punti Competitivi;
  • Inoltre chi è alla ricerca di un team che lo supporti ora ha un obiettivo più abbordabile: non serve arrivare ai piani alti di Leggenda ogni mese, bensì arrivare tra i primi di un Master Qualifier;
  • Il fatto che in premio a un Qualifier diano buste di carte è un altro fattore che contribuisce al supporto dei singoli giocatori;
  • Ciò che lo infastidisce invece, dal punto di vista di un capitano, è il divieto di partecipare ad altri tornei Qualifier dopo che se n’è vinto uno nella stessa stagione, rendendo più difficoltoso l’allenamento;
  • Un passo avanti “culturale” invece, è quello della distribuzione del montepremi in un torneo. Se prima la fetta più grossa finiva alla manciata di giocatori in vetta, adesso il denaro sarà distribuito a un terzo dei partecipanti. Questo rende più sostenibile la vita di un giocatore competitivo;
  • In conclusione Bertels afferma di aspettare il resto degli annunci sull’esport di Hearthstone, perché si sa ancora pochissimo del livello Grandmaster e ci sono ancora tanti soldi di montepremi che non sono stati dichiarati.

Fonte: Corriere dello Sport

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