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Chiacchiere da Locanda: Edelweiss, pro e podcaster di Hearthstone

Scritto da Heartblow - 27 Maggio 2021 alle 12:30

Sul sito di Hearthstone è apparso il primo di una nuova serie di articoli dedicato a conoscere meglio volti più o meno noti della community: le Chiacchiere da Locanda.

Protagonista di questa prima puntata è Edelweiss, giocatrice professionista e membro del podcast Coin Concede. In questa intervista scopriamo come ha i iniziato i suoi primi passi nel gioco e nel mondo competitivo, e come ha vissuto la sua esperienza da giocatrice transgender.

Una scelta iniziale forse non casuale, dopo gli ultimi scivoloni di Blizzard riguardo l’inclusività, ma di certo un ottimo segnale per tutta la community e un’iniziativa che speriamo possa continuare anche in futuro.

Prendi una sedia e avvicinati al focolare, è l’ora delle Chiacchiere da Locanda, una nuova serie di incontri per scoprire di più sui numerosi e incredibili membri della nostra community!

Potresti conoscere Edelweiss per le sue apparizioni nell’Hearthstone Championship Tour, la partecipazione a importanti eventi di terze parti o per il suo storico podcast, Coin Concede, di cui adesso è co-presentatrice. Ma tutto questo è solo una parte della sua storia! Oggi, Edelweiss parlerà di come ha affinato le sue abilità di giocatrice, di come ha partecipato alla crescita della community di Hearthstone come podcaster e Locandiera e della sua esperienza come donna transgender nel mondo dei videogiochi. Forza, avvicina la sedia, è giunta l’ora delle Chiacchiere da Locanda!

La seguente intervista è stata modificata per migliorarne la leggibilità.

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Edelweiss è il capitano della squadra di Hearthstone Swagoi Gaming.

D: Come sei arrivata a Hearthstone?

R: Mi sono avvicinata ai videogiochi quando ero molto piccola. Mia sorella in inverno giocava a calcio in un campo coperto e per passare il tempo, insieme a mio fratello, giocavo con i videogiochi arcade che si trovavano nella struttura. Successivamente, mio fratello mi ha introdotto ai giochi Blizzard, come Warcraft II e Diablo II. Mi hanno subito colpito molto, anche se Diablo II ogni tanto era un po’ pauroso per un’undicenne. Successivamente, Warcraft III mi ha conquistato, specialmente grazie alle partite personalizzate.

Infine, sono approdata su Hearthstone. Adoravo i giochi di carte e al college ho fatto amicizia con molte persone che giocavano a Hearthstone. All’inizio, mi dedicavo principalmente all’Arena poiché non avevo una collezione di carte adeguata, ma alla fine ho iniziato a dedicarmici in modo competitivo e adesso è un elemento molto importante della mia vita, intrecciato con tutto il resto.

D: Come è stato il tuo coinvolgimento competitivo?

R: Credo che i miei risultati competitivi si possano sintetizzare con “ce l’avevo quasi fatta”. La prima volta in cui sono quasi riuscita a entrare nel panorama mondiale è stato all’HCT Copa America a Rio de Janeiro, Brasile, nel 2018. Mentre ero lì, ho incontrato grandissimi giocatori come Muzzy, Rase, Nalguidan e Hoej.

Qualificarmi a quell’evento è ciò che ha davvero dato il via a tutto. Ho iniziato a diventare sempre più competitiva, partecipando ai tornei di qualificazione e a quelli a invito. Ho giocato nell’HCT Oakland finendo fuori dai primi 16 per un soffio. Ho giocato nelle sezioni femminili del WESG e del WSOE II. Il WSOE II in particolare era un pelo sopra le righe per quanto riguarda il valore di produzione, ma è stato comunque molto divertente. In quell’occasione, ho incontrato Slysssa, Cora, Jia e un sacco di altre ragazze che ammiravo molto.

Ci sono opinioni contrastanti sugli eventi per sole donne, ma la loro stessa esistenza spinge la gente a non tirarsi indietro. Credo che molti sottovalutino quanto tanti piccoli problemi possano accumularsi fino a spingere le persone a non agire. Se si rende l’intero processo lineare riducendo gli ostacoli e permettendo alle donne di sentirsi a proprio agio nelle competizioni, più persone vorranno partecipare e, alla fine, non ci sarà più la necessità di eventi per sole donne.

Attualmente, sono il capitano della squadra di Hearthstone Swagoi Gaming, un progetto creato dalla passione del proprietario della squadra. Ho cominciato come membro (mi avevano contattato ai tempi di Rio de Janeiro) ma, quando il capitano della squadra ha deciso di dedicarsi ad altro, mi è stato proposto di coprire questo ruolo. E così è da poco più di un anno che sono il capitano.

Sfortunatamente, l’attuale sistema dei Masters Tour Qualifiers e i miei obblighi nei confronti della mia famiglia mi impediscono di passare tutti i fine settimana a giocare e pertanto non riesco a partecipare, ma alcuni dei miei compagni di squadra lo fanno regolarmente.

D: Cosa ci dici del tuo coinvolgimento nei podcast?

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Sapevi che Coin Concede esiste fin dal 2015 e che è stato co-creato da nientemeno che Cora Georgiou prima che diventasse presentatrice e commentatrice di eSport e poi membro della squadra di sviluppo di Hearthstone?!? Il programma è ancora in onda dopo tutti questi anni, con un nuovo episodio ogni giovedì alle 20:30, ora della costa atlantica negli Stati Uniti! Per saperne di più, visita il sito CoinConcede.com.

R: Sono diventata parte di Coin Concede poco dopo l’inizio della pandemia, quando uno dei presentatori ha dovuto ritirarsi per problemi personali. Avevo partecipato come invitata in più occasioni e mi ero trovata bene con gli altri co-presentatori, così quando RidiculousHat e Botticus si sono trovati da soli per un certo periodo, mi hanno invitato a diventare un elemento permanente dello show. È stato grandioso!

Tutti noi adoriamo parlare del gioco, pertanto non sono podcast particolarmente corti, ma reputo che ognuno di noi contribuisca con differenti prospettive. Personalmente, cerco di approcciare le cose da un punto di vista prettamente competitivo, nonostante mi diverta a sperimentare con alcuni mazzi alquanto innovativi. Provo anche a mettermi nei panni dei progettisti e pormi domande del tipo: “Come potrei bilanciare queste carte?” o “Quali carte potremmo aggiungere al meta per smuovere le cose?”. In un certo senso, potremmo chiamarla progettazione da locanda! Ognuno di noi tecnicamente supervisiona una specifica sezione, ma alla fine è comunque sempre uno sforzo di gruppo. La mia sezione si chiama “Decksplanations”: in essa entro nei dettagli su come pianificare i propri turni con uno specifico mazzo e, in alcuni casi, fornisco un’analisi del meta attuale.

D: Qual è la tua classe preferita?

R: Sono una grande patita del Mago. Non è una sorpresa, visto che Jaina è meravigliosa e Hearthstone comincia proprio con lei. Ho davvero tanti ricordi con il Mago sin dai tempi del Mago “Freeze”. Per esempio, il primo mazzo con cui ho raggiunto Leggenda è stato il Mago Robot. Aegwynn è attualmente la mia carta preferita: adoro come passi le sue abilità, assolutamente in linea con la storia di Warcraft. Il suo effetto è anche estremamente potente: se giochi Aegwynn e Ras Soffiogelo in un mazzo e il Rantolo di Morte finisce su Ras, sembra quasi di barare.

D: Sei anche una Locandiera, vero?

R: Sì, un po’ di tempo fa sono tornata dall’estero e mi sono resa conto che la scena locale di Hearthstone si era raffreddata durante la mia assenza, così ho deciso di diventare una Locandiera io stessa. Anche senza partecipare, potevo riunire le persone e cercare di ricostruire la community, poiché questo è parte di ciò che rende bello il gioco! Sfortunatamente, tutti i miei sforzi si sono scontrati con l’avvento della pandemia. Quando lo stato d’emergenza sarà finito, sarò in una nuova città, ma ho intenzione di ricominciare come Locandiera appena possibile.

D: Hai qualche consiglio per chi desidera imitarti e fare qualcosa per la community?

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Il suo gatto, Weiss, non perde occasione per apparire durante i suoi streaming.

R: Credo che un ottimo modo per affinare le proprie abilità competitive è farsi coinvolgere dal Team Hearth Legends, una competizione che ha inizio a ogni espansione. È una serie di incontri a squadre, ma ogni giocatore partecipa sempre in modo individuale e le squadre sono sempre pronte a prendere nuovi giocatori. Non ci sono premi in palio tranne la gloria, ma è gratuito ed è perfetto per chi ha la necessità di orari flessibili.

Oltre a questo, credo che cercare di costruire una community locale possa essere estremamente piacevole, anche solo per passare il tempo con gli amici e scambiare idee e opinioni. Se vuoi diventare un Locandiere, assicurati di avere accesso a un luogo adatto per gli incontri: ciò significa avere abbastanza spazio per la gente e le loro periferiche, di possedere una connessione Internet sufficientemente solida per gestire il traffico globale ed eventualmente organizzare qualcosa per il rinfresco, nonostante quest’ultimo punto non sia obbligatorio.

D: Come hai vissuto la rivelazione di essere transgender alla community?

R: È qualcosa che generalmente ho tenuto per me, il che in certi casi ha reso le cose un po’ strane. Ne avevo parlato con gli amici più intimi, ma ero cosciente che molte persone lo avessero già intuito in quanto non “sembravo” particolarmente femminile. Per molto tempo, ho agito sotto la cinica convinzione che, quando qualcuno scopre qualcosa del genere su di te, ti giudica e ti tratta in modo differente, anche solo a livello inconscio. È un’informazione che non puoi più nascondere: molte persone hanno idee specifiche al riguardo, del tipo: “Ah, è per questo che…”, come se le cose avessero finalmente senso ora che lo sanno. Non volevo che la gente elaborasse questi processi mentali nella propria testa.

Recentemente, però, ho deciso di essere più aperta poiché è un fardello sentire di essere sempre poco sinceri con le persone che ti stanno attorno. Ogni volta che mi venivano poste domande sul mio passato, dovevo dire sempre mezze verità e la cosa mi aveva davvero stancata.

In un certo senso, sono fortunata a essere entrata nella community di Hearthstone come donna. Ho preso la decisione mentre ero al college e affrontare la mia fratellanza è stata la cosa più difficile. Fortunatamente, tutti hanno compreso e sono stati pronti a collaborare con me, è stato davvero un gruppo meraviglioso di persone. Mi sono sottoposta al trattamento ormonale e poi, un paio di anni fa, alla ricostruzione chirurgica. Quando sono pienamente entrata in Hearthstone, il processo era ormai completo e non è stato necessario rivelare alla community di Hearthstone di essere diventata donna. Anche adesso, non mi sembra di dire nulla di nuovo, poiché non ci sono più cambiamenti fisici: sono così ormai da tempo, però ho deciso di non nascondere più nulla.

Penso di aver raggiunto la sicurezza a parlarne dopo che Luna [Grandmaster delle Americhe] lo ha annunciato pubblicamente, probabilmente perché per lei si trattava di una transizione con un impatto visivo molto maggiore e con una risonanza mediatica più forte. E ora è in streaming tutte le settimane, non ha più nulla da nascondere. Aver visto come la reazione alla sua transizione sia stata molto positiva mi ha incoraggiata molto.

Più persone saranno pronte a mettersi in gioco, soprattutto se sono sotto i riflettori, più questo intero processo verrà vissuto come una cosa normale. In questo modo, molti capiranno che ci sono più persone come noi di quante inizialmente pensassero e che magari conoscono, apprezzano e ammirano. Questa visibilità aiuterà la gente ad accettare situazioni a cui altrimenti potrebbero opporsi.

In termini di rappresentazione e ciò che vorrei vedere, penso che la gente non parlerebbe negativamente della competizione femminile negli eSport se più donne partecipassero e avessero successo in quel campo. Se sono presenti solo un paio di donne in un evento, è davvero brutto se una non ottiene dei buoni risultati, poiché alcune persone potrebbero dire: “Visto? Le donne non sono altrettanto brave”. Se più donne e altre minoranze parteciperanno a questi eventi, questi troll non avranno l’occasione di approfittarne.

D: Qualche parola finale o un encomio da condividere?

R: Sì, un encomio ai co-presentatori di Coin ConcedeBotticus e RidiculousHat, per avermi dato l’occasione di far parte della squadra. È sicuramente il momento migliore del mio 2020 e spero avremo l’occasione di continuare a lavorare assieme per molto tempo. E anche un encomio ai miei compagni di squadra di Swagoi Gaming! Siamo un piccolo team di eSport, non necessariamente il migliore, ma è davvero come una famiglia: molti di noi hanno mariti, mogli, figli, ecc. È una bellissima community e sono fiera di esserne il capitano.

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