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La scorsa domenica c’è stata la serata inaugurale dell’Hearthstone Italian Series, un campionato dove partecipano sedici dei giocatori più noti della community italiana e che ha un montepremi di 15.000 € in abbonamenti Twitch.

L’evento è organizzato da aNc Network in collaborazione con Blizzard ed è molto ambizioso: ogni settimana, per l’intero corso dell’espansione, i concorrenti si affronteranno sia in match Standard che in Battaglia, accumulando punti che decreteranno poi una Top 8 da playoff.

Abbiamo contattato uno dei responsabili dell’organizzazione, Mike89, che ha risposto ad alcune nostre domande sul torneo. Non sono mancate considerazioni sulle prospettive che Hearthstone può avere per il presente ma anche per il futuro. L’intervista è stata editata per migliorare lettura e scorrevolezza.

Ciao Mike, grazie per essere qui con noi. Per cominciare raccontaci qualcosa di te e della tua esperienza coi videogiochi Blizzard.

Io sono un ex poker player e a dicembre dell’anno scorso era nata in me la voglia di trovare qualcosa che mi distraesse dal quello che facevo quotidianamente. In quel periodo ho riscoperto un gioco che per motivi di tempo avevo abbandonato durante la beta, che era proprio Hearthstone. L’ho scaricato e ho cominciato a giochicchiarci; prima come free to player poi, un po’ perché sono un tipo molto impaziente, ho voluto comprarmi tutte le espansioni e mettermi in pari con le carte e seguire alcuni incontri.

Per caso ho incontrato Mattia “Attrix” Attrice in ladder e, anche per intrattenere la chat, mi ha fatto un BM (NdR: bad manner) che mi ha fatto infervorare. Da lì ho cominciato a seguirlo sui social e successivamente ho trasformato questa mia passione in un lavoro: ho cominciato a far parte del suo network, sono diventato fra le persone che lo rappresentano a livello di immagine e da lì è nata anche un’amicizia.

Un paio di mesi fa ci scervellavamo su come si potesse rilanciare Hearthstone nella comunità italiana e fargli avere gli onori che merita. Blizzard sta lavorando molto bene con la Battaglia e le espansioni. Da lì mi è venuta questa idea: perché non fare un campionato, proprio quello di calcio italiano? Questo è un riassunto di come siamo arrivati al’H.I.S.

Una bella risposta corposa! Analizziamola pezzo per pezzo, cominciando dall’inizio. Hai detto che giocavi a poker e poi ha riscoperto Hearthstone, mi interesserebbe sapere quello che ti riattratto proprio in virtù della tua passata esperienza.

Già quando era uscito il gioco, nel 2014, se ne parlava nella community del poker perché aveva molte assonanze col mondo pokeristico: è un gioco che premia la skill ma non sul breve periodo o la singola partita, dove l’RNG può farla da padrone, bensì sul lungo periodo. Quindi i veri giocatori forti si vedono su centinaia e centinaia di match e questo è una cosa che accomuna il poker con Hearthstone stesso.

Hai detto che l’idea del torneo è nata proprio insieme ad Attrix all’interno del network di cui entrambi fate parte. Parlaci prima di aNc Network, dove ci hai detto di essere entrato di recente.

Ufficialmente sono entrato nel network insieme a cybeRRage, che è il CEO di aNc, ad agosto di quest’anno. Però collaboravo con loro sin da prima come persona che lavora all’interno del network, non come content creator.

aNc Network nasce ufficialmente da aprile-marzo di quest’anno. Quindi è un network molto recente nonostante vanti numerosi creator al suo interno e anche di spicco, siamo una delle realtà più grosse all’interno di Twitch Italia.

Il nostro obiettivo è crescere e far crescere la community italiana di Twitch, migliorare e aiutare i nostri content creator e dar modo di far conoscere a sempre più gente la piattaforma Twitch che, complice anche la situazione attuale, sta diventando sempre più presente sia tra giovani che persone più attempate – tra le quali mette dentro anche me. Per fare questo usiamo anche Instagram, Facebook e TikTok.

Se non ricordo male “aNc” era anche il nome di una gilda italiana hardcore di World of Warcraft, attiva fra Warlords of Draenor e Legion. Siete sempre voi o è una coincidenza?

C’è del vero in quello che dici, ma sono due cose completamente diverse. Alessandro, in una sua precedente esperienza, aveva questo tipo di struttura che dici tu, ma adesso è tutta un’altra cosa.

Parliamo del torneo Hearthstone Italian Series. L’idea è stata tua e di Attrix e, prima che tu mi dicessi che fosse ispirata ai campionati di calcio, credevo che fosse una vostra versione dei Grandmasters. Puoi parlarcene di più?

Fin dall’inizio volevamo creare proprio un campionato, dove tutti si affrontano in un unico girone come se fosse la Serie A ma con un solo girone di andata. Grandmasters e Masters Tour si svolgono sì in diverse settimane e giorni, però sono tornei specifici.

Per quanto a lungo vi piacerebbe portare avanti una stagione di campionato? Qual è secondo te la durata ideale?

Noi l’abbiamo pensata dall’inizio alla fine di un’espansione, all’incirca quattro mesi. Saranno quindici giornate più la sedicesima dove si svolgeranno le finali, che andrà a finire all’incirca quando arriverà la nuova espansione – che tra l’altro coinciderà con un nuovo Anno Standard.

Proprio prima della prossima espansione ci sarà anche un mini set di 35 carte, di cui non sappiamo ancora niente ma potrebbe essere una cosa interessante.

Ma sai che questa è una piacevole novità per noi? Perché a volte si può pensare che fare un campionato su un periodo così lungo possa essere “noioso” per via del meta che si stagna e per la presenza fissa dei soliti mazzi. Oltre alla possibilità di buff e dei nerf, un mini set può dare innovazione e spettacolarità al nostro format e c’è da fare un plauso a questa iniziativa di Blizzard.

Avete intenzione di ampliare il numero di partecipanti in questa o nelle prossime stagioni?

Ci sono un sacco di idee in cantiere, diciamo che questo H.I.S. è un evento beta. Già dalla prossima espansione vogliamo proporre la seconda edizione come se fosse un punto fisso nella community italiana di Hearthstone.

Per quanto riguarda altri partecipanti, potrebbero esserci delle variazioni, vediamo un attimo come si evolvono le situazioni, potrebbe esserci chi smette, qualcuno nuovo che arriva. Valutiamo di volta in volta.

Il torneo al momento si gioca in constructed Standard e Battaglia, ma non nei Duelli. Volete dargli un altro po’ di tempo prima di includerli?

Sì. Era anche difficile strutturare un torneo su qualcosa di appena uscito. È chiaro che i Duelli, magari con qualche perplessità all’inizio, hanno piacevolmente sorpreso la community e sicuramente penseremo a qualcosa in futuro per loro. Non è assolutamente da escludere e anzi te lo potrei anche confermare.

Credo che la problematica maggiore per chi organizza tornei sia il tempo, perché più si è bravi ai Duelli più dura una sessione. Ho visto tornei, tenuti anche Blizzard, dove dei concorrenti proprio non ce la facevano ad arrivare ai punteggi più alti perché le partite duravano troppo e finivano il tempo.

Lo stesso problema lo stiamo trovando anche per la Battaglia. Nonostante sia già più di un anno che la modalità è presente, è difficile studiare la formula giusta per strutturarne un torneo. Anche trovare la soluzione giusta su come renderlo spettabile a degli spettatori è molto complesso.

Non è come la ladder in cui basta guardare il tuo mazzo e quello dell’avversario, ci sono otto persone che competono contemporaneamente ed è molto complesso. Stiamo provando a trovare la soluzione migliore, ma sono sicuro che lo stia facendo anche Blizzard che ha già fatto qualche torneo ufficiale della Battaglia.

Adesso vorrei chiederti una cosa che riguarda Hearthstone in generale. Come dicevamo prima è un videogioco che esiste da anni e, a parte le nuove modalità introdotte di recente, è sempre stato molto simile a se stesso. Per te, che stai all’interno di un’organizzazione, cosa rende Hearthstone ancora appetibile? Perché qualcuno che fa il tuo lavoro dovrebbe puntare su di esso e non su altri videogiochi?

Voglio partire con una premessa. Hearthstone ha avuto sicuramente un calo, visibile da tutti, principalmente per due motivi: il primo è che non è un gioco free2play, perlomeno non se vuoi giocare tutti i mazzi ad un certo livello; un veterano può aver farmato, ma un nuovo giocatore deve investirci del denaro. Secondo, tutti quei siti che dicono il giorno dopo l’uscita di un’espansione quali sono le liste migliori hanno accorciato di molto i tempi in cui il meta ristagna, ma l’attesa per una nuova espansione è sempre quattro mesi.

Hearthstone rimarrà sempre un gioco coi suoi anni, e che quindi non potrà mai avere il successo che hanno molti giochi che entrano nel mercato perché hanno il supporto di essere la novità. Blizzard però è riuscita, con la Battaglia e altre innovazioni, a trasformare Hearthstone in un cult: è quel gioco che ci sarà sempre, che avrà sempre la sua community e non morirà mai. Secondo me questo è un grande punto a favore del gioco e che lo rende come un FIFA, un Call of Duty o World of Warcraft per quegli appassionati di videogiochi che apprezzano i giochi di carte.

Come network siete interessati all’arrivo di altri giochi Blizzard? Ad esempio sono molto attesi Overwatch 2 e Diablo IV.

Tra i nostri creator sicuramente c’è qualcuno che è interessato, praticamente tutti i nuovi giochi vengono provati dai nostri gamer, ma sta all’affinità e a quanto piace al singolo content creator. Non vogliamo imporre niente.

Siamo alla fine, c’è qualcosa che ti va di dire o di sottolineare?

Ci tengo a dire a proposito dell’Hearthstone Italian Series che è qualcosa che nemmeno noi ci aspettavamo. Abbiamo guardato i dati della prima giornata ed è qualcosa che ha dell’incredibile, numeri mai visti prima, equiparabili quasi ad un evento del Masters Tour. Anche la mole di lavoro che c’è dietro non ce l’aspettavamo, ma è stata ripagata tantissimo. Voglio invitare tutti a darci fiducia e continuare a seguirci perché sicuramente ne varrà la pena, sia dal punto di vista dell’intrattenimento che di crescita della community che del gioco stesso.

A me l’iniziativa piace molto perché Hearthstone, come “fenomeno”, è nato quasi solo grazie a Twitch e ancora lì si concentra molta della communty più attiva. Quando ci fu la notizia che tutto l’esport di Blizzard si trasferiva su YouTube mi sono personalmente dispiaciuto molto.

Dispiace davvero, ma questo tipo di manovre è davvero fuori dalla mia competenza e preferisco non esprimermi. Sicuramente Blizzard, Twitch e YouTube hanno i loro accordi di cui noi non possiamo saperne nulla. Probabilmente per loro era la soluzione migliore in quel momento.


Ringraziamo ancora una volta Mike per la sua disponibilità. Seguite l’andamento del torneo sul sito dedicato e non dimenticate di sintonizzarvi le prossime domeniche (non dopodomani perché ci sono i World Championship) dalle 18:00 sul canale Twitch di Attrix per l’evento principale!

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