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Preparati, rintocca la campana! Proteggi il debole e l’anziana! Ognuno di voi il prezzo pagherà. Il giudizio è arrivato, non ci sarà pietà!

Il Cavaliere Senza Testa

Quello della Veglia delle Ombre è uno degli eventi più apprezzati dalla community di World of Warcraft, ma c’è una storia dietro questo suggestivo ed evento? E se si, qual è? Ebbene, la Veglia delle Ombre ha una storia e vi sorprenderete di come essa sia suggestiva e, per certi versi, tragica.

Le Origini dell’Evento

Le prime notizie storiche sulla Veglia delle Ombre ci arrivano dal regno umano di Lordaeron. È proprio qui che l’evento veniva celebrato ai tempi dell’Alleanza di Lordaeron, preceduto da diversi festival minori. Alcuni erano cupi e commemorativi, altri celebrativi e festosi, e possiamo dire che la Veglia delle Ombre sia la combinazione un po’ di entrambe le cose. Si credeva che fosse un periodo in cui la “barriera” tra i vivi ed i morti diventasse sottile e coloro che erano defunti potessero essere “percepiti” dai viventi. La tradizione voleva allora che alla fine della stagione del raccolto, prima che iniziassero a soffiare i venti dell’inverno, venisse eretta un’effigie di paglia proprio fuori dal palazzo reale ed al tramonto, la sera della cerimonia, a questa effige sarebbe stato appiccato il fuoco.

Era uno spettacolo impressionante: un gigantesco uomo di paglia fiammeggiante, che bruciava luminoso contro la notte oscura. Chiunque lo desiderasse poteva avvicinarsi all’effigie ardente, gettare un ramo tra le fiamme e così facendo, metaforicamente, “bruciare” tutto ciò che non desiderava portare con sé durante il rigido periodo invernale, come le emozioni: paure, dolori, vecchi amori, screzi e così via. Si può dire che, in origine, questo rito sia nato come una cerimonia contadina, da tempo immemorabile. L’effigie venne data alle fiamme anche da alcuni personaggi illustri, come, per esempio, quando il compito venne svolto da un’ancora giovane Lady Jaina Marefiero.

veglia delle ombre
Uomo di Paglia dato alle fiamme alle porte di Sepulcra.

L’Evento ai giorni nostri

Nel corso degli anni, gli umani dell’Alleanza hanno continuato le loro tradizionali celebrazioni per la Veglia delle Ombre, anche se le radici dell’evento si persero nel corso del tempo, nella speranza di un futuro più luminoso nonostante le perdite delle tre grandi guerre contro il Flagello e l’Orda. Sin dal Cataclisma, i Worgen di Gilneas hanno portato una più profonda comprensione delle origini della Veglia delle Ombre ai loro vecchi e nuovi alleati nell’Alleanza e, in particolare, hanno reintrodotto la pratica di bruciare uno spaventapasseri (che durante il corso degli anni si era persa). Inoltre, durante le celebrazioni, Re Genn Mantogrigio di Gilneas si reca ai cancelli di Roccavento per tenere un discorso commemorativo a tutti i cittadini in occasione delle celebrazioni.

L’Evento nelle altre culture

Ma il suggestivo evento della Veglia delle Ombre non è celebrato solo dagli umani. Per i Reietti, infatti, la Veglia delle Ombre è un evento che segna il giorno in cui questo gruppo di non-morti si è liberato dal dominio del Re dei Lich riguadagnando il loro libero arbitrio. La celebrazione in questo caso è simile a quella perpetrata dagli umani ma con una piccola differenza. Anche i Reietti per l’occasione danno fuoco ad uno spaventapasseri dopo un breve discorso tenuto dalla loro Regina Sylvanas Ventolesto (questo ovviamente prima della Quarta Guerra), ma essi in seguito spalmano anche della cenere sui loro volti.

Curiosamente, per una pura coincidenza, in questo stesso periodo dell’anno sul pianeta Draenor c’è una strana ondata di energia spirituale. Richiamata da questo fenomeno, una orribile flotta di pirati orchi non-morti chiamata “La Flotta d’Ossa” emerge dalla nebbia. Questa Flotta Fantasma è guidata da un selvaggio pirata noto come Capitano Sferzaossa, ed egli non cerca altro che la completa distruzione di tutti gli abitanti di Draenor.

capitano sferzaossa
Il Capitano Sferzaossa nella Valle di Torvaluna.

La Storia del Cavaliere Senza Testa

Ma passiamo ora a quella che è la vera figura centrale della Veglia delle Ombre: il Cavaliere Senza Testa. Quest’ultimo è uno dei personaggi più conosciuti di Azeroth, ma qual è la sua storia? Com’è diventato quello che è, e soprattutto, chi era prima di esserlo? È qui che iniziamo a raccontare la storia di un paladino: Ser Thomas Thomson.

La storia di Thomas inizia durante la Terza Guerra, quando quest’ultimo e la sua famiglia possedevano e lavoravano una fattoria di zucche nelle Radure di Tirisfal, a sud-ovest dei Mulini degli Agamand. Egli fu uno dei paladini che assistettero, e furono d’accordo con il rifiuto di Uther e Jaina Marefiero verso la decisione del Principe Arthas Menethil di “epurare” Stratholme. Per tutta la Terza Guerra, Thomas si trovò presente nei luoghi distrutti dal Flagello in tutta Lordaeron: assistette infatti al tradimento del Barone Fieramorte quando quest’ultimo, ormai corrotto dal Culto dei Dannati di Kel’Thuzad, inviò una grande scorta di grano infetto dalla Piaga della Non-Morte in un villaggio che stava difendendo. Ricevette in seguito la notizia del ritorno del Principe Arthas da Nordania e dell’assassinio di Re Terenas e cinque giorni dopo venne informato anche della morte di Uther e di molti altri Paladini.

Nel disperato tentativo di mantenere la sua famiglia al sicuro, Thomas ordinò così a sua moglie ed a sua figlia di fuggire a Kalimdor, seguendo i sopravvissuti guidati da Jaina Marefiero, mentre egli decise di rimase a Lordaeron con quello che rimaneva dell’ordine della Mano d’Argento per combattere il Flagello. Nei quattro anni seguenti, Thomas combatté costantemente contro i Non-Morti sotto l’ala protettiva di Saidan Dathrohan, uno dei cinque paladini fondatori dell’ordine, ed uomo a cui si ispirava.

Un giorno, tuttavia, Saidan condusse Thomas ed altri in una città piena di rifugiati, facendo credere ai suoi uomini che si trattasse solo di un “controllo”. Dathrohan, però, convinse gradualmente Thomas che la popolazione fosse infetta e, a differenza di come aveva fatto a Stratholme tanti anni prima, il paladino questa volta aiutò a massacrare i rifugiati.

Fu qui che il dramma si consumò. Tra le vittime infatti, ci fu anche la stessa famiglia di Thomas, il quale si rese conto della cosa solo quando sua figlia si voltò a guardarlo in faccia proprio mentre la sua spada la colpiva a morte.

Con la mente distrutta da quell’evento, Thomas fu riportato al Monastero Scarlatto dove perse definitivamente il senno: iniziò a credere che il mondo intero fosse infetto, che lui fosse l’unico essere umano in vita ed a parlare solo in rima. Il giorno della Veglia delle Ombre di quell’anno, dopo aver aggredito e ucciso molti dei suoi ex compagni, fu giustiziato per decapitazione. Dathrohan decise di dare un’onorevole sepoltura al crociato caduto ed una volta sepolto il corpo (senza la testa), il paladino (che in realtà era il demone Balnazzar sotto mentite spoglie) usò il suo stesso sangue e le energie demoniache per rianimare il cadavere di Thomas. Nacque così il Cavaliere Senza Testa il quale, nella sua follia, sarebbe per sempre andato alla ricerca della sua testa decapitata.

Sir Thomas
Ser Thomas ancora in vita. Warcraft Legends, Volume 5.

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