Copertina

Heroes of the Storm è un gioco che, fin dalla sua prima incarnazione come mappa Arcade di StarCraft II nel 2010, ha attirato grandi aspettative da parte dei giocatori. Purtroppo nel corso degli anni è rimasto sempre indietro ai giganti League of Legends e Dota 2, culminando in negativo con il ridimensionamento di fine 2018.

Il gioco era dato per spacciato, ma nei mesi successivi sia gli sviluppatori che i giocatori hanno continuato a supportare il gioco con i mezzi a propria disposizione. Anche in Italia le cose si muovono ancora, infatti di recente sta emergendo una nuova realtà che intende supportare l’Esport nostrano di Heroes of the Storm: ELO Gaming.

Questa società fa capo a tre membri fondatori: Lorenzo “Kryos” Tranchina, Andrea “FlorZaN” Morandini e Luca “DeatH90K” Targato, tre amici con in mente un progetto ambizioso. Ci siamo messi in contatto con loro e gli abbiamo fatto qualche domanda non solo su Heroes of the Storm ma anche sull’Esport in Italia.

Il trailer del primo torneo di ELO Gaming.

L’intervista si è tenuta sabato 30 maggio 2020 ed è stata editata per migliorare lettura e scorrevolezza. Gli intervistati sono Lorenzo e Andrea.

Buongiorno e grazie per essere qui con noi. Raccontateci qual è la vostra storia personale con Blizzard e in particolare Heroes of the Storm.

Kryos: Ormai sono un videogiocatore da decenni (ho più di 30 anni) e il mio primo gioco Blizzard è stato Warcraft: Orcs & Humans, che girava sul vecchio Pentium di mio padre.

Mi sono avvicinato a Heroes nel 2014, durante l’alfa, ma inizialmente non lo consideravo un granché per il fatto che fosse un MOBA: avevo già provato League of Legends e non mi era piaciuto, quindi ero pronto ad abbandonarlo. Provandolo però mi sono accorto che fosse più dinamico, veloce e divertente di LoL e mi ha preso subito. Il fatto che ci fossero gli eroi che mi hanno accompagnato durante la crescita ha fatto la sua parte.

Nel corso degli anni ho sviluppato una passione per l’organizzazione, anche grazie all’apertura di una sala gaming che mi ha introdotto nell’associazione “CLAN Gaming“. Ciò ha portato alla creazione del primo campionato di Serie A e B di HotS, che questo autunno arriverà alla sesta edizione, ma stavolta sotto la gestione ELO Gaming.

FlorZaN: La mia storia non è molto diversa. Il mio primo gioco Blizzard (e anche primo gioco online) è stato StarCraft, di cui seguivo con molta passione la scena competitiva internazionale. A differenza di Lorenzo a me piaceva giocare a LoL insieme agli amici e appena Blizzard ha annunciato la sua versione mi sono a dir poco esaltato.

Anche io ho un passato nell’organizzazione di tornei: dal 2010 al 2014 ho fatto parte di un’associazione chiamata “Born Elite Humans“, che ha sede nelle Marche, con i cui membri ho stretto dei grandi rapporti di amicizia. In quel periodo partivo da casa mia in Veneto per andare a dargli una mano in grandi eventi LAN di Call of Duty con più di 160 postazioni.

Sono sempre stato legato al mondo dell’Esport e quando Lorenzo mi ha proposto di entrare in ELO Gaming ho accettato subito, anche perché conoscevo già la sua esperienza.

Parliamo appunto della vostra nuova società. Come nasce ELO Gaming e quali sono i suoi obiettivi?

Kryos: L’idea viene dallo stesso ambito in cui ho lavorato finora, quello della sala gaming e dell’associazione, da cui mi sto distaccando anche per via di un trasferimento. Desideravo comunque restare sempre dentro al mondo Esport e ne discutevo spesso con Andrea e Luca.

Sapevo che i ragazzi erano già intenzionati a diventare coach di League of Legends e gli avevo proposto di allenare dei team che stavo gestendo per conto della associazione. È stato proprio in quel periodo che ho deciso di creare una vera e propria organizzazione dedicata a tornei di portata nazionale e chissà, magari anche qualcosa di più in futuro.

Entrambi mi hanno detto subito di sì e abbiamo cominciato a muoverci, purtroppo però ci sono stati degli intoppi tra cui la pandemia mondiale, ma al momento stiamo muovendo i primi passi. La scelta di partire da Heroes of the Storm è stata per noi quella più naturale.

Qual è la principale differenza tra l’attività di CLAN Gaming e quella che volete intraprendere con ELO Gaming?

Kryos: Sicuramente l’espansione che può avere il progetto. L’associazione era nata principalmente come necessità burocratica per poter fornire dei premi ai tornei che organizzavamo. ELO invece vuole essere un ente che, oltre ad organizzare i team italiani su vari titoli, si prefigge di promuovere l’Esport a livello nazionale e farlo arrivare anche ad un certo livello. Quindi comprenderà promozione e sostegno oltre che organizzazione.

FlorZaN: In cantiere c’è anche un progetto riguardo alla formazione, in particolare dei caster, un ruolo centrale nei tornei di videogiochi. Essendo in larga parte un’attività online, una figura che trasmetta la passione per i videogiochi a chi guarda ha una certa importanza.

Kryos: Da tutto ciò ne derivano anche annessi e connessi come eventi in LAN, in fiera, incontri, streaming, merchandising… Ce ne sono un miliardo.

Quindi uno dei maggiori scogli da superare, oltre alla pandemia in corso, è il riuscire a trasformarsi da realtà locale a nazionale.

Kryos: Sì. Al momento siamo alla fase embrionale della società, che deve ancora nascere dal punto di vista legale. In questo stato il torneo di Heroes of the Storm è una parentesi che potrebbe rimanere solo un evento dedicato alla community, a meno che non arrivino notizie di cui potremmo parlare dopo. Con altri titoli contiamo invece di realizzare tornei con premi importanti.

Su quali altri giochi pensate di espandervi nel prossimo futuro?

FlorZaN: Siamo ancora in fase di valutazione ma tra le prime scelte ci sono League of Legends, che anche se è in giro da tanti anni ha un pool di giocatori e appassionati molto ampio, Apex Legends e Magic: Arena. Anche il nuovissimo Valorant sembra promettente. Per rimanere in casa Blizzard, Hearthstone e Overwatch sono attualmente al vaglio.

Quali pensate possano essere i maggiori ostacoli alla riuscita del vostro progetto?

Kryos: Attualmente gli scogli più grandi sono il trovare risorse e sponsor per riuscire a creare la piattaforma web che abbiamo in mente. Non scendo troppo nei dettagli, ma si tratta di tutte le tipiche difficoltà iniziali che una startup può incontrare.

Parliamo del torneo di Heroes che state organizzando, che sarebbe dovuto partire il 29 maggio ma è stato posticipato per permettere lo svolgimento del torneo di Hots Italia DC. Che risposta avete avuto dai giocatori sul vostro torneo?

Kryos: I ragazzi di Hots Italia DC ultimamente si stanno impegnando molto. Il loro server Discord è organizzato molto bene, ma prevede che l’organizzazione delle partite sia in mano ai team. Per questo motivo si è creato un accavallamento.

Di comune accordo con loro e con i team, tra i quali conosco personalmente molti componenti, abbiamo rimandato di una settimana. In questo modo si permette a chi partecipa al torneo di Hots Italia DC, ma anche a chi si sta cimentando nel Method Mayhem (ad esempio ci sono Sigurdh e Fury) di avere il tempo per essere pronti.

La risposta generale al nostro torneo è stata ottima. I giocatori erano tutti entusiasti e attualmente sono iscritti otto team, ma so di tante altre persone che sono interessate a partecipare.

La comunicazione del cambio di data.

Quindi, secondo voi, esiste una comunità competitiva italiana di Heroes of the Storm?

Kryos: Dipende cosa si intende per “competitiva”. Da quando si compete in Italia su Heroes ci sono dei nomi ricorrenti che vincono tutto a mani basse, però ci sono anche tante persone che giocano e che sono interessate a conoscersi, a fare amicizia e giocare insieme. Ultimamente sto vedendo tanta gente nuova che prima non conoscevo.

FlorZaN: Confermo che rispetto al 2019 c’è molta più gente nuova su Heroes. La risposta al nostro torneo è stata davvero buona, senz’altro superiore alle mie aspettative. La struttura formata da piccole Cup one-shot inserite in una serie di Stagioni che avranno dei premi finali ha sicuramente giovato.

Dato che abbiamo già citato Method Mayhem, parliamone. Essendo un evento promosso da una delle organizzazioni Esport più importanti del mondo, ha scatenato un bel po’ di entusiasmo tra chi sente la mancanza dell’Heroes Global Championship. Voi come vedete questa iniziativa, è un’oasi nel deserto oppure c’è qualcosa di più?

FlorZaN: Credo che sia difficile capire se la decisione dei Method sia stata presa nell’ottica di “evento amarcord” che non si ripeterà o meno; nell’organizzazione c’è Heroes Lounge, che è sempre stata attiva nell’ambito, con e senza HGC. Bisogna vedere quanto successo avrà: se attirerà l’interesse di qualche sponsor ci potrebbe essere una speranza, ma al momento appare più un’oasi nel deserto.

C’è da dire che quest’anno abbiamo visto Blizzard stringere degli accordi con ESL per l’organizzazione di tornei ufficiali per StarCraft II e WarCraft III, in cui la casa madre in pratica è diventata “solo” lo sponsor principale. Secondo voi una cosa del genere sarebbe attuabile per Heroes of the Storm?

Kryos: Sicuramente è una strada percorribile, ma lungi da me alzare speranze. Attualmente circolano voci, tra gli ex pro player che sono tornati a fare attivamente streaming su Twitch, di un possibile ritorno dell’HGC nel 2021. Non si sa però in che forma e con quale gestione, quindi io sinceramente la vedo difficile. Però il torneo dei Method è stato accolto bene. Perché no? 

Parliamo dello stato generale del gioco. In redazione alcuni di noi pensano che, adesso che non c’è più una grossa aspettativa per l’Esport, Heroes stia tornando alle suo origini più uniche e giocose: senza il timore che un Eroe dalle meccaniche particolari possa “rompere i tornei” non lo si deve più livellare verso il basso.

FlorZaN: Anche secondo me è così. Dopo l’annuncio del ridimensionamento Heroes è crollato tantissimo, ma nell’ultimo anno ho visto rinascere un piccolo entusiasmo nella scena. Questo non deriva solo dal fatto di vedere giocatori totalmente provenienti da LoL e Dota 2, ma anche dal ritorno delle vecchie star nel reparto streaming. 

Possiamo dire quello che vogliamo su Twitch, ma per me rappresenta un buon termometro delle interazioni della community e anche un catalizzatore dell’Esport. In questo momento ci sono tanti pro player che sono tornati a streammare e interagire con gli utenti.

Kryos: Riguardo quanto dicevi per il bilanciamento, chi decideva se un eroe era forte o meno erano proprio i pro dell’HGC quindi è un po’ difficile rispondere a questa domanda. È vero che ci sono meno aggiornamenti, ma nemmeno così pochi. Ad esempio il recente rework di Tassadar è stata una revisione totale, da Supporto ad Assassino a Distanza. Probabilmente verrà nerfato, ma dopo il boom iniziale i giocatori si stanno già adattando e sto vedendo in diversi streaming (anche in quelli di Sigurdh e Cris) la trasformazione delle tattiche per affrontarlo al meglio.

Secondo me questa dinamicità del meta è bella da vedere e da vivere, perché è un segno che il gioco respira. Personalmente io sono molto contento dello stato generale del gioco. Spero che Blizzard si renda conto che tra le mani ha un diamante e che riesca a farlo splendere, al momento dubito che sia possibile ma non si può mai dire.

FlorZaN: Vorrei aggiungere anche che, nonostante la riduzione del numero di componenti del team di sviluppo, gli sviluppatori si sono aperti di più alla comunità. Su reddit le richieste vengono spesso lette e qualche volta anche ascoltate. In questo senso la community sta plasmando il gioco per com’è adesso.

Anche noi negli scorsi mesi abbiamo percepito un deciso aumento delle interazioni tra sviluppatori e giocatori su reddit. Questo ci fa pensare che chi è rimasto a lavorare sul gioco lo faccia con una passione tangibile.

Kryos e FlorZaN: Ci trovate entrambi d’accordo.

Prima di passare all’ultima domanda, c’è qualcosa che vi piacerebbe sottolineare?

FlorZaN: Ci tengo a dire una cosa per su ELO Gaming. Come dicevamo all’inizio è un progetto nato dalla nostra passione dei videogiochi e per i tornei, ma anche perché in Italia al momento, a parte i casi speciali di PG Esports e ESL Italia, non c’è nulla che riguardi le community. 

Se sono un giocatore che desidera mettersi in gioco per migliorarsi, in Italia non c’è nessuna occasione di crescita se non sporadiche Cup. Questa situazione in cui si trovano tantissimi giocatori volenterosi ci faceva anche arrabbiare.

Quindi volete proporvi come una struttura?

Kryos: Il nostro obiettivo è coinvolgere tutti i giocatori che non hanno espressione competitiva, a prescindere dal piazzamento in classifica. Anche loro hanno il diritto di provare il brivido di competere in un partita, magari con dei caster che ti commentano giocate, strategie ecc. Sono cose che se non le provi in prima persona non le conosci, però quando le provi ti lasciano il segno

Io mi ricordo ancora l’adrenalina del primo torneo: ero agitatissimo e mi tremavano le mani, non ci capivo niente. Non era nemmeno un torneo importante o con i premi, ma è stata una sensazione incredibile. Vorrei che anche altre persone provassero questa esperienza, secondo me non lo fanno perché non ne hanno l’opportunità o anche solo l’idea di come funzioni. Nella nostra definizione di promozione c’è anche questo.

Concludiamo con una domanda “simpatica”: se Blizzard venisse da voi e vi chiedesse qual è la singola cosa da fare per migliorare Heroes of the Storm, cosa suggerireste?

Kryos: Il gioco ovviamente non è privo di problemi anche se su molti ci passo sopra, ad esempio il sistema di report o il matchmaking. Quello che vorrei veramente vedere è un canale diretto tra sviluppatori e pro player, in maniera che questi ultimi possano segnalare cosa va modificato in maniera subitanea.

FlorZaN: Anche io credo che, considerato lo stato del gioco, molti degli attuali problemi non siano la fine del mondo. Mi piacerebbe molto vedere invece una cosa che è successa anche con LoL: anche quel MOBA era iniziato come una battaglia senza troppe spiegazioni, ma poi sono nate le fazioni e la storia del mondo di gioco. 

Con il Nexus Oscuro e Orfea avevano iniziato molto bene ed ero curioso di vedere come sarebbe andato avanti. Io fantasticavo di come i personaggi di universi differenti come Warcraft e Starcraft si sarebbero divisi in schieramenti a seconda della loro personalità, magari sfociando in una guerra civile come si è vista anche nei fumetti Marvel. Si tratta effettivamente di cose che vanno oltre il gioco competitivo, ma che creano discussioni appassionate nella community e danno idee ai content creator.

Proprio la settimana scorsa abbiamo pubblicato una panoramica della narrativa di Heroes of the Storm. Purtroppo allo stato attuale la storia viene portata avanti tramite descrizioni e interviste, anche con Qhira è stato così.

Grazie per essere stati con noi, in bocca al lupo per il vostro progetto di ELO Gaming!

Kryos: Viva il lupo!

Potete trovare i ragazzi sulle loro pagine social.

ELO logo
Per favore Accedi per commentare
  Segui  
Notificami