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Domenica sera si è tenuta la finale dei Nexus Contest Europe, un torneo tra nazionali organizzato dalla comunità di Heroes of the Storm per tenere in vita la scena competitiva.

La squadra vincitrice è stata la Russia che si è portata a casa oltre 1500 $ di premio raccolti grazie al crowdfunding. Sul podio anche Francia e Finlandia.

Replay della finale commentato in italiano

La squadra italiana composta da BuYa, Fury, Ragnar, Cesc e JoJo ha passato le eliminatorie con performance 2-1, venendo poi però sconfitta dalla Finlandia nel match successivo.

Abbiamo raggiunto uno dei membri della nazionale, Francesco “Cesc” Aniballi, che ha risposto ad alcune domande per noi sulla sua esperienza e visione dell’esport di Heroes.

Raccontaci la tua esperienza in questo torneo. Come ti sei trovato? Hai un momento particolare che vuoi condividere?

Prima di tutto, il format di questo torneo organizzato a squadre nazionali è probabilmente il migliore possibile e il più emozionante ed appassionante da seguire. Perché così ognuno segue con orgoglio la propria nazionale.

Quando l’anno scorso Blizzard ha annunciato che non ci sarebbero stati dei nuovi Nexus Games c’è subito stato tantissimo malcontento, ma due paladini hanno messo del denaro ed insieme ad altre poche persone sono riuscite a creare questo. Quindi da questo punto di vista c’è solo che da tirarsi giù il cappello e ringraziarli, perché di tasca loro hanno fatto quello che Blizzard si è rifiutata di fare.

Con il mio team è stato uno spasso dall’inizio alla fine perché siamo un gruppo di “amici virtuali” che spesso si incontra per fare due chiacchiere e cazzeggiare in compagnia, quindi c’è stata tanta sintonia. Il nostro obiettivo era passare il girone divertendoci, senza impegnarsi in allenamenti costanti (cosa che altre nazionali hanno fatto ed ha pagato, come per la Francia, la Russia e la Svezia), perché non avevamo interesse nello spendere più tempo del dovuto, considerando anche gli impegni di tutti i giorni.

La nostra serie migliore è stata senza dubbio contro la Francia: due partite molto intense, giocate discretamente da entrambe le squadre e molto equilibrate: poi la differenza l’ha fatta la loro migliore coordinazione ed esecuzione in piccoli dettagli (dovuti agli allenamenti che loro hanno fatto e noi no :D) e qualche nostro grave errore ma sono stato contento.

Il momento più bello però è stata la nostra prima partita contro la Spagna: abbiamo riso dal primo momento fino a quando abbiamo distrutto il Nucleo nel secondo game. È stato uno spasso e c’era una armonia nel cazzeggiare che sinceramente non mi aspettavo. Ovviamente queste cose non potete vederle, ma vi assicuro che almeno io ero con le lacrime agli occhi per la quantità di risate fatte e questo è stato possibile solo perché abbiamo eliminato le mele marce dal team.

Parliamo dell’esport di Heroes in generale. Dopo la cancellazione dell’HGC 2019 la comunità si è mobilitata per mantenere in vita la scena competitiva. Ad esempio oltre agli stessi Nexus Contest c’è la Division S. Come giudichi queste iniziative? Credi che ci siano le basi per continuare nel lungo periodo?

Secondo me è inutile girarci intorno, HotS è morto. Gli esport si basano sui soldi che permettono alle case madri di lanciare tornei che aumentano gli appassionati. Nel momento in cui tagli l’unica cosa veramente eccezionale di Hots, non vuoi far altro che uccidere il gioco. Il problema è che né Blizzard né Activision si sono resi conto di aver tra le mani un capolavoro di gioco a cui bastavano veramente pochi dettagli per renderlo di gran lunga il miglior MOBA sul panorama. Invece dopo 3 anni si continua sempre a parlare degli stessi identici problemi che, nonostante le promesse fatte, non sono mai stati risolti e come ciliegina sulla torta ecco la cancellazione del formato competitivo. È imbarazzante quanto l’incompetenza di certi personaggi sia riuscita a rovinare un potenziale capolavoro, perché la verità è che nel giro di pochissimo tempo nessuno più ci giocherà.

Credo che quello che la community sta provando a fare sia una cosa meravigliosa, la Division S della Heroes Lounge è un qualcosa anche di commovente (vista anche la quantità di soldi che sono riusciti a raccogliere). Mi aspetto che nei prossimi sei mesi ci saranno altri tornei semi competitivi, ma ma stiamo parlando di briciole insufficienti ad un capolavoro del genere.

Oltre al competitivo però anche l’aspetto “casual gaming” è fortemente ridimensionato per i giocatori di livello alto, che dovrebbero essere considerati l’elite; invece la maggior parte di loro è semplicemente boostata da un sistema che non premia l’abilità, quanto piuttosto l’ammontare di game giocati. Questo è il motivo per cui la stragrande maggioranza dei Grandmaster forti che giocavano competitivo/era in HGC/lottava per entrare in HGC, ha semplicemente smesso di giocare visto che le Hero League sono una barzelletta.

L’ultima considerazione riguarda i giocatori amatoriali di livello un po’ più basso: per loro non cambia nulla. Non avendo aspirazioni particolari, continueranno a giocare come hanno sempre fatto, ma di certo un videogioco non può reggersi solo su questi individui.

Continuerai a giocare a Heroes?

Sporadicamente. Se ci saranno torneini italiani li farò per divertimento e per stare in compagnia.

Hai qualche contatto che vuoi lasciare ai lettori?

Sì ho un piccolo canale Twitch Cesc_95, passatemi pure a trovare!

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