Copertina

Abbiamo avuto il piacere di raggiungere, virtualmente, il General Manager della squadra nazionale italiana di Overwatch Carlo “Buddha” Pellegrini e intervistarlo quando manca ormai pochissimo alla Overwatch World Cup 2019, che si terrà alla BlizzCon 2019. Da quest’anno ci sono stati sostanziali cambiamenti nella competizione e i nostri ragazzi si stanno preparando al meglio per questa nuova sfida.

Ciao Carlo, prima di tutto grazie. Rompiamo il ghiaccio e facciamo sapere ai lettori un po’ del tuo background competitivo e del tuo ruolo di General Manager della nazionale di Overwatch Italia.

Ciao, innanzitutto grazie per questa possibilità!

La mia esperienza competitiva, almeno per quanto riguarda essere un manager, inizia con HSL Esports. Quella che oggi è la più forte organizzazione europea di Overwatch e che in questi mesi vedrà nelle più importanti LAN tutti e tre i suoi team, appena un anno fa era una realtà che si era appena interfacciata al panorama italiano, ma con grinta, voglia di fare e un piano ben preciso.

È proprio in quel periodo che ho conosciuto il General Manager di HSL, Massimiliano ‘Mind’ Rapetto; inizialmente mi proposi come player, ma in seguito conoscendo meglio Mind e il suo progetto, capii di essere particolarmente affascinato da tutte le sfaccettature del mondo esport che riguardavano non più l’essere un pro player, ma gli aspetti manageriali che coinvolgono un’organizzazione decisa a farsi strada, anzi, che la propria strada vuole tracciarla da sé.

Abbracciando la causa di HSL apro il progetto Overwatch, che ci porta ad essere dove siamo oggi, a creare un ecosistema interno utile ad aprire altri progetti e ampliare lo staff dell’organizzazione. Pensare dove siamo adesso rispetto a quello che eravamo appena un anno fa mi sembra assurdo, ma come direbbe il mio ‘’boss’’ e amico ‘Mind’ ‘’Siamo semplicemente dove volevamo essere, anzi, siamo in ritardo sulla tabella di marcia e possiamo sempre fare meglio’’.
HSL è la mia seconda famiglia ed è quello che mi ha portato ad essere oggi il General Manager della Nazionale italiana di Overwatch.

Il mio ruolo nella Nazionale è polivalente, nel senso che cerco di avere tutto sotto controllo quando gestisco un progetto, anche se non è sempre possibile. Mi sento responsabile per ogni aspetto che coinvolge staff, players e community, ma quello di cui mi occupo principalmente è la ricerca e gestione degli sponsor, i continui rapporti con Blizzard e tutta la logistica necessaria prima, durante e dopo la Overwatch World Cup.

L’Italia è recentemente arrivata terza alla Eurocup organizzata da Monkey Bubble ltd. ed è stato un po’ come il battesimo del fuoco per la nazionale. Come vi sentite dopo questo risultato e in prospettiva di quello che vi aspetta alla Cup?

È stato in effetti un battesimo partecipare ad una competizione ufficiale nella veste di nuova nazionale italiana, finalmente abbiamo potuto mostrare il duro lavoro dei players e dei coach durante questi mesi. Sono molto soddisfatto di come abbiamo affrontato tutto il torneo con molte vittorie schiaccianti, ma soprattutto del match contro la Danimarca, nonostante dal risultato non si direbbe, abbiamo messo in serissima difficoltà un team che comprende solo professionisti e che è uno dei favoriti di quest’anno. Abbiamo dato prova di avere molto di più da dare rispetto alle precedenti edizioni e i ragazzi non vedono l’ora di dimostrarlo sullo stage di Anaheim.

Quest’anno la OWWC ha avuto delle sostanziali modifiche, dai round preliminari, alla possibilità di far partecipare più team da tutto il globo (rispetto alle edizioni passate). Cosa ne pensi di questo nuovo formato, può essere uno svantaggio avere tutte queste squadre che vi partecipano?

Penso l’idea sia fantastica, la gestione del format molto meno. Il fatto che molte più nazioni possano partecipare per rappresentare la propria bandiera è ottimo e rispecchia a pieno quello che è presentato come il torneo community più importante di Overwatch. Quello che secondo me è gestito in malo modo è la spartizione del budget che Blizzard ha a disposizione per la World Cup. Spesare interamente solamente i primi 10 team della precedente edizione, e non dare il minimo supporto a tutte le altre Nazionali eleggibili è in partenza sbagliato, se guardiamo ad esempio la top10, troviamo quasi esclusivamente paesi che non hanno nessun problema a trovare i fondi necessari a partecipare al torneo. Prendiamo come esempio gli USA; un team formato esclusivamente da giocatori della OWL che per giunta già abitano e lavorano a Los Angeles. Così come la maggior parte dei componenti dei 10 team spesati completamente.

Tutte le altre nazionali non ricevono invece il minimo supporto finanziario, non solo, hanno anche fortissime limitazioni applicate da Blizzard riguardo la ricerca degli sponsor.
Moltissime nazioni non potranno partecipare alla OWWC; spero che questo possa far cambiare approccio a Blizzard per le prossime edizioni.
In ogni caso, sperando che possano partecipare più nazioni possibili, penso che per noi sia un’ottima cosa più che uno svantaggio!

L’Italia non è tra i migliori 10 paesi, quindi non riceverà un supporto monetario da parte di Blizzard. Come vi state organizzando a tal proposito e come può supportarvi la comunità italiana di Overwatch?

La ricerca dei fondi è un’estenuante ‘’battaglia’’ che si è protratta fino ad oggi, stiamo lavorando tantissimo sotto questo punto di vista data la scarsità del tempo a disposizione e spero che tutti questi sforzi possano servire per volare alla BlizzCon e far competere i nostri ragazzi. Al momento non voglio sbilanciarmi a fare dichiarazioni in un senso o nell’altro, preferisco che la community abbia notizie certe e confermate al 100% tramite i nostri canali ufficiali nelle prossime settimane!

La ricerca dei giocatori è sempre il cruccio di ogni allenatore. Quale è stato il criterio principale che avete adottato per la formazione del team?

Lascio rispondere le prossime due domande ai coach:

“Sicuramente come hai detto la ricerca dei players è sempre molto complessa, probabilmente una delle prime difficoltà che un coach deve affrontare nel suo lavoro. Fortunatamente io ho avuto la possibilità di formare svariati teams negli ultimi anni, quindi sapevo bene come affrontare la situazione. Spesso però nel creare un team, vi sono anche delle restrizioni obbligate, per esempio quali players prendere e perché, date da terze parti, che complicano ovviamente le cose, mentre per la Nazionale siamo stati molto più liberi. Il processo di ‘building’ è stato molto chiaro fin dall’inizio: abbiamo dato inizialmente la possibilità a chiunque di poter chiedere di partecipare al tryout, ma senza avere la sicurezza di essere accettato. 

La prima fase di selezione è stata fatta tramite la cosiddetta IN-HOUSE ovvero una partita di allenamento interna tra i players che provavano. In questa fase i coaches non hanno interferito in alcun modo nell’ allenamento a parte dare informazioni su quale composizione (forzata) giocare. Nella seconda fase invece, scelti circa una quindicina di players, noi coach abbiamo iniziato a dare una serie di ‘feedbacks’ e aiuti ai singoli players sia dal punto di vista comunicativo sia da quello strategico, il motivo di questo approccio è stato principalmente capire la capacità di comprensione del player e di conseguenza la sua capacità’. In questa seconda fase si sono svolte molto spesso partite di allenamento contro altre squadre esterne.”

Qual è la giornata di preparazione tipo della nazionale di OW Italia?

La giornata tipo della nazionale almeno per il momento si svolge in modo molto semplice. Si passa da una prima parte di 20/30 minuti prima della partita di allenamento, dove diamo ai players singoli feedbacks e anche un ‘goal’ principale da seguire per tutto il team (che a volte può risultare lo stesso tra un giorno e l’altro). Dopo di che i players (che si erano già riscaldati in ranked) si riscaldano nuovamente in lobby personalizzate, mentre si aspetta che tutti i componenti dei 2 teams arrivino in lobby, dopo di che si parte.

Normalmente si fanno o 1 o 2 blocchi di scrim al giorno in base alle settimane e alle necessità, se il giorno è schedulato con 2 blocchi, spesso si fa una pausa di 1 ora tra un blocco e l’altro, ma succede anche che si giochi 4 ore senza pause lunghe. Comunque ogni ora di allenamento facciamo sempre fare una piccola pausa da 5 minuti, dove i players sono obbligati a staccarsi dal pc e andare a sciacquarsi la faccia o uscire a prendere una boccata d’aria per riprendersi, un po’ come funziona in una situazione normalissima di lavoro.

Per quanto riguarda le ‘vod reviews’, in base alle necessità, effettuiamo fuori dall’orario di allenamento, delle sessioni 1on1 coaching con i players per aiutarli a migliorare individualmente (cosa che per ora abbiamo fatto solo con alcuni players) mentre sessioni di vod reviews con il team al completo per motivi di tempo preferiamo evitare di farne troppe, anche perché diamo molti feedback durante le partite di allenamento, preferiamo invece fare per conto nostro delle analisi delle loro partite e registrarle, i players poi sono obbligati a vedere le reviews prima della partita di allenamento successiva.”

Tra i metodi di finanziamento del team ci sono anche le magliette.

Come già ribadito in precedenza, Blizzard darà il supporto economico solo ai migliori team in graduatoria. Inizialmente questa decisione da parte di Blizzard vi ha scoraggiato dal partecipare o il “gioco” vale la candela?

No assolutamente, anzi, per quanto mi riguarda è stata subito una nuova sfida con me stesso, per approcciarmi a un nuovo ambiente e cercare di uscirne vincitore. L’ impegno che è richiesto allo staff delle nazionali (non spesate) di quest’anno è decisamente più intenso di quello che è stato necessario nelle scorse edizioni, ma questa penso che vada presa come un’occasione per fare nuove esperienze e di essere eventualmente molto più ripagati dei propri sforzi.

Da poco è stata inserita la Coda Ruoli, la comunità di OW è spaccata tra chi sostiene che sia un’ottima iniziativa, mentre altri ritengono che sia un limite per il gioco. Qual è la vostra opinione e quella della nazionale?

Penso che la coda ruoli sia un’ottima svolta per il gioco, quello che è mancato però è stato un rank reset, cosa che serve da tempo ad Overwatch. Chiedendo ai players della nazionale convengono con me che sia un ottimo punto di partenza, sicuramente da ottimizzare, magari con più divisioni tra i ruoli (es. main tank/off tank), con un reset del rank o altri cambiamenti. Penso ci sia bisogno di un periodo in cui il sistema si assesti per poi effettuare dei cambiamenti, magari ascoltando le opinioni di pro players e coach di alto livello.

Il gioco ha ormai tre anni e pare che il futuro dell’esport sia puntare sempre più su eventi casalinghi, vedi gli Homestand per la OWL. Pensi che altre competizioni più capillari, anche in nazioni come la nostra possa aiutare a far emergere altri talenti oppure c’è ancora un limite qui nel vecchio continente?

Spesso sento dire che in Italia siamo indietro nel settore esport perché non ci sono abbastanza players e quelli che ci sono non sono abbastanza forti per imporsi nel panorama mondiale. Penso sia una concezione assolutamente sbagliata della situazione odierna; i players ci sono eccome, quello che mancano sono le infrastrutture necessarie a formare dei talenti, o a supportare la crescita di quelli già attivi, questo almeno per quanto riguarda Overwatch.

Servono anche competizioni di alto livello organizzate in maniera consona all’idea di ecosistema che si vuole creare. Non è vero che nessuno vuole investire nel nostro paese, ma bisogna avere almeno il supporto, l’idea e un piano ben preciso per far si che chi ne ha le possibilità, decida che sia un buon investimento spendere dei soldi sull’esport di Overwatch in Italia.

Per fare questo servono delle organizzazioni serie che si prendano carico di creare da zero qualcosa di mai visto, per dare le basi di un ecosistema destinato inevitabilmente a crescere esponenzialmente, anche qui in Italia.
Dire che l’Italia arriva sempre dopo anche nell’esport è solo una scusa per non agire, perché per quanto mi riguarda, quel dopo può benissimo essere oggi.

Pronostico scaramantico per questa OWC? Scherziamo… Cosa possiamo dire a chi legge e supporta la squadra italiana di OW?

Siamo troppo concentrati sull’obiettivo per essere scaramantici, che è entrare e combattere nella top 10 della Overwatch World Cup 2019. Quello che posso dire a chi legge e supporta è innanzitutto grazie, daremo il nostro meglio e anche di più per non deludervi!


Come redazione di DailyQuest.it non ci resta che augurare il meglio a questi ragazzi che sicuramente seguiremo in questo percorso durante tutta la BlizzCon 2019. Potete seguire il team italiano sulle pagine Facebook e Twitter, mentre Buddha è raggiungibile sui suoi account Twitter e Instagram.

Per favore Accedi per commentare
  Segui  
Notificami