I Terran sono una delle quattro razze principali dell’universo di Starcraft, nativi del pianeta Terra sono arrivati nel settore Koprulu solo di recente ma grazie alla loro innata resilienza e adattabilità sono stati in grado di resistere e prosperare anche in questo settore della galassia.
Vi invitiamo a recuperare anche gli scorsi articoli dedicati alla Storia di Starcraft nei quali abbiamo raccontato la nascita del Ciclo Infinito, la storia dei Protoss (parte 1 e parte 2) e degli Zerg.
Il declino della civiltà occidentale
I Terran, come molte altre razze dell’universo narrativo di Starcraft, sono nati come prodotto del Ciclo Infinito e del continuo lavoro degli Xel’naga per portare la vita nella galassia. Nel corso della storia i Terran svilupparono una complessa struttura di potere internazionale, caratterizzata da una netta superiorità militare e dall’acquisizione di capitale. Questi elementi divennero fondamentali per la definizione delle relazioni tra le nazioni e per la creazione di alleanze strategiche. Il ventesimo secolo, in particolare, vide un’accelerazione nello sviluppo umano, con uno scambio tecnologico e culturale che si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Le innovazioni tecnologiche e i progressi scientifici cambiarono radicalmente il modo in cui le persone vivevano e interagivano.
Entro la fine del ventunesimo secolo tecnologie radicali offrirono un accesso senza precedenti a computer avanzati e database iinformatici anche alle nazioni più indigenti della Terra. Questo cambiamento portò a un aumento della connettività globale, ma anche a nuove sfide. Le armi nucleari divennero rapidamente disponibili in abbondanza, specialmente dopo l’eradicazione del Comunismo nelle nazioni orientali. Le nazioni del terzo mondo iniziarono a sfidare la potenza economica e militare delle superpotenze mondiali frantumando la struttura di potere internazionale e creando un clima di instabilità.
In questo contesto tumultuoso, fazioni umaniste militanti e gruppi religiosi estremisti emersero, contestando i diritti delle corporazioni private che traevano profitto dalla sperimentazione genetica. La cibernetica, la clonazione e lo splicing genetico iniziarono a guadagnare terreno nel dibattito pubblico, suscitando preoccupazioni etiche e morali. Molte fazioni umaniste andarono nel panico quando molte persone vennero potenziate con impianti cibernetici, mentre altre manifestavano mutazioni fisiche che variavano da sensi accentuati a telepatia avanzata. Questi sviluppi sollevarono interrogativi su cosa significasse essere umani e quali fossero i limiti della scienza e della tecnologia.
Con l’evoluzione e la diffusione continua della tecnologia, i leader mondiali cercarono modi per contenere la crescita degli abitanti delle loro nazioni. Nonostante gli sforzi, la popolazione della Terra crebbe fino a raggiungere un valore stimato di ventitré miliardi di individui agli inizi del 2300. L’inquinamento, insieme alla mancanza di risorse naturali e combustibili accessibili contribuì a creare una situazione critica. Mentre la sovrappopolazione e la modifica genetica si diffondevano il sentimento popolare sosteneva che il mondo si stesse precipitando verso una catastrofe inevitabile, alimentando paure e ansie collettive.
Molti sistemi economici internazionali fondamentali si sfaldarono e si chiusero, mentre le tensioni aumentavano riguardo all’uso e alla capitalizzazione della cibernetica e delle mutazioni genetiche. Atti di terrorismo e violenza esplosero tra il settore corporativo e le fazioni umaniste, portando a interventi forzati della polizia in tutta la Terra. Il caos civile era già dilagante in molti dei paesi più grandi, ma la copertura mediatica delle azioni della polizia alimentò ulteriormente la tensione. L’equilibrio già fragile del potere mondiale esplose infine in un pandemonio internazionale, segnando l’inizio di un’era di conflitti e crisi senza precedenti.

La Lega delle Potenze Unite
Il 22 novembre 2229, in un periodo di crisi profonda e di declino della civiltà occidentale, fu fondata la Lega delle Potenze Unite (Uniited Powers League o UPL). La Lega emerse come successore delle defunte Nazioni Unite, assumendo così il ruolo di difensore dell’umanità in un contesto di crescente anarchia e disordini globali. Sotto il regime della UPL si instaurò uno stato di polizia che controllava quasi l’intera Terra, comprendendo circa il 93% della popolazione mondiale, con l’eccezione di alcuni paesi sudamericani.
La UPL si propose di imporre una rigida conformità in nome di quello che definivano “socialismo illuminato”. Le tattiche fasciste utilizzate dalla Lega distrussero qualsiasi forma di separazione etnica e razzismo, promuovendo un’unica identità culturale. L’inglese fu imposto come lingua principale contemporaneamente le altre lingue vennero bandite, riducendo così la diversità linguistica e culturale. Nel 2231 la UPL impose la messa al bando della maggior parte delle principali religioni mondiali, considerandole pericolose per l’unità e la stabilità della società.
In un contesto di repressione e controllo la UPL riuscì a sviluppare nuove e avanzate forme di tecnologia. Riportò in auge molti campi della scienza che erano stati in gran parte trascurati per secoli. Tra le innovazioni più significative ci furono le tecnologie di propulsione a curvatura e le tecnologie criogeniche, che aprirono nuove frontiere nello spazio. Entro quarant’anni dalla sua fondazione la UPL aveva già stabilito colonie su lune e pianeti all’interno del sistema solare, segnando un passo significativo verso l’esplorazione spaziale.
Tuttavia, nonostante queste conquiste tecnologiche, la UPL abbracciava una filosofia controversa, nota come “Divinità dell’umanità”. Gli studiosi e i critici di questo approccio sostenevano che l’alterazione genetica, l’uso della tecnologia cibernetica e l’impiego di droghe psicoattive stessero conducendo a una degenerazione della specie umana. Le azioni di membri estremisti della UPL portarono all’implementazione di leggi severe, culminando nel lancio del Progetto Purificazione.
Il Progetto Purificazione aveva come obiettivo la rimozione di mutazioni genetiche e di protesi cibernetiche ritenute non necessarie dalla popolazione umana. Questo si tradusse in una campagna sistematica di arresti e persecuzioni. Dissidenti, individui con mutazioni genetiche o impianti cibernetici e criminali di ogni tipo vennero catturati e deportati. La UPL era determinata a garantire la purezza e la sopravvivenza dell’umanità come specie, di fronte a un aumento esponenziale dei miglioramenti cibernetici e delle mutazioni che stavano alterando il pool genetico umano. Così, il Progetto Purificazione fu istituito come una campagna di genocidio di massa, in cui oltre 400 milioni di persone furono eradicate.
Grazie al controllo che la UPL aveva sui mezzi d’informazione la popolazione rimase ignorante della vera portata del genocidio in corso. Le notizie venivano manipolate e censurate, presentando una realtà distorta che mascherava gli orrori del Progetto Purificazione. Questo programma durò quasi ottant’anni, durante i quali la UPL cercò di consolidare il proprio potere e di plasmare una nuova società basata su ideali di conformità e controllo, mentre il mondo esterno continuava a scivolare ulteriormente nella barbarie e nel caos.

Durante questo periodo, Doran Routhe, un influente leader della UPL, divenne ossessionato dall’idea di fondare colonie sui mondi periferici, convinto che la scoperta di nuovi minerali e fonti di combustibile alternative lo avrebbe reso uno degli uomini più influenti sulla Terra. Utilizzando le sue connessioni politiche e la sua fortuna personale, riuscì a procurarsi cinquantaseimila prigionieri, destinati a una massiccia esecuzione sotto l’editto del Progetto Purificazione.
I prigionieri furono trasportati nei laboratori privati di Routhe, dove i suoi team scientifici li prepararono per l’ibernazione criogenica a lungo termine. Catalogò le loro varie mutazioni e potenziamenti cibernetici, analizzando ogni aspetto della loro biologia per determinarne la compatibilità con le condizioni estreme delle colonie spaziali. I dati raccolti furono poi inseriti in ATLAS, un sofisticato sistema di intelligenza artificiale, che elaborò queste informazioni genetiche e previde quali dei prigionieri avrebbero potuto sopravvivere alle condizioni rigorose.
I quaranta mila prigionieri considerati idonei furono caricati su quattro navi colonia (Nagglfar Argo, Sarengo e Reagan) equipaggiate con sufficienti forniture, razioni e attrezzature per aiutarli una volta arrivati a destinazione. Il computer di navigazione fu quindi programmato con le coordinate di Gantris VI, un pianeta che prometteva risorse inesplorate e opportunità per la colonizzazione. Poiché queste navi erano destinate alla colonizzazione, includevano tecnologie avanzate come uova fecondate congelate ed embrioni, tecnologia di clonazione, processori alimentari e altri strumenti necessari per garantire la sopravvivenza e il benessere delle colonie future. La UPL in questo modo, non solo cercava di espandere il suo dominio sulla Terra, ma aspirava anche a diventare una potenza interstellare, pronta a conquistare nuovi mondi.
Il lungo sonno
Intorno al 2231, ATLAS fu installato a bordo della Nagglfar, mentre le navi Argo, Sarengo e Reagan furono programmate per seguirla nel viaggio verso Gantris VI. Era previsto che il viaggio delle quattro navi nello spoazio di curvatura durasse circa un un anno; durante tutto il tragitto ATLAS monitorò i prigionieri in stasi, analizzando le loro mutazioni genetiche. Nel corso del suo monitoraggio ATLAS scoprì un potente ceppo mutageno presente nel DNA di meno dell’uno per cento dei prigionieri, tale mutazione era capace di aumentare il potenziale psionico latente nel cervello umano. ATLAS calcolò che, se fossero sopravvissuti nel nuovo ambiente, molti prigionieri avrebbero potuto beneficiare di questa mutazione psionica in poche generazioni.
I prigionieri ignoravano che l’UPL stava registrando ogni loro movimento, limitandosi a osservarli senza intervenire. A un certo punto del viaggio, i sistemi di navigazione collegati ad ATLAS si spensero, cancellando le coordinate di Gantris VI e della Terra. Le navi colonia viaggiarono alla cieca nello spazio di curvatura per ventotto anni, fino a quando i motori non raggiunsero una fusione critica. le navi emersero così nello spazio reale trovandosi nel settore Koprulu, con i motori distrutti e le batterie di supporto vitale quasi esaurite.
Vennero attivati i protocolli di emergenza mentre le navi cercavano di raggiungere i mondi abitabili più vicini. La Sarengo e la Reagan si schiantarono su Umoja, con la Sarengo che subì gravi guasti durante la discesa, uccidendo tutti i suoi ottomila passeggeri. La Reagan, invece, effettuò una discesa controllata e atterrò in sicurezza. Dopo il risveglio dalle camere criogeniche i passeggeri cercarono di capire dove si trovassero e quanto tempo fosse passato, ma scoprirono che ATLAS aveva cancellato tutte le informazioni sul loro viaggio dai computer.
La Argo atterrò su Moria, priva di informazioni sul loro stato attuale. Infine, la Nagglfar atterrò su Tarsonis, dove i passeggeri accedettero ad ATLAS e confermarono i loro sospetti: non avrebbero mai più rivisto la Terra. Nonostante i guasti critici subiti, ATLAS si rivelò fondamentale per aiutarli a stabilirsi in questi nuovi mondi. Questo segnò l’inizio di una nuova era per i prigionieri, costretti a confrontarsi con le conseguenze delle azioni della UPL e a costruire una nuova vita in un ambiente sconosciuto, lontano dalla loro patria originale.

