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Burning Crusade Classic: la storia finora

Scritto da Enrico "Xly" Favaro - 31 Maggio 2021 alle 11:30

Con il rilascio di Burning Crusade Classic ormai imminente, Blizzard ha voluto pubblicare un riassunto ufficiale dei più importanti eventi dell’universo di Warcraft. Tale riassunto arriva fino a poco prima che gli Eroi di Azeroth attraversino il Portale Oscuro per avventurarsi nelle Outland.

Si tratta ovviamente di un riassunto molto semplice, una buona base da cui partire per approfondire la storia della Legione, delle Outland e dell’universo di Warcraft in generale. Se siete curiosi e volete volte conoscere di più della lore di Warcraft v’invitiamo a consultare la nostra sezione dedicata alla lore e a seguire i nostri collaboratori Cadun e Lore is Magic

Preparati a rientrare nel Dark Portal ripassando alcuni degli eventi più importanti della storia di Warcraft che hanno costretto gli eroi di Azeroth a mettere piede nel mondo infranto delle Outland in Burning Crusade Classic. Coloro che sono interessati all'inizio della storia possono continuare a leggere per scoprire come le storie delle due nuove razze giocabili, della Burning Legion e di Illidan Stormrage si intrecciano in Burning Crusade Classic.


Durante WoW Classic, abbiamo dato la caccia e sconfitto i capi corrotti del Black Dragonflight: Nefarian e sua sorella Onyxia. Abbiamo esiliato il demoniaco dio del sangue Hakkar nel luogo da cui era venuto. Abbiamo sterminato l'infestazione della mente alveare che ha corrotto Ahn'Qiraj e chiuso per sempre (o almeno si spera) l'occhio che tutto vede di C'Thun. E quando la gelida stretta di Kel'Thuzad ha minacciato il nostro mondo con un'invasione apocalittica? Abbiamo infranto le sue ossa intrise di malvagità e sparso le sue ceneri al vento.

Gli eroi di Azeroth hanno affrontato valorosamente queste e molte altre sfide per assicurare la sopravvivenza delle proprie razze. I pericoli più grandi, però, sono ancora all'orizzonte.

La storia ebbe inizio più di 10.000 anni fa durante la War of the Ancients, quando la Burning Legion invase Azeroth. Un Elfo della Notte molto promettente di nome Illidan Stormrage si alleò con Sargeras e le armate della Burning Legion al suo comando in cambio di poteri inimmaginabili. All'eclissarsi del conflitto, quando la Burning Legion stava per spazzare via Azeroth e schiavizzare tutti i suoi abitanti, Illidan ebbe un ripensamento. Unì le forze con suo fratello Malfurion Stormrage e insieme sfruttarono la magia del portale che Sargeras aveva usato per arrivare su Azeroth. Nonostante lo strenuo combattimento di Illidan contro le forze della Burning Legion, egli venne processato per i terribili crimini commessi, ovvero l'aver attaccato la sua stessa razza e creato una fonte di potere proibita. Venne ritenuto colpevole e imprigionato sotto lo sguardo vigile delle Warden, capitanate da Maiev Shadowsong.

Illidan

La Burning Legion invase nuovamente Azeroth durante gli eventi di Warcraft III: Reign of Chaos. Al culmine della disperazione, Tyrande fece evadere Illidan dalla sua prigione sotterranea così che potesse combattere contro questi sinistri demoni e salvare il mondo. Per assicurarsi la vittoria, Illidan consumò il potere del teschio di Gul'dan. Così facendo, su di lui spuntarono corna ricurve, zoccoli caprini e ali da pipistrello, diventando dunque ciò che egli aveva sempre cacciato: un demone. Questa trasformazione portò Malfurion a esiliarlo lontano dalla sua dimora e Illidan scomparve.

Ancora impegnato nella sua infinita ricerca del potere, Illidan reclutò Lady Vashj e i suoi Naga per rubare un altro artefatto demoniaco, l'occhio di Sargeras. Illidan lo usò per eseguire un rituale per spezzare Icecrown e fermare il Lich King. Malfurion, Maiev e il Principe Kael'thas di Silvermoon lo intercettarono e posero fine prematuramente al suo incantesimo. Un Malfurion alquanto turbato affronterò Illidan e lo accusò di aver ucciso Tyrande. Illidan negò quest'atrocità e si scoprì che Maiev aveva mentito sulla morte di Tyrande. Preoccupato per la donna che amava, Illidan giurò di salvarla. Con i suoi alleati Naga, perlustrò il fiume in cui era caduta, penetrando tra le linee dello Scourge per salvarla.

Kael'thas

Essi salvarono Tyrande, ma non riuscirono a fermare lo Scourge. Illidan capì che i capi della Burning Legion l'avrebbero inseguito in qualunque angolo dell'universo pur di punirlo. Così si preparò per la loro vendetta e creò un portale magico per le Outland, tuffandocisi dentro e chiudendo il passaggio dietro di lui, ma non prima che Maiev e le sue Warden lo seguissero, in cerca di vendetta e giustizia.

Nelle Outland, Maiev catturò Illidan, ma i suoi Naga e i nuovi alleati Elfi del Sangue lo salvarono. Kael'thas giurò la sua fedeltà e quella del suo popolo a Illidan in cambio della cura per la loro dipendenza alla magia arcana. Illidan disse al principe che non esisteva alcuna cura, ma insegnò loro come risucchiare la magia da altre fonti per saziare il loro desiderio. Il Traditore comandò ai suoi servitori di stanare gli agenti della Burning Legion nelle Outland così che potesse rivendicare quel mondo infranto e solidificare il proprio potere per l'inevitabile confronto con Kil'Jaeden. Mentre setacciavano le Outland, Illidan e i suoi localizzarono il demoniaco signore delle fosse Magtheridon che aveva messo assieme un'imponente armata facendo giungere sulle Outland i demoni attraverso vari portali. Insieme, Illidan e i suoi alleati sigillarono i varchi dimensionali e si prepararono ad assaltare il seggio del potere di questo mondo infranto: il Black Temple. Durante l'attacco a questa fortezza sacrilega, un gruppo di Draenei corrotti noti col nome di Broken si unì alla battaglia. Insieme sconfissero Magtheridon e Illidan ascese assumendo il ruolo di padrone delle Outland assieme ai Broken, comandati da Akama, che si unirono ai ranghi del Cacciatore di Demoni. Poco dopo aver conquistato il Black Temple, Kil'jaeden li trovò e fece la sua comparsa. Egli minacciò Illidan e gli diede un'ultima possibilità di redenzione: distruggere il Frozen Throne o subire l'eterna ira della Burning Legion.

Conoscendo la pericolosità della minaccia del demone, Illidan si diresse nelle lande ghiacciate di Icecrown. Alla base del Frozen Throne, Arthas lo intercettò e gli chiese di andarsene. Sapendo di non poter deludere nuovamente Kil'jaeden, Illidan si rifiutò di abbandonare la sua missione e combattè contro Arthas. Dopo una lunga e sanguinosa battaglia, il Cavaliere della Morte ebbe la meglio e lasciò Illidan esanime nella neve, credendolo morto. Illidan fu recuperato dai suoi alleati e riportato nelle Outland, dove cominciò a radunare un'armata per proteggersi da Kil'jaeden, che avrebbe certamente sferrato l'attacco alle Outland con la Burning Legion.

IL DARK PORTAL

Ora, molti anno dopo la Third War, i tradimenti passati di Illidan Stormrage minacciano tutti noi. La Burning Legion è giunta nelle Outland, in cerca di vendetta contro il Cacciatore di Demoni ribelle e desiderosa di rivendicare questo mondo infranto. Ben sapendo che il loro desiderio di conquista non si fermerà mai, Orda e Alleanza si stanno preparando a un attacco preventivo utilizzando il Dark Portal per assaltare le forze demoniache che l'hanno costruito. Attraversa il portale tra Azeroth e le Outland e ricaccia questi demoni terrificanti nell'abisso.

Per affrontare la furia implacabile della Burning Legion, Orda e Alleanza hanno reclutato nuovi alleati. Continua a leggere per sapere di più sulle due nuove e audaci razze che hanno risposto alla chiamata delle rispettive fazioni.

La fuga dei Draenei

Draenei

Tempo fa, nel mondo di Argus, gli Eredar, una brillante razza con il dono della magia, attirò l'attenzione di Sargeras. Egli offrì poteri indicibili ai tre capi degli Eredar, Kil'jaeden, Archimonde e Velen, in cambio della loro lealtà incondizionata. Velen ebbe un'oscura visione, nella quale gli Eredar si trasformavano in terribili demoni intenti a decimare ogni forma di vita.

Nonostante gli avvertimenti di Velen, Kil'jaeden e Archimonde decisero di accettare l'offerta di Sargeras. Velen si disperò alla decisione dei suoi vecchi amici e pregò in cerca di aiuto. Con sua somma sorpresa e sollievo, alla sua preghiera risposero i benevoli Naaru. Questi esseri di energia, come Velen, avevano previsto la formazione della Burning Legion.

I Naaru si offrirono di guidare Velen e gli altri loro seguaci in un luogo sicuro. Velen radunò rapidamente i compagni di cui poteva fidarsi e li chiamò Draenei, anche detti gli "esuli". Al suo ritorno su Argus, Sargeras trasformò molti Eredar in demoni, mentre i Draenei fuggirono dalla loro terra natale. Furioso, Kil'jaeden giurò che avrebbe cercato Velen fino ai confini del creato.

I Draenei si stabilirono in un mondo remoto e incontrarono gli sciamanistici Orchi che lo abitavano. I Draenei chiamarono la loro nuova dimora Draenor o "rifugio degli esuli". Kil'jaeden continuò a dare loro la caccia per molto tempo e infine venne a sapere dell'idilliaco mondo sul quale si erano stabiliti.

Attraverso lo Sciamano Ner'zhul, il signore dei demoni cominciò a corrompere gradualmente gli Orchi. Quando Ner'zhul si rifiutò di seguire ulteriormente gli ordini della Legione, Kil'jaeden si rivolse al suo apprendista. Gul'dan istigò Orchi a una sete di sangue incontrollabile e la nuova Orda appena formata cominciò a massacrare i pacifici Draenei.

La campagna degli Orchi contro i Draenei fu brutalmente efficace: la maggior parte della loro razza venne spazzata via. Un piccolo gruppo, tra cui il nobile Velen, riuscì però a sopravvivere.

Dopo questi eventi, gli Orchi invasero Azeroth attraverso il Dark Portal di Medivh. Anni dopo, in seguito alla Second War, i portali aggiuntivi di Ner'zhul avrebbero fatto Draenor a pezzi.

Recentemente, Velen e i Draenei sopravvissuti hanno ottenuto il controllo di una delle strutture satellite di Tempest Keep, che hanno usato per fuggire da Azeroth. Ora sono alla ricerca di alleati nella loro infinita battaglia contro la Burning Legion.

Il retaggio degli Elfi del Sangue

Blood Elves

Molto tempo fa, gli Alti Elfi esiliati approdarono sulle sponde di Lordaeron. Giunti qui, combatterono strenuamente contro i Troll e, dopo molte battaglie, riuscirono a fondare il regno di Quel'Thalas.

Usando una fiala di acqua sacra rubata dal primo Well of Eternity, gli Alti Elfi crearono una fonte di potere mistico nel punto di convergenza delle energie di faglia sotto la loro terra. Essi diedero a questa fonte il nome di Sunwell. La sua potente magia arcana alimentò e rafforzò gli Alti Elfi, che poco dopo crearono la meravigliosa città di Silvermoon.

Protetti da una barriera magica, gli Alti Elfi godettero della pace per migliaia di anni, ma quella pace non era destinata a durare. I Troll Amani radunarono un'immensa armata e assaltarono il regno elfico. In numero molto inferiore, gli Alti Elfi strinsero rapidamente un patto con gli Umani di Arathor. Gli Elfi insegnarono agli Umani come brandire il potere della magia. In cambio, gli Umani aiutarono gli Elfi a distruggere i Troll una volta per tutte.

Nel corso degli anni successivi, gli Elfi tornarono alla loro vita solitaria, ma durante la Third War, il diabolico Principe Arthas Menethil li costrinse nuovamente alla battaglia. Arthas bramava il potere del Sunwell e non si sarebbe fermato di fronte a nulla pur di ottenerlo. Invase Quel'Thalas e spazzò via la maggior parte della popolazione. Al termine della battaglia, persino Re Anasterian Sunstrider perse la vita.

Quando la fonte di potere divenne corrotta e inutilizzabile, fu chiaro che gli Alti Elfi erano ormai diventati dipendenti dalle energie arcane del Sunwell. Dato che la fonte della loro magia non c'era più, i pochi Alti Elfi rimasti si sarebbero presto ammalati e sarebbero diventati apatici.

Il Principe Kael'thas, ultimo della dinastia reale, tornò dai suoi studi a Dalaran in una Quel'Thalas in rovina. Assetato di vendetta, radunò i sopravvissuti, li rinominò Elfi del Sangue e prese con sé un gruppo dei combattenti più forti per unirsi alla campagna di Lordaeron contro lo Scourge.

A causa del pregiudizio degli Umani, Kael'thas fu costretto ad accettare l'aiuto di Lady Vashj e dei suoi Naga. Quando gli Umani scoprirono che gli Elfi del Sangue stavano collaborando coi Naga, Kael'thas e gli altri furono imprigionati e condannati a morte. Lady Vashj giunse in loro soccorso liberandoli e conducendoli attraverso un portale nelle lande desolate delle Outland.

Qui, gli Elfi incontrarono l'unico essere in grado di porre fine alla loro dipendenza: il demone rinnegato Illidan Stormrage. Certo che gli Elfi del Sangue sarebbero morti senza l'aiuto di Illidan, Kael'thas decise di servire il Traditore. Come loro rappresentante, Rommath venne inviato su Azeroth con un messaggio di speranza per gli Elfi del Sangue rimasti a Quel'Thalas: lo stesso giorno Kael'thas sarebbe tornato per condurre la sua gente in un paradiso.


Ora che abbiamo ripassato insieme la storia, puoi provare le due nuove razze giocabili, Elfi del Sangue e Draenei, durante la patch pre-espansione ora in corso e prepararti a varcare il Dark Portal il 2 giugno.

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