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Due anni di Classic: bilancio e prospettive

Scritto da Enrico "Xly" Favaro - 29 Agosto 2021 alle 11:00

Sono passati ormai due anni dal rilascio di World of Warcraft Classic il 26 agosto 2019, da allora il gioco ha attraversato tutte le sei Fasi del contenuto originale e ha fatto un passo attraverso il Portale Oscuro, con Burning Crusade Classic.

Il percorso di questi due anni è stato incredibile per un gioco rilasciato nel 2004 e la sua accoglienza ha lasciato stupefatti perfino gli sviluppatori. In questo articolo ripercorriamo le tappe di questi due anni per fare un bilancio di questo progetto e provare a ipotizzare il suo futuro.

Ciò che state per leggere non è una recensione, bensì una raccolta di riflessioni personali da parte di un veterano di WoW.

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Il pre-Classic

Il nostro viaggio parte molto prima dell’annuncio di WoW Classic alla Blizzcon 2017, nel lontano febbraio 2015, con l’apertura di quello che è passato alla storia come il server privato di WoW più famoso: Nostalrius.

Benché il progetto sia durato solo un anno la sua popolarità e il motivo della sua chiusura lo hanno reso molto conosciuto. Alla sua chiusura, il 10 aprile 2016, Nostalrius aveva oltre 800.000 account registrati. La sua popolarità gli attirò le attenzioni di Blizzard, la quale essendo detentrice del diritto d’autore, fece chiudere il progetto.

Alla sua chiusura iniziarono molte discussioni all’interno della community di WoW sulla possibilità che Blizzard stessa aprisse dei server nuovi dedicati interamente e solamente a Vanilla. Venne creata anche una petizione su Change.org, la quale raggiunse ben presto le 280.000 firme. Perfino uno degli sviluppatori originali di World of Warcraft, Mark Kern, si espresse in favore di questa possibilità girando un video indirizzato a Blizzard.

Tuttavia la risposta di Blizzard arrivò solamente il 26 aprile, con un intervento da parte dell’allora Executive Producer di Blizzard J. Allen Brack, che però non fece ben sperare nella realizzazione di qualcosa di ufficiale. L’idea di Blizzard era di creare un server speciale con interazioni sociali minime, levelling più lento ed esclusione del reame da alcune meccaniche moderne come il cross realm.

Dopo oltre un mese di discussioni e proteste, Blizzard annunciò di aver invitato il team di Nostalrius nei propri uffici per discutere con loro di come avevano sviluppato e risolto alcuni problemi. Il racconto dello sviluppo era lungo oltre ottanta pagine e venne poi reso pubblico sui forum di Nostalrius, tuttavia Blizzard non rispose mai. Allen Brack e il team di sviluppo di World of Warcraft annunciarono che non avrebbero rilasciato alcuna dichiarazione su Vanilla alla BlizzCon del 2016, di conseguenza il team Nostalrius rilasciò il proprio codice sorgente.

I server Nostalrius tornarono il 17 dicembre 2016 sotto il nome di Elysium Project, con il database dei giocatori come era stato poco prima dello spegnimento in aprile. Nell’ottobre 2017, i server Elysium furono messi offline quando fu stato rivelato che alcuni membri dello staff erano stati coinvolti nella vendita di oro e nella manipolazione dei personaggi, il che andava contro la filosofia che il team pretendeva di difendere. I server tornarono un mese dopo, con il progetto ribattezzato come Elysium Project “Nighthaven”.

Il lancio e il successo delle sei Fasi

Alla Blizzcon 2017 Blizzard annunciò ufficialmente WoW Classic e il 4 novembre in un’intervista ad Eurogamer J. Allen Brack dichiarò che Daemon e Viper, i leader del gruppo che sviluppò Nostalrius, erano entrati a far parte del team dedicato a WoW Classic.

Dopo l’annuncio passarono altri due anni prima che Blizzard rivelasse la data di lancio di WoW Classic. Il lancio avvenuto il 26 agosto 2019, come scritto precedentemente, fu un successo inaspettato, tanto che le azioni di Activsion-Blizzard in borsa aumentarono del 6%. Su Twitch la categoria di World of Warcraft fece registrare il suo picco massimo di spettatori, con oltre un milione di viewers, un record che ad oggi resta ancora imbattuto.

Il successo venne reso ancora più evidente dai dati finanziari del secondo quadrimestre del 2019, che evidenziarono come gli abbonamenti a World of Warcraft fossero più che raddoppiati. Tuttavia il cammino era ancora lungo, le sei Fasi previste per il rilascio di tutti i contenuti presenti nel gioco originale mostravano come il progetto fosse pensato per durare nel tempo.

Il rilascio di ognuna delle sei Fasi fu un successo sia per Blizzard che per i giocatori, le “First Kill” di Ragnaros e Onyxia dopo solo sei giorni testimoniarono quanto le conoscenza dei giocatori stessero facendo la differenza rispetto al ricordo nostalgico della difficoltà. Inoltre nel corso dei mesi sorsero non poche discussioni in merito alla qualità offerta da Classic, portando molti a dubitare che il progetto segnasse veramente la fine dei server privati e attirando anche molte critiche legate ai comportamenti poco corretti di alcuni giocatori.

Tuttavia, Fase dopo Fase WoW Classic arrivò al termine dei contenuti previsti quando il 2 dicembre 2020 venne rilasciata la Fase 6. Nel frattempo WoW Classic aveva anche dato i natali a un nuovo evento eSport ad esso dedicato. Con l’apertura di Naxxramas era ufficialmente finita la roadmap che Blizzard aveva previsto per Classic. Cominciava a sorgere una domanda: si fermerà tutto o Blizzard sta pensando di ri-lanciare Burning Crusade?

Burning Crusade

L’annuncio e il rilascio di Burning Crusade Classic erano per molti un fatto scontato, dato l’enorme successo di Classic, tuttavia alcune incognite su questa re-release restavano: sarà possibile trasferire i propri personaggi? Si potrà continuare a giocare a Classic senza passare a BCC?

L’ipotetica opzione di un Classic+ sembrava essere molto concreta, tuttavia nessun annuncio venne fatto da parte di Blizzard in questo senso. Ottima fu invece la soluzione alle due domande poste in precedenza, la creazione di due versioni diverse dello stesso reame avrebbe permesso ai giocatori di giocare entrambe le versioni di Classic.

Questo, aggiunto alla novità di una Deluxe Edition (solo digitale) per Burning Crusade Classic e al Dark Portal Pass, segnarono una grossa novità per World of Warcraft, anche se non esente da critiche. Il lancio avvenuto il 2 giugno 2020 ha registrato un altro successo per il “progetto Classic”, anche se non ai livelli del gioco base, tuttavia come Classic anche Burning Crusade ha avuto il suo evento eSport dedicato.

Ora, a tre mesi dal rilascio, Blizzard ha annunciato l’arrivo della Fase 2 di BCC, prevista per settembre; il cammino per il rilascio di tutti i contenuti della prima espansione di World of Warcraft è solo all’inizio. Il suo lancio e la gestione fatta da Blizzard del “progetto Classic” ci permettono di provare a ipotizzare il futuro di questa “nuova” versione di WoW.

Quale futuro?

Benché, come già scritto, il successo di Classic sia ormai evidente, nonostante i giocatori retail continuino in buona parte a disprezzare l’operazione nostalgia attuata da Blizzard, Classic ha un futuro incerto. Questo è dovuto in parte al modo in cui si vorrà implementare l’esistenza di varie versioni del gioco, in parte alla “morte programmata” di queste versioni ed infine, come in tutti i giochi, alla possibile noia dei giocatori.

Partiamo dalla coesistenza di diverse versioni. Quante? Ovvero, fino a che espansione potrà arrivare il progetto Classic? Le opzioni più gettonate sono due: Wrath of the Lich King e Cataclysm. Fermare il “progetto Classic” a una di queste due espansioni sembra essere l’idea più in voga e anche la più sensata, sebbene per motivazioni diverse.

Fermare Classic a WotLK per molti è l’opzione migliore; attualmente la terza espansione di World of Warcraft continua a detenere il picco di giocatori attivi. Sebbene i dati delle sottoscrizioni non vengano più forniti da Blizzard da metà 2015, resta il fatto che WotLK resta una delle espansioni più amate. A livello di abbonamenti attivi si può ipotizzare che gli stessi livelli siano stati raggiunti da Legion. Inoltre è opinione comune che Wrath sia l’ultima espansione “difficile”, o meglio l’ultima in cui la semplificazione e l’user friendly erano molto basse. E per certi versi l’ultima espansione con il “vecchio mondo”.

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Di contro, Cataclysm è l’ultima espansione vecchio stile, la prima con il “mondo nuovo”, prima della rivoluzione avvenuta con Pandaria, che oltre la localizzazione per noi italiani, ha portato numerose novità. Una tra tutte il nuovo albero dei talenti, probabilmente una delle modifiche più osteggiate dalla community, data la sua apparente poca possibilità di personalizzazione. Fermarsi a un’ipotetica versione Classic di Cataclysm potrebbe essere sensato e chiuderebbe il ciclo nostalgico con quella che è l’ultima iterazione del WoW del passato.

Nell’opinione di chi scrive la soluzione più sensata è un’altra.
Perché fermarsi con Classic quando World of Warcraft continua a crescere e a espandersi ogni anno di più? Guardando alla durata media delle espansioni di WoW possiamo dire che ogni due anni Blizzard ne rilascia una nuova. Tra WoW Classic e BCC sono passati all’incirca due anni più o meno, lo stesso tempo intercorso all’epoca tra il rilascio di World of Warcraft Vanilla e The Burning Crusade. C’è una linea sottile che unisce queste tempistiche, una linea logica e potenzialmente anche economica.

Far continuare Classic vorrebbe dire rilasciare Wrath of the Lich King Classic nel 2023 e Cataclysm nel 2025, nel frattempo, pandemie mondiali permettendo, la versione retail dovrebbe vedere il rilascio di una nuova espansione nel 2022 (improbabile allo stato attuale, dato il ritardo accumulato da Shadowlands a causa appunto della pandemia, ma teniamo buona l’ipotesi) e una nel 2024. Mantenendo queste tempistiche tra i rilasci, il “progetto Classic” non esaurirebbe mai le espansioni da “riportare alla luce” e manterrebbe sempre un certo distanziamento temporale tra la release originale e la sua versione Classic. Questo schema, infine, permetterebbe a Blizzard di avere un’uscita fissa all’anno, il che vuole anche dire dare sempre ai giocatori un motivo per sottoscrivere l’abbonamento.

Passiamo alla “morte programmata” delle versioni Classic, che una volta terminato il rilascio delle varie Fasi sarebbero abbandonate a sé stesse e a un piccolo gruppo di giocatori affezionati a quella specifica espansione. La soluzione? Blizzard sembra già averla, e l’ha comunicata in maniera silenziosa nei giorni scorsi tramite questo bluepost:

Alla community di WoW,

da quando abbiamo condiviso l'ultimo aggiornamento nelle scorse settimane, il team di WoW si è concentrato sull'immediato futuro, sia per quanto riguarda noi e il nostro ambiente lavorativo, sia per quanto riguarda il futuro che attende i giocatori. Per questo, l'intero team si è chiesto: "Quali sono le cose più importanti che arrivano alle nostre orecchie e che rovinano il divertimento dei giocatori e quali sarebbero i cambiamenti più incisivi che potremmo apportare su WoW per migliorare?"

L'aggiornamento di Shadowlands alla patch 9.1.5 sarà disponibile sul PTR la prossima settimana e molto di quello che troverete sarà la conseguenza diretta del feedback della community. Include cambiamenti chiesti a gran voce da tempo per rendere più semplice cambiare Congrega e condotti, aggiornamenti per far sì di non dover ripetere le campagne della Congrega sui personaggi secondari, nuove opzioni di personalizzazione dei personaggi per determinate razze che ne erano più carenti e molti altri cambiamenti per permetterti di giocare nel modo che preferisci.

Inoltre, contiene aggiornamenti per migliorare il clima di gioco per la nostra community, tra cui delle modifiche aggiuntive per riflettere meglio tutti i valori che condividiamo, una maggiore visibilità sull'impatto delle vostre segnalazioni di gioco sulle molestie, e delle punizioni più serie per le persone che mantengono comportamenti lesivi in gioco.

La prossima settimana, quando pubblicheremo le note della patch 9.1.5, speriamo che riuscirete a trovare qualcosa che avreste voluto vedere in gioco. Continueremo ad ascoltare, perfezionare e basarci sui vostri feedback durante i test e gli sviluppi futuri sul PTR.

Per i nostri giocatori di Burning Crusade Classic, siamo ansiosi di farvi sapere che il primo e importante aggiornamento ai contenuti, Overlords of Outland, sarà presto disponibile. A partire dal 15 settembre, potrete affrontare il principe Kael'thas e Lady Vashj in due delle incursioni più iconiche, intraprendere una nuova stagione dell'arena e molto altro. Inoltre, siamo al lavoro anche per i giocatori di WoW Classic che vorrebbero un'occasione per iniziare da capo e condivideremo presto nuove informazioni.

La creazione di World of Warcraft comporta uno sforzo collettivo tra le persone del nostro team in Blizzard e tutti voi, per costruire, testare e parlare del futuro. Speriamo di poter dimostrare la nostra dedizione per rendere Azeroth un luogo migliore per tutti.

- Il team di sviluppo di World of Warcraft

Nello specifico mi riferisco a questa frase: “Inoltre, siamo al lavoro anche per i giocatori di WoW Classic che vorrebbero un’occasione per iniziare da capo e condivideremo presto nuove informazioni.” Che cosa intendono? Semplice, che una volta terminate le Fasi di rilascio, Blizzard aprirà nuovi server in cui queste si ripeteranno da capo. Magari non si tratterà di server nuovi ma di alcuni reami che saranno “resettati”, previo avviso, dando quindi la possibilità a chi ha lì il proprio personaggio di trasferirlo. In questo modo si avrebbero una sorta di “Stagioni“, dove ognuna corrisponderebbe a un ciclo completo delle Fasi di rilascio dei contenuti. Questo aiuterebbe a mantenere sempre attiva ogni singola espansione.

Questo concetto delle “Stagioni” ci aiuta anche a ipotizzare una soluzione per il terzo problema, ovvero la noia dei giocatori. Ripetere sempre le stesse Fasi Stagione dopo Stagione potrebbe anche risultare noioso. Soluzione? L’abbiamo citata prima, Classic+. Una versione di Classic migliorata, con modifiche al contenuto, aggiunte e magari anche contenuto ex novo.

L’insieme di tutte queste cose offre buone prospettive per Classic e con un po’ di fantasia permette anche di dare un futuro a World of Warcraft nel caso in cui non uscissero più nuove espansioni. Avere server per ogni espansione offrirebbe una vasta possibilità di scelta a chi ancora volesse giocare a WoW nonostante la sua “chiusura”, giustificando in questo modo la probabile continuazione del sistema d’abbonamento.

In conclusione possiamo affermare che il “progetto Classic”, sebbene possa essere partito come semplice operazione nostalgia spinto fortemente da una community appassionata, potrebbe rivelarsi la salvezza per un gioco che negli ultimi anni sta perdendo utenza e mordente. Questo non solo per noia dei giocatori, ma anche per mancanza di comunicazione efficace tra community e sviluppatori, senza citare i problemi aziendali più recenti. Infine permetterebbe a WoW e alle sue varie versioni di essere sempre giocabili, dando testimonianza di un gioco che nel bene e nel male ha fatto la storia dei videogiochi.

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