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Retcon di Warcraft: le due versioni della Guerra degli Antichi

Scritto da Massimiliano "Krogrash" Serra - 22 Giugno 2020 alle 10:30

Quando le storie si sviluppano e crescono insieme agli autori, è normale che questi cambino idea più volte in corso d’opera. Come naturale conseguenza, vengono applicate delle modifiche alla storia già narrata, definite retcon, che a volte la intaccano profondamente. L’intento è quello di definire parti rimaste vaghe o incomplete, in modo da portare avanti la trama complessiva coerentemente.

Nemmeno la trama di Warcraft è estranea da questo fenomeno. A partire da Warcraft: Orcs & Humans nel 1994, la lore ha subito diversi cambiamenti, alcuni a dir poco stravolgenti. Con questa nuova rubrica ci proponiamo di analizzare i retcon più significativi.

I retcon sono sì problematici, ma le cose si complicano ulteriormente quando si utilizzano i viaggi nel tempo. Ed è il caso della Guerra degli Antichi, i cui romanzi pubblicati dal 2004 sono stati per moltissimi giocatori di vecchia data il primo vero approccio alla lore di Warcraft. La prima invasione dei Demoni ha plasmato l’intera storia di Azeroth e moltissimi accadimenti, sia a livello storico che di contenuti all’interno di World of Warcraft, sono partiti da qui.

La prima versione

Il primo racconto che Blizzard ci ha fatto della Guerra degli Antichi si trova nel manuale di Warcraft III: Reign of Chaos. Ve lo riassumiamo di seguito.

Diecimila anni prima dell’apertura del Portale Oscuro, tutte le terre di Azeroth erano riunite in un unico continente chiamato Kalimdor. Al suo centro si trovava un enorme lago dal quale emanavano potentissime energie magiche, il Pozzo dell’Eternità, che aveva permesso il fiorire della civilizzazione dei Kaldorei (conosciuti oggi come Elfi della Notte). I Kaldorei veneravano Elune, la Dea Luna, e Cenarius, il semidio protettore della Natura.

Quelle acque magiche donavano agli elfi non solo grande potere, ma anche immortalità, permettendogli di instaurare uno dei più grandi imperi di Azeroth. A capo del regno c’era Azshara, bellissima anche per gli standard elfici e incredibilmente dotata nella magia arcana. Nel suo palazzo costruito nella capitale Zin-Azshari (Gloria di Azshara) era circondata dai Quel’dorei, i Figli di Nobile Nascita. Noti anche come Eletti, erano incantatori mal visti dal resto dei sudditi di “rango più basso”. Azshara chiese ai suoi Quel’dorei di apprendere quanto più possibile dal Pozzo dell’Eternità, e la corte iniziò a sperimentare sul Pozzo.

Ciò venne percepito dal Signore Supremo della Legione Infuocata Sargeras, che scoprì in questo modo dell’esistenza di Azeroth. Attratto dalla magia del Pozzo dell’Eternità, il Nemico della Vita contattò i suoi luogotenenti, Archimonde e Mannoroth, e fece preparare i piani di invasione. Nel frattempo, prese anche contatto coi nobili degli elfi. La Regina Azshara e gli Eletti furono rapiti dalla potenza di Sargeras e si sottomisero a lui. Aprirono un portale per fare entrare la Legione, che invase il mondo di Azeroth gettandolo nel caos.

Per cercare di contrastare l’invasione, gli studiosi del Pozzo e fratelli gemelli Malfurion e Illidan Grantempesta si misero in viaggio alla ricerca di Cenarius, che in passato era stato insegnante di Malfurion. A loro si unì anche la giovane sacerdotessa di Elune Tyrande Soffiabrezza. Ella era l’amante di Malfurion, ma Illidan segretamente provava sentimenti per lei. Oltretutto, Illidan, all’insaputa di suo fratello, era divenuto dipendente dalla magia e combatteva ogni giorno per evitare di dover attingere ai poteri del Pozzo.

Il semidio si prodigò per andare alla ricerca dei draghi, in modo che potessero aiutarli. Alexstrasza, la regina dei Draghi Rossi, guidò i suoi compagni contro le forze della Legione. Cenarius si unì allo scontro, insieme ai Treant e le driadi. Ma nonostante gli sforzi congiunti di elfi, draghi e abitanti della foresta, la Legione era inarrestabile. Malfurion realizzò che l’unico modo per porre fine all’invasione fosse chiudere il portale creato da Azshara e i suoi servitori Quel’dorei, e per farlo avrebbero dovuto distruggere il Pozzo.

guerra antichi cenarius mannoroth
Cenarius contro Mannoroth, dal libro Warcraft: La Storia Vol. 1.

La proposta fu inizialmente respinta dai suoi simili, poiché ciò avrebbe rappresentato la fine dell’immortalità degli elfi, ma Tyrande convinse Cenarius e i draghi ad assaltare la capitale. Illidan, sapendo che la distruzione del Pozzo lo avrebbe privato della sua fonte di potere e invidioso dell’amore che Tyrande provava per Malfurion, si separò dal gruppo e andò dalla Regina Azshara. Egli si unì ai ranghi dei demoni senza provare alcun rimorso per il tradimento.

Il druido, infuriato dalle azioni di suo fratello, decise di lanciare un attacco diretto verso il Palazzo. Mentre lo scontro tra Azshara e la resistenza infuriava, Illidan riempì delle fiale appositamente create con le acque del Pozzo, così da tenerle tutte per sé.

L’incantesimo che teneva aperto il portale sul Pozzo delle Eternità divenne instabile a causa dello scontro e lo fece esplodere, causando violentissimi terremoti. La terra attorno al lago si spaccò lasciando spazio agli oceani, che inghiottirono gran parte delle terre spezzate dall’esplosione. La Regina Azshara e i suoi fedeli servitori morirono durante questa Separazione. Il Pozzo delle Eternità divenne un tumulto di energie caotiche che prese il nome di Maelstrom e Kalimdor si divise nei vari continenti che conosciamo oggi.

A causa del suo tradimento, Illidan venne imprigionato nelle oscure profondità al di sotto del Monte Hyjal. Lì sarebbe rimasto per ben diecimila anni.

Nella trilogia di Richard A. Knaak

La storia raccontata nella trilogia inizia nella Azeroth moderna, a cavallo tra WarCraft III e World of Warcraft. Grazie alle capacità di Nozdormu il Senzatempo, Aspetto dello Stormo Bronzeo, tre personaggi vennero mandati indietro nel tempo per indagare una misteriosa anomalia temporale. Si trattava di Krasus, consorte di Alextrasza, Rhonin, futuro leader del Kirin Tor e Broxigar “il Rosso” Faucisaure, fratello maggiore di Varok.

Questo escamotage narrativo ha permesso all’autore di raccontare la Guerra degli Antichi in una maniera molto più approfondita, introducendo elementi fin a quel punto inediti. Benché gli eventi siano andati nello stesso modo da un punto di vista macroscopico, diversi elementi sono cambiati.

Differenze

La creazione dell’Anima del Drago da parte di Neltharion, condizionato dai sussurri degli Dei Antichi, rappresenta una linea narrativa totalmente nuova. Rhonin e Krasus conoscevano già le sue vere intenzioni, ma non riuscirono comunque a impedire la creazione dell’artefatto e del suo uso distruttivo sullo Stormo Blu. La menzione di “Alamorte” da parte dei viaggiatori temporali potrebbe addirittura aver causato l’adozione del nome in primo luogo.

L’arrivo di razze “nuove” nel passato porta i residenti originari a conoscerle di già: Rhonin si presenta come umano di fronte a Illidan (spiegando come mai egli non si sorprenda troppo al primo incontro con Arthas). Broxigar potrebbe essere stato la causa dell’interesse di Kil’jaeden per gli orchi, grazie ai rapporti di Mannoroth.

Illidan lasciò la resistenza in entrambe le versioni, ma nella trilogia di Knaak cambiano le intenzioni: egli non tradì i propri compagni, ma decise di infiltrarsi tra i ranghi della Legione, così da smantellare l’invasione dall’interno. Le fiale con l’acqua del Pozzo invece servivano a ricrearlo in caso di ritorno della Legione, non per fini egoistici. Inizialmente i suoi simili lo condannarono a morte, ma suo fratello lo fece invece imprigionare.

Nei libri conosciamo anche tanti nuovi personaggi: ad esempio Ser Kur’talos Crinocorvo, che vedremo in World of Warcraft solo durante Legion, o anche Jarod Cantombroso, fratello di Maiev incontrato in Cataclysm. In questo libro compare per la prima volta anche Sire Xavius, Alto Consigliere di Azshara. Egli diventerà il primo satiro e farà la sua apparizione anche nel romanzo Grantempesta, prima di essere affrontato dai giocatori di World of Warcraft nell’Incursione Incubo di Smeraldo.

In questa versione della Guerra degli Antichi parteciparono gli Dei Selvatici, tra i quali c’era Goldrinn. Anche altre razze di Azeroth erano presenti: i Tauren delle Montagne, guidati dal leggendario Huln Altomonte, i Mezzorsi, guidati da Unng Ak, e i Terrigeni, guidati da Dungard Tagliaferro. I primi due sono apparsi in gioco durante Legion, mentre il terzo è rimasto una carta del World of Warcraft TGC.

Azshara, data per morta durante la Separazione, sopravvisse nelle profondità marine. Avendo ormai perso l’interesse del suo padrone Sargeras, fu costretta a giurare fedeltà agli Dei Antichi. Il patto con questi ultimi trasformò lei e i suoi servitori nelle creature marine note come Naga.

Goldrinn
Goldrinn, il cui potere porterà alla nascita dei worgen.

Incongruenze

Tra WarCraft III: Reign of Chaos e la Trilogia della Guerra degli Antichi (pubblicata successivamente al videogioco) ci sono tanti piccoli dettagli che non coincidono, ma uno in particolare è degno di nota: Tyrande, nonostante avesse stretto amicizia con Broxigar, scambia gli orchi del Clan Cantaguerra per dei demoni e li attacca non appena cominciano a tagliare gli alberi di Valtetra. Chissà come sarebbe cambiata la storia senza una “svista” del genere.

Conclusioni finali

La Guerra degli Antichi viene nuovamente trattata nel libro Warcraft: La Storia Vol. 3, dove si parla degli stessi eventi descritti nella trilogia di Knaak, senza però entrare nel dettaglio sui cambiamenti avvenuti tramite il viaggio temporale. Da qui si può arrivare al concetto che l’omissione di un evento o di un personaggio non lo rendono non canonico, ma è tale solo per una modifica o dichiarazione a posteriori dell’autore. È calzante l’esempio di Dungard Tagliaferro che rimane canonico pur non essendo apparso in game accanto a Huln Altomonte e Unng Ak.

Blizzard è nota per cambiare continuamente idea sulle storie che propone e tale concetto dovrebbe essere compreso da tutti gli appassionati di lore. Spesso ci si concentra su dettagli microscopici, quando in realtà è il quadro generale ad essere importante. Voi cosa pensate dei cambiamenti al canone?

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