Copertina

Una giusta causa merita sempre di essere combattuta

Anduin Llane Wrynn

Dopo il periodo di pace seguito alla Seconda Guerra, il Re di Roccavento Varian Wrynn, decise di sposare una giovane e bellissima nobildonna, Tiffin Ellerian. Dalla loro unione nacque un giovane a cui venne dato il nome di Anduin Llane Wrynn. Il bambino portava i nomi di due dei più grandi eroi dell’Alleanza: Anduin Lothar e Llane Wrynn.
Il nome scelto per lui riempì presto il giovane di un grande peso dovuto alle grandi aspettative che tutti riponevano in chi portava il nome di due grandi eroi.

Un giovane promettente

Quando le ceneri della Terza Guerra cominciarono a depositarsi fu chiesto al padre di Anduin, Re Varian, di incontrarsi con il Capoguerra dell’Orda Thrall per riavviare la collaborazione tra le due fazioni. Benché esitante, Varian accettò soprattutto grazie alle insistenze di suo figlio Anduin. Durante il viaggio diplomatico che lo avrebbe portato a Theramore Varian venne rapito e nonostante la giovane età, suo figlio Anduin venne incoronato Re di Roccavento. Di fatto a governare il regno furono il Gran Signore Bolvar Domadraghi e Katrana Prestor. Pochi mesi dopo Varian ritornò, ma il suo comportamento era molto cambiato.

Il Re aveva atteggiamenti lascivi, illogici e avidi che insospettirono il giovane Prince Anduin e il Re di Forgiardente, Magni Barbabronzea. Il giovane iniziò quindi a indagare sempre più a fondo per scoprire cosa avesse fatto cambiare suo padre in quel modo. La sua insistenza e curiosità fecero sì che egli venisse rapito da dama Prestor, che altri non era se non Onyxia, una delle figlie di Alamorte. Essa richiuse il Principe nel suo antro fino a che un gruppo di eroi dell’Alleanza guidati da Valeera Sanguinar, Broll Orsomanto e lo stesso Re Varian, nelle vesti di Lo’Gosh, uccisero la dragonessa liberando il giovane.

Anduin è l’eroe che rappresenta il Sacerdote in Heartstone

Da quel momento Anduin fu istruito da Valeera nell’arte del combattimento e studiò le vie della Luce alla cattedrale di Roccavento sotto la guida dell’Arcivescovo Benedictus. Quando il Flagello attaccò Roccavento Anduin pretese di partecipare alla difesa della città, ma suo padre gli ordinò di restare al sicuro nel castello lontano da qualsiasi pericolo. Questo atteggiamento apprensivo di Varian divenne sempre più preponderante, anche e soprattutto quando Alamorte attaccò Roccavento all’inizio del Cataclisma. Anduin tuttavia possedeva la testardaggine del padre e si allontanò spesso dal castello per visitare il regno. Creò un forte legame con Magni Barbabronzea, arrivando a chiamarlo affettuosamente zio, il quale si accorse sempre più delle capacità innate del ragazzino nelle vie della Luce, scorgendo in lui un grande futuro da Sacerdote.

Durante il Cataclisma Magni Barbabronzea sacrificò se stesso per tenere salde le fondamenta di Forgiardente. I funerali furono imponenti e Anduin conobbe in questa occasione gli altri grandi capi dell’Alleanza. Rimasto prigioniero di Moira Thaurissan quando ella rivendicò il trono della città di Forgiardente in seguito alla pietrificazione di Re Magni Anduin scappò, grazie all’aiuto di Jaina, insieme a Baine Zoccolosanguinario, anche lui in visita dalla regnante. I due si trovarono a confrontarsi sull’essere figli di grandi uomini e di come fosse pesante questa eredità. Nacque fra loro un sodalizio che andò a consolidare i ponti fra Orda e Alleanza, già gettati da Jaina e Thrall in passato.

Quando Anduin apprese che suo padre avrebbe tentato di liberare Forgiardente dal gioco di Moira, mandando alcuni agenti del IR:7 ad assassinarla, convinse Jaina ad aprire un portale per la città. Giunto in città Anduin convinse suo padre a risparmiare Moira, dato che la sua morte avrebbe provocato solamente altro caos in città. Nonostante i suoi modi tirannici ella era la legittima erede al trono. Varian, da prima contrario a quest’idea, alla fine si convinse, ma decretò che Moira avrebbe dovuto governare considerando le necessità di tutti i nani. Fu così fondato il Concilio dei Tre Martelli.

La via del Sacerdote

Fu durante uno dei viaggi con suo padre che Anduin conobbe il Profeta Velen, col quale ebbe un interessante scambio di opinioni riguardo la Luce e la sua natura. Questo primo incontro convinse il giovane a proseguire i suoi studi sulla Luce, credendo che questa avesse dei piani ben precisi per lui. Il giovane Principe annunciò al padre la sua intenzione di andare alla Exodar e, nonostante le resistenze di Re Varian, alla fine partì insieme al Profeta.

Qualche tempo più tardi, Anduin si fece aiutare da alcuni eroi nelle indagini riguardanti strane attività nei sobborghi distrutti di Roccavento, dove venne quasi ucciso da assassini del Culto del Martello del Crepuscolo, scoprendo che stavano architettando qualcosa nelle Alture del Crepuscolo. Venne quindi preparata una spedizione alla quale il Principe non poté partecipare, a causa di suo padre. Alamorte venne sconfitto e una lenta ricostruzione attendeva la città di Roccavento: il regno era devastato, la povertà era dilagante e dentro le mura del regio maniero le urla tra re Varian e il principe Anduin divenivano sempre più forti.

Il ragazzo, ormai sedicenne, non ne poteva più di essere trattato come un fragile soprammobile dal padre che tentava disperatamente di spiegargli quanto fosse pericoloso il mondo esterno e che l’inesperienza portava alla morte delle persone care. Varian faceva riferimento alla mancanza di attenzione di suo padre Llane, che fu assassinato durante l’assedio di Roccavento da un’amica corrotta dall’Orda; pensava certamente anche a sua moglie, la regina Tiffin, morta a causa di una ferita alla testa causata da un sasso scagliato durante la rivolta delle Gilde. Anduin capiva la premura del padre, ma era convinto che non sarebbe mai stato degno del trono se non avesse avuto una cognizione completa delle tribolazioni del mondo.

Il Principe nel nuovo mondo

Durante un viaggio diplomatico verso Theramore la nave su cui il giovane Principe viaggiava venne improvvisamente avvolta da una densa nebbia. Impossibilitati a vedere verso cosa stavano navigando, le navi della flotta si arenarono su un continente sconosciuto. La scomparsa della nave su cui viaggiava suo figlio mise in agitazione Re Varian che prontamente inviò un’esercito sul nuovo continente. Il continente sul quale la flotta del principe si era arenato era il perduto e dimenticato regno di Pandaria.

Le forze dell’Alleanza setacciarono tutto il continente alla ricerca del principe e nel frattempo reclamarono quella terra in nome dell’Alleanza prima che potesse farlo l’Orda. Il giovane Anduin venne ritrovato da un gruppo di eroi, ma rifiutò l’ordine del padre di ritornare immediatamente a Roccavento. I Pandaren affascinavano incredibilmente il giovane principe ed egli sentiva che quell’isola poteva ancora essere salvata dalla devastazione della guerra tra Orda e Alleanza.

Partì quindi per un pellegrinaggio attraverso l’intero continente, durante il quale ottenne la fiducia dei quattro Spiriti Celestiali che diedero ascolto alle sue preghiere ed aprirono nuovamente le porte della Vallata dell’Eterna Primavera, accogliendo i profughi Pandaren. Il Principe diede il proprio supporto al giovane figlio di Alamorte, Irathion, e studiò i misteri dell’acqua luminosa al centro della vallata. Lo scontro tra Orda e Alleanza condusse sia Garrosh Malogrido che Re Varian Wrynn sulle coste di Pandaria. Il principe Anduin tentò inutilmente di spiegare al padre che il crescente conflitto non faceva altro che alimentare le forze oscure presenti nel continente, gli Sha, e che la terra che usavano come campo di battaglia aveva già altre tribolazioni ben più pericolose delle scaramucce tra Orda e Alleanza. Il padre, ancora una volta, non volle sentir ragioni e costruì un grande accampamento per dare battaglia alle truppe di Garrosh.

Anduin affrontò in prima persona Garrosh quando quest’ultimo tentò di usare un artefatto dei Titani, la Campana Divina, ma durante lo scontro rimase gravemente ferito. Questo episodio fece comprende a Varian che Garrosh anelasse a una distruzione superiore alla semplice sconfitta dei propri nemici. Dopo alcuni giorni di sonno profondo Anduin si risvegliò pieno di terrore per le sorti di Pandaria. Fu rassicurato da suo padre che avrebbe fatto qualsiasi cosa per fermare Garrosh, la follia che egli aveva scatenato, per contenere il potere degli Sha e ripristinare l’equilibrio delle forze. Anduin si raccomandò con il genitore affinché compisse un gesto più importante, più significativo dello sconfiggere un grande nemico in battaglia: gli chiese, una volta conclusa la guerra, di credere nella speranza di un futuro migliore.

Il processo

Il giovane Principe fu testimone della sconfitta di Garrosh Malogrido e della successiva scelta di suo padre di offrire una possibilità di pace all’Orda, come gli aveva promesso tempo prima. La sconfitta del Capoguerra diede inizio a un evento senza precedenti nella storia delle due fazioni: i Venerabili Celestiali allestirono un processo per giudicare le azioni dell’orco.
Anduin fu chiamato a testimoniare: raccontò del tremendo scontro a cui aveva partecipato, di come era sopravvissuto e, nonostante questo, affermò che a suo dire Garrosh poteva cambiare. Quello stesso giorno Baine e Taran Zhu gli comunicarono che l’orco voleva parlare con lui. Incuriosito da questa strana richiesta il Principe passò i giorni seguenti a discutere con l’ex Capoguerra di diversi argomenti.

L’ultimo giorno del processo il giovane si trovò suo malgrado a dover scegliere se salvare la vita all’orco o meno. Vereesa Ventolesto gli aveva rivelato che il pasto di Garrosh era stato avvelenato e la scelta del principe fu quella della fiducia nella redenzione. Addirittura Anduin chiese e ottenne che durante il verdetto l’imputato fosse lasciato senza catene, in modo da poter affrontare il giudizio dei Celestiali con onore come un vero guerriero. Però le cose non andarono per niente come il principe si aspettava.

Davanti alla giuria l’ex Capoguerra non si pentì e anzi rivendicò con orgoglio e arroganza tutte le azioni compiute, e subito dopo la chiusura dell’udienza si mise in moto il piano per l’evasione di Garrosh.
Alcuni membri delle Fauci di Drago, aiutati dal drago bronzeo Kairoz e dal Principe Nero Irathion, lo avevano liberato. Durante lo scontro iniziato per coprire la fuga di Garrosh in molti rimasero feriti. A riportare le ferite più serie fu però Jaina: il giovane principe fece di tutto per aiutarla, ma nonostante la sua abilità con la Luce la Maga stava per morire. Fu l’intervento di Chi-Ji, la Gru Rossa, a salvarla, come simbolo di speranza.

Lunga vita al Re

Quando la Legione invase nuovamente Azeroth tutta l’Alleanza si mobilitò per affrontare i demoni. Una forza di spedizione unì quindi le proprie forze a quelle dell’Orda nel tentativo di conquistare una testa di ponte sulla Riva Dispersa ma l’operazione fu un totale fallimento e in moltissimi persero la vita tra i quali lo stesso Varian, ridotto in cenere da Gul’dan.

La perdita del padre e la sua successiva incoronazione pesarono non poco sul giovane Anduin: assillato da ogni parte dai problemi del regno e dalle incombenze della guerra, non riuscì mai a piangere la scomparsa del padre. Quando uno degli eroi riportò al Re la bussola di suo padre con all’interno il suo ritratto, Anduin improvvisamente cambiò atteggiamento: divenne svogliato e distratto, fino a quando un giorno non scomparve.

L’essere Re aveva messo sulle sue spalle un peso che non riusciva a portare e il solo modo per essere in pace con se stesso e poter servire il suo popolo era andare sul luogo in cui suo padre era morto. Sotto la guida di Genn Mantogrigio e del Profeta Velen, il giovane Re si diresse presso la Riva Dispersa. Qui finalmente poté vedere con i suoi occhi l’orrore che la sua gente stava combattendo, ma soprattutto riuscì a visitare il luogo della morte di suo padre. Qui rinvenne una delle due spade che gli erano appartenute e, nel momento in cui l’afferrò con le sue mani, questa riprese a brillare come aveva fatto nelle mani di suo padre, ma non del colore rosso-arancio, bensì di un intenso dorato, il colore della Luce.

Questo avvenimento cambiò Anduin, che finalmente riuscì ad accettare e affrontare le sue responsabilità. Con il Re finalmente pronto a regnare, l’Alleanza riuscì insieme all’Orda ad affrontare e sconfiggere la Legione Infuocata, ma il prezzo fu molto alto. Prima di essere rinchiuso, il Titano Caduto Sargeras affondò la sua colossale spada nel pianeta, provocando un’enorme ferita e cambiando Azeroth per sempre.

Tempesta e Guerra

L’enorme spada conficcata da Sargeras nella regione di Silithus fece affiorare dal terreno un nuovo materiale, l’Azerite. Si trattava del sangue stesso di Azeroth, che avrebbe cambiato per sempre il mondo. La sua scoperta da parte dell’Orda mise subito in allerta le spie dell’Alleanza che riferirono ad Anduin alcuni movimenti sospetti.
Mentre le forze delle due fazioni facevano a gara per recuperare quanta più Azerite possibile, Re Anduin continuò a lavorare per stabilire una pace duratura. Per fare questo contattò direttamente la Capoguerra Sylvanas, proponendole un incontro mai tentato prima: una riunione tra le vittime del flagello, ora Reietti, e le loro famiglie sopravvissute ancora residenti a Roccavento.

L’incontro ebbe luogo nelle pianure di Arathi, ma non andò come previsto. La presenza all’incontro di Calia Menethil fece infuriare la Capoguerra, che lo vide come un affronto al suo diritto di regnare su Sepulcra. Tutti i Reietti che tentarono di fuggire dall’incontro, cercando rifugio tra le fila dell’Alleanza, furono massacrati dalle forze della Regina Banshee e la stessa Sylvanas uccise Calia. La morte della giovane colpì profondamente Anduin che portò il suo corpo al Tempio di Lucefatua, l’Enclave di Sacerdoti. Qui il Re, con l’aiuto dell’Arcivescovo Faol, incanalò il potere della Luce proveniente dal Naaru Saa’ra, riportandola in vita. Calia però non era più umana e non era nemmeno una non-morta.

Anduin durante la battaglia per Lordaeron

Falliti tutti i tentativi di stabilire una pace duratura, Re Anduin cominciò a raccogliere tutte le informazioni possibili sui movimenti dell’Orda. Venne quindi a sapere dell’enorme dispiegamento di forze che la Capoguerra stava inviando a Silithus e, per contrastare i suoi piani, il Re ordinò alla flotta degli Elfi della Notte di fare rotta a sua volta per la regione martoriata dall’ultimo gesto d’odio del Titano Caduto. Tuttavia i piani della Capoguerra erano ben altri e Anduin se ne accorse troppo tardi. Le truppe dell’Orda arrivate nelle Savane non marciarono verso sud, ma deviarono per Valtetra. Il vero obiettivo di Sylvanas era Teldrassil, l’Albero del Mondo e casa degli Elfi della Notte.

La veloce conquista di Valtetra e Rivafosca da parte dell’Orda costrinse gli Elfi della Notte ad affrontare da soli un nemico nettamente superiore contro cui non ebbero possibilità di scampo. Nulla però potè preparare Anduin alla mossa inaspettata della Capoguerra. Teldrassil non venne conquistata: Sylvanas bruciò l’Albero del Mondo, decimando la popolazione degli Elfi che lì viveva.

Questo atto convinse Anduin che non c’era nessuna possibilità di trattare con Sylvanas: l’Alleanza doveva contrattaccare e l’obiettivo strategico era proprio la capitale dei Reietti.
La battaglia per Sepulcra vide un grande dispiegamento di forze da parte dell’Alleanza, con Re Anduin in prima linea. Alla fine l’Alleanza conquistò Lordareon riuscendo anche a catturare il Gransupremo Faucisaure, ma la città divenne impraticabile a causa dell’ultima mossa della Capoguerra. Ella aveva infatti teso una trappola ad Anduin, attirandolo nella sala del trono della vecchia capitale umana.

Arrivato al suo cospetto accompagnato da Genn, Jaina e Alleria Ventolesto, la sorella maggiore di Sylvanas, il Re chiese la resa della Regina. Sylvanas non fece che deridere Anduin per poi sparire a inondare l’intera città con la piaga. Anduin, Genn e Alleria riuscirono a fuggire solo grazie alle abilità di Jaina che teletrasportò tutti e quattro al sicuro. La situazione doveva essere cambiata, Anduin lo sapeva bene, e la fuga dalla segrete di Roccavento della Principessa Talanji e del profeta Zul convinse il Re a inviare una spedizione dell’Alleanza a Kul Tiras, nella speranza di riallacciare i legami con l’antica città di mare la cui flotta avrebbe permesso all’Alleanza di avere il predominio navale.

Per approfondire

Se volete approfondire la storia di questo personaggio, oltre a giocare World of Warcraft, vi consigliamo i seguenti libri e fumetti:

  • Cuore di lupo, romanzo;
  • Il Figlio del Lupo, fumetto;
  • Crimini di guerra, romanzo;
  • Prima della Tempesta, romanzo;
  • Elegia, racconto breve;

Per l’elenco completo dei libri e fumetti relativi a World of Warcraft vi rimandiamo alla nostra guida all’universo letterario.

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