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La Storia di Garrosh Malogrido (Parte 2)

Scritto da Massimiliano "Krogrash" Serra - 21 Dicembre 2020 alle 8:30

“Thrall! Tu mi hai reso quello che sono!”

“No, hai scelto da solo il tuo destino…”

Conversazione fra Garrosh e Thrall

Partito da un isolato e umile villaggio delle Terre Esterne, Garrosh Malogrido aveva scalato le gerarchie dell’Orda fino a diventare Capoguerra. Dopo il cataclisma scatenato da Alamorte, il figlio di Grommash si mise in azione per assicurare alla sua fazione quanto più territorio e risorse possibili. Con qualunque mezzo.

>>Leggi la prima parte<<

La distruzione di Theramore

Il piano d’attacco alla roccaforte dell’Alleanza a Kalimdor preoccupò non poco i capi dell’Orda, in particolare Sylvanas Ventolesto espresse le proprie preoccupazioni circa una possibile vendetta da parte dell’Alleanza. L’unico a non obiettare fu Lor’themar Theron, Reggente di Quel’Thalas. Come primo passo, l’Orda invase il Forte di Tiragarde, in modo da ottenere un appoggio logistico prima di invadere Theramore. Malkorok (luogotenente di Garrosh), Baine, Vol’jin e Gallywix lo affiancarono, al contrario di Sylvanas e Lor’themar, che inviarono due rappresentanti di fazione, cosa che fece infuriare Garrosh non poco.

L’invasione procedeva bene, ma con una mossa inaspettata, Garrosh ordinò la ritirata della flotta attorno all’Isola di Theramore. Senza che nessuno dei suoi alleati lo sapesse, egli era entrato in possesso di una Bomba di Mana che utilizzò nella sua trappola perfetta: la conquista del Forte di Tiragarde non aveva alcuno scopo tattico, se non quella di attirare quanti più soldati nell’Isola di Theramore. Con tutti i pezzi al loro posto, Garrosh fece sganciare la bomba.

Theramore venne rasa al suolo da un’enorme esplosione, così devastante da cancellare qualunque forma di vita nel suo raggio d’azione. L’unica persona che riuscì a scampare a quel disastro fu Jaina Marefiero, la quale giurò vendetta su Garrosh e su tutta l’Orda. Reso euforico dalla vittoria schiacciante, il Capoguerra aumentò notevolmente i suoi piani di conquista: non si sarebbe semplicemente limitato a scacciare l’Alleanza da Kalimdor, ma l’avrebbe completamente annientata in tutti i continenti.

Rovine di Theramore
Le rovine di Theramore.

Nebbie a Pandaria

Il tentativo di schiacciare il morale dell’Alleanza però fallì, e Varian Wrynn fu più deciso che mai nel distruggere l’Orda; iniziarono gli scontri tra gli eserciti, sia per terra che per mare. Durante una battaglia navale, Orda e Alleanza incapparono in un continente avvolto dalla nebbia che non compariva in nessuna cartina. Desideroso di conquistare un nuovo punto strategico, Garrosh ordinò l’approdo in questa nuova terra e anche l’Alleanza fece lo stesso. Le due fazioni in guerra sbarcarono così a Pandaria, un luogo pacifico abitato da Pandaren e altre razze, ma il loro conflitto portò al risveglio degli Sha, manifestazioni fisiche di sentimenti negativi dall’origine antica.

Qualche mese dopo lo sbarco su Pandaria, Garrosh in persona giunse sul posto insieme all’élite dei soldati dell’Orda. Il suo obiettivo era scendere in prima linea contro l’Alleanza ma, durante le operazioni militari nella Giungla di Krasarang, gli screzi con il leader dei Troll Lanciascura Vol’jin aumentarono sempre di più; quest’ultimo disapprovava la politica brutale del Capoguerra, arrivando anche a minacciarlo di morte. Malogrido decise quindi di ordinarne l’assassinio, ma il Troll sopravvisse e rimase nascosto in attesa del momento per ripagare il favore.

Garrosh arrivò fino al centro di Pandaria e venne a conoscenza dei Mogu, una razza guerriera forgiata dai Titani, che in passato governò il continente con pugno di ferro. Interessandosi ai loro artefatti, scoprì dell’esistenza della Campana Divina, che secondo le leggende poteva controllare le emozioni dei soldati sul campo di battaglia: instillare Rabbia e Odio sugli alleati e generare Paura e Dubbio sui nemici. Convinto che fosse l’arma definitiva per annientare l’Alleanza, Garrosh fece concentrare tutti gli sforzi nella sua ricerca, che ebbe esito positivo.

Convinto del grande destino che attendesse l’Orda, un destino privo di ogni debolezza, Garrosh suonò la Campana Divina trasformando i suoi migliori soldati in Sha. Purtroppo però gli orchi vennero sopraffatti dalle emozioni negative ed andarono fuori controllo, proprio mentre il Principe Anduin Wrynn lo raggiungeva con i campioni dell’Alleanza.

Il giovane Umano tentò la strada della diplomazia, ma ricevendo uno sprezzante rifiuto sfoderò il Martello Armonico, un artefatto creato dagli antichi Pandaren proprio per contrastare la Campana Divina. Garrosh rimase inizialmente disorientato dall’improvviso scoppio di energia, ma si riprese subito e con un colpo poderoso distrusse la Campana, i cui pezzi franarono sopra al giovane principe. Malogrido diede Anduin per morto e lasciò quel luogo, sempre più convinto di voler controllare pienamente il potere dello Sha.

L’ascesa della ribellione

I comportamenti sempre più totalitari di Garrosh continuavano ad alimentare il risentimento dei suoi alleati; Lor’themar arrivò addirittura a pianificare il ritorno degli Elfi del Sangue nell’Alleanza (vanificato però dalla Purga di Dalaran eseguita da Jaina Marefiero). Di pari passo, ad Orgrimmar la presenza degli Orchi diventava sempre più dominante, emarginando tutte le altre razze.

Ripresosi dalle ferite del suo tentato assassinio, Vol’jin organizzò una ribellione insieme a Thrall, Baine e Chen Triplo Malto. Garrosh ordinò a due suoi luogotenenti, il Generale Nazgrim e la Signora della Guerra Zaela, di rafforzare le difese della capitale e occuparsi dei rivoltosi. Questi ultimi però poterono contare su degli alleati inaspettati: l’IR:7, le spie di Roccavento, che eseguirono diversi sabotaggi ai danni del Capoguerra.

Ancora alla ricerca dell’arma perfetta, Garrosh ricevette la notizie del rinvenimento della fonte del potere degli Sha: il Cuore di Y’Shaarj. Questi esseri spaventosi infatti non erano altro che il residuo del potere di un Dio Antico, sconfitto dai Titani in tempi immemori e sigillato sotto la Vallata dell’Eterna Primavera.

Con l’obiettivo di risvegliare quel potere, Garrosh immerse il Cuore nelle acque purissime della Vallata, sconfiggendo da solo il leader dei Monaci Shandaren Taran Zhu che invano tentò di metterlo in guardia. Lo sprigionarsi di energia negativa deformò il paesaggio e lo corruppe definitivamente.

Il risveglio del Cuore di Y’Shaarj.

Garrosh abbandonò Urloatroce, l’ascia di suo padre, a Pandaria e tornato a Orgrimmar con il Cuore ne forgiò un’altra con il suo potere: Xal’atoh. Dalla sua città, ormai sotto legge marziale, il Capoguerra avrebbe conquistato il mondo intero, nel nome della Vera Orda. I ribelli di Vol’jin e l’Alleanza decisero quindi di fermarlo una volta per tutte e insieme assediarono Orgrimmar.

L’ex Capoguerra Thrall tentò un ultimo confronto con Garrosh per evitare spargimenti di sangue, ma quest’ultimo lo accusò di essere un debole e con pochi colpi lo mise in ginocchio. I campioni delle due fazioni ingaggiarono e la battaglia fu lunga e violenta: Garrosh utilizzava pienamente i poteri del Dio Antico, senza comunque venirne sopraffatto, ma alla fine venne sconfitto. Orda e Alleanza furono inizialmente decisi a giustiziarlo, ma Taran Zhu si interpose tra loro, decretando che avrebbe dovuto subire un processo a Pandaria.

Con la posizione di Capoguerra ormai vacante, Thrall propose Vol’jin, che grazie al suo coraggio ed alla sua determinazione aveva garantito la sopravvivenza dell’Orda, e tutti gli altri capi dell’Orda accettarono di buon grado.

Garrosh Corrotto
Garrosh mentre utilizza il potere di Y’Shaarj.

Prigionia e libertà

Al processo di Garrosh presero parte tantissimi capi fazione e testimoni illustri, ai quali Garrosh rise in faccia, ritenendo il processo una buffonata simile alla Fiera di Lunacupa. All’accusa venne scelta Tyrande Soffiabrezza, che elencò tutti i suoi crimini di guerra, mentre alla difesa venne scelto Baine Zoccolo Sanguinario, che non fece poi molto per proteggere il suo assistito.

Per fare in modo di avere prove evidenti di quanto accaduto, vennero interpellati due draghi dello Stormo Bronzeo: Kairozdormu e Chronormu, conosciuti come Kairoz e Chromie nelle loro forme umanoidi. Essi utilizzarono un artefatto noto come Visione del Tempo, che nelle mani giuste avrebbe reso possibile consultare passato e futuro, perfino linee temporali alternative. Kairozdormu aiutò Baine, mentre Chronormu aiutò Tyrande.

Garrosh Crimini di Guerra
La prigionia di Garrosh.

Vista la piega che stava prendendo il processo e le prove schiaccianti contro di lui, il capotribù Tauren esortò Garrosh a confessare i suoi crimini, quantomeno per evitare di essere giustiziato. Malogrido, con sgomento di tutti, scelse Anduin Wrynn come interlocutore. Il giovane principe chiese all’Orco di ammettere le sue colpe, ma Garrosh non fece altro che rivoltare ogni parola contro di lui, nel tentativo di farlo infuriare. Anduin non cedette alle provocazioni, anzi fece levare le catene dalle sue caviglie in modo che potesse camminare a testa alta.

Un tradimento però stava per perpetrarsi. Kairoz, in combutta col drago nero Irathion (i cui obiettivi ai tempi erano un mistero) aveva organizzato l’evasione di Garrosh utilizzando proprio la Visione del Tempo. Un istante prima del verdetto, il drago di bronzo evocò numerosi portali verso linee temporali alternative e fuggì con il prigioniero verso una di queste. L’artefatto temporale andò in frantumi, ma Kairoz portò con sé una scheggia.

I Signori della Guerra di Draenor

Kairoz e Garrosh si ritrovarono nelle immense praterie di Nagrand, in una Draenor alternativa in un tempo precedente alla Prima Guerra. Il drago descrisse all’Orco il suo piano: localizzare suo padre e riunire tutti i clan, formando un’Orda priva della corruzione demoniaca. Successivamente avrebbero utilizzato la scheggia della Visione del Tempo per passare da altre linee temporali e ripetere il processo, creando infinite Orde e utilizzarle per invadere Azeroth e prendere possesso dell’enorme potere che scaturiva dal pianeta. Disgustato dai discorsi deliranti del drago, Garrosh lo uccise a pugnalate proprio con quella stessa scheggia.

Comunque deciso a impedire che gli Orchi diventassero nuovamente delle pedine, Garrosh si recò nel territorio della sua tribù di origine: Grommash’ar. Lì si presentò come un Orco privo di clan che portava un messaggio per il capoclan dei Cantaguerra: gli orchi sarebbero presto diventati degli schiavi e sarebbe stato proprio Grommash Malogrido a causarlo. Prendendo quelle parole come un affronto, Garrosh venne sfidato ad un Mak’rogahn, o Duello di Volontà, in modo da mettere alla prova il proprio onore, che superò con facilità.

Venne quindi invitato da Grommash nella propria tenda e Garrosh parlò del destino che attendeva gli orchi, di come Gul’dan fosse intenzionato a schiavizzarli per conto di “padroni demoniaci”, offrendo loro un dono e che proprio lui si sarebbe offerto come primo volontario. Gli suggerì di riunire i clan sotto un’unica egida e di rivolgere le loro forze contro il vero nemico, il mondo di Azeroth. Per convincerlo, Garrosh donò a Grommash la Scheggia del Tempo e suggerì di portarla alle Pietre della Profezia, in modo da scoprire la verità.

In quel luogo, grazie al potere di comunione con gli elementi di uno Sciamano, la Scheggia mostrò agli orchi presenti una visione di ciò che sarebbe accaduto: il patto di Gul’dan con Kil’jaeden, Grommash che accetta il sangue di demone, le guerre contro gli umani e l’astinenza dal potere della Vilmagia. Prima che si arrivasse alla redenzione di Grommash contro Mannoroth, Garrosh interruppe la visione, convincendo così il padre che non ci fosse altra speranza se non quella che lui stava offrendo.

Venne quindi la convocazione di tutti i clan da parte di Gul’dan, che offrì proprio al capoclan dei Cantaguerra il primo boccale di sangue di demone. Quest’ultimo rifiutò, rivelando la trappola: con l’aiuto di Garrosh uccise Mannoroth, sopravvivendo, e imprigionò lo Stregone. Così nacque l’Orda di Ferro e Grommash ne divenne Capoguerra.

Il momento in cui le linee temporali si separano definitivamente.

Garrosh divenne Capoclan dei Cantaguerra al posto del padre e si adoperò per aumentare la forza militare di questa Orda: donò al capoclan Manonera progetti ideati dai Goblin e convinse Ner’zhul ed il suo clan a far parte dei ranghi. Quando fu tutto pronto, riaprirono il Portale Oscuro di Azeroth sulla sua linea temporale e la invasero con una potentissima avanguardia.

Come già era accaduto in passato, le forze di Orda e Alleanza unirono gli sforzi e respinsero anche questa invasione; addirittura superarono il Portale Oscuro e stabilirono delle guarnigioni in territorio nemico. Proprio una di queste spedizioni, condotta da Thrall, arrivò fino a Nagrand e assediò la roccaforte di Grommash’ar. I due Orchi si confrontarono e Thrall sfidò Garrosh ad un Mak’gora che si tenne “dove tutto ebbe inizio”, cioè sulla collina dove sarebbe sorto Garadar nella linea temporale delle Terre Esterne.

La lotta tra i due fu senza esclusione di colpi e Garrosh sembrava avere la meglio sullo Sciamano, anche senza il potere di un Dio Antico a sua disposizione. Thrall però fece utilizzo dei propri poteri elementali, richiamando la Terra per intrappolarlo e l’Aria per fulminarlo. Garrosh morì per mano di colui che lo aveva scelto come Capoguerra, e che gli era stato amico fedele.

L’ultimo combattimento di Garrosh.

Il lascito

Nonostante fosse morto molto prima che la minaccia dell’Orda di Ferro venisse scongiurata, le azioni di Garrosh avevano già messo in moto una catena di eventi che avrebbe portato alla terza invasione della Legione su Azeroth. Ciò avrebbe causato la sconfitta Sargeras, ma anche danni permanenti al pianeta. Anche Draenor subì violente ripercussioni: squassato dalla guerra contro gli abitanti di Azeroth prima e dalla Legione in seguito, l’Orda di Draenor avrebbe potuto fare poco di fronte ad una minaccia impensata: un’Armata della Luce alternativa.

Ciò nonostante, lo spirito di Garrosh è passato oltre il velo della morte. Nessuno è certo di cosa lo ha atteso nell’oltretomba, ma alcuni speculano che si tratti di un’eterna punizione per i crimini che ha commesso.

Garrosh Revendreth
Una figura familiare in un reame delle Terretetre.
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