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“È bello essere il re”

Re Rastakhan

Rastakhan è un personaggio noto di World of Warcraft da molto tempo, ma che solo recentemente ha fatto la sua apparizione: è uno dei protagonisti di Battle for Azeroth e il volto dell’ultima espansione di Hearthstone. Oggi vi raccontiamo cosa si conosce di questo personaggio.

Rastakhan a Grande Sigillo, la sala del trono di Zuldazar

Re Rastakhan siede sul trono dorato di Zuldazar, capitale dell’impero Zandalari, da più di 200 anni. Grazie alla benedizione del Loa Rezan (un potente spirito dalla forma di tirannosauro) egli gode di una lunga vita, guarigione dalle ferite e una forza superiore rispetto alla maggior parte dei troll.

Parte fondamentale del governo dell’impero è il Concilio degli Zanchuli, che ha il compito di consigliare il re e far eseguire i suoi ordini, ma questa è solo una facciata: all’interno del consiglio c’è chi vuole il re morto e ha tentato numerose volte di assassinarlo.

Rastakhan però è molto scaltro e ha sviluppato una rete di persone fidate tra le quali ci sono la sua fidata guardia del corpo Zolani e il fratello Habutu. Grazie a loro è sopravvissuto a 46 tentativi di regicidio, uno di questi addirittura perpetrato dalla moglie di cui non si nomina più il nome.

La minaccia di Hakkar

Durante la Terza Guerra e il ritorno della Legione Infuocata, Rastakhan non intervenne mai preferendo non immischiarsi nelle faccende esterne al suo impero. 

Questo isolamento fu interrotto solo dalla notizia che la tribù troll dei Gurubashi stava cercando di evocare il pericolosissimo Loa Hakkar lo Scortica Anime. Inviò quindi degli emissari nella Giungla di Rovotorto per reclutare e armare degli avventurieri in grado di fermare la minaccia all’interno delle rovine di Zul’Gurub.

Una volta concluso questo compito gli emissari si ritirarono e l’impero chiuse di nuovo le sue porte al mondo esterno.

L’evocazione di Hakkar

Il Cataclisma

Il ritorno di Alamorte e il suo Cataclisma portarono quasi alla rovina l’impero Zandalari, un disastro in realtà annunciato. Rastakhan era stato infatti messo in guardia dal Profeta Zul, che aveva avuto una visione della distruzione imminente. Il re però non gli credette e in accordo con gli Zanchuli lo esiliò.

Colto impreparato dagli eventi scatenati dal Drago Nero, il re fu costretto a chiedere aiuto a Zul per risolvere la situazione. Il profeta decise di richiamare tutte le altre tribù dei sparse per il mondo con lo scopo di fondare un nuovo grande impero. L’unica tribù che rifiutò la chiamata fu quella dei Lanciascura guidata da Vol’Jin, che rimase fedele all’Orda.

Zul nella patch 4.1 di WoW

Vol’Jin avvisò della minaccia sia Orda che Alleanza e le loro forze misero velocemente fine ai piani di Zul. Quest’ultimo però non si arrese: contro gli ordini di Rastakhan Zul ordinò l’invasione del continente di Pandaria per far risorgere Lei Shen, il primo imperatore dei Mogu. La sua speranza era che onorasse un antico patto tra le due razze e lo aiutasse nella sua opera. Ancora una volta però Orda e Alleanza intervennero e uccisero Lei Shen, facendo naufragare i piani di Zul.

Il tradimento di Zul

Negli ultimi anni, all’interno dello stesso impero Zandalari si è formato un inquietante culto dei Troll del Sangue. Rastakhan però non è impensierito da questi fanatici e li considera un problema minore, all’oscuro della verità che si cela sotto la superficie.

Questi troll sanguinari venerano un essere chiamato G’huun, il dio del sangue, che altro non è che un esperimento fallito dei Titani di controllare il potere degli Dei Antichi. Questo abominio è tenuto sigillato nel complesso di Uldir ma i suoi seguaci stanno accumulando sempre più potere e alcuni luogotenenti si sono addirittura infiltrati nel Consiglio degli Zanchuli.

La principessa Talanji, figlia di Rastakhan, è di veduta più larga di suo padre e di sua iniziativa decide di salpare insieme a Zul in cerca di aiuto. Purtroppo per loro vengono intercettati e catturati dall’Alleanza ma una piccola squadra d’assalto dell’Orda li trae in salvo e li riporta a casa.

Come segno di gratitudine Rastakhan accoglie l’Orda nelle sue terre, ma tale decisione incontra subito l’opposizione degli Zanchuli. Però né Rastakhan né Talanji sono preparati a quello che sta per succedere.

Da tempo ormai il Profeta Zul è convinto che questo monarca e i Loa ancestrali siano troppo deboli per costituire l’impero dei suoi sogni, decidendo di giurare completa fedeltà a G’huun e diventare il leader dei Troll del Sangue. All’interno del suo palazzo il re viene ferito gravemente ma i suoi servitori riescono a trarlo in salvo e portarlo in un luogo sicuro.

L’impero in bilico

Nonostante le cure, Rastakhan non si sveglia perché la sua anima è tenuta prigioniera dal Loa della Morte Bwonsamdi. Solo l’intervento diretto di Rezan permette la liberazione dell’anima del re. 

Facci a faccia tra i due Loa

Zul però non perde tempo e ordina di attaccare il tempio di Rezan per impadronirsi del suo potere. Rastakhan accorre e insieme alle forze dell’Orda scaccia i troll del sangue e libera Rezan dal rituale che lo teneva imprigionato. Il re degli Zandalari celebra la vittoria davanti al suo Loa ma lo spirito lo mette subito a tacere.

Rezan rimprovera il re, dicendogli che tutto questa sta accadendo perché lui non ha visto il pericolo, è stato lento ad agire e tuttora sta facendo affidamento sugli altri. Rastakhan è diventato un re insicuro.

Desideroso di dimostrare il suo valore e vendicarsi di Zul, Rastakhan attacca le forze nemiche ad Atal’Dazar, necropoli degli antichi re. L’assalto però è avventato e finisce in una pesante disfatta e con la morte di Rezan, lasciando il Re senza la protezione divina.

Disperato di fronte alla sconfitta e per la perdita del suo Loa, non vedendo altra via d’uscita Rastakhan cerca l’aiuto di Bwonsamdi. Il Loa della Morte accetta di concedere il suo potere al Re ma ad una condizioneche l’intera discendenza del re sia dedicata a Bwonsamdi, per servirlo nella vita e nella morte.

Zul non perde tempo e risveglia Mytrax, il più potente servitore di G’huun, e attacca Zuldazar con il suo esercito. La battaglia infuria e grazie all’aiuto di Bwonsamdi Rastakhan getta Zul tra le fiamme e respinge l’assalto. La vittoria però è a metà perché i nemici riescono a distruggere l’ultimo sigillo che teneva imprigionato G’huun.

E adesso?

La storia di Rastakhan continuerà proseguirà nella patch 8.1 di World of Warcraft, prevista per il 12 dicembre. L’impero degli Zandalari è in bilico tra le forze dei Troll del Sangue e il conflitto tra Orda e Alleanza, riuscirà il suo re ad avere la forza di proteggerlo insieme alla sua gente?


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