Alla conferenza GDC dedicata al 30° anniversario del franchise di Warcraft, il vicepresidente e direttore John Hight ha presentato l’evoluzione del franchise nel corso del trentennio, facendo vari excursus sia sui successi che i fallimenti degli ultimi anni, trattando anche il numero degli abbonati a WoW da Legion a Dragonflight. Vediamo cosa è stato detto, grazie all’aiuto di Inven che ha riportato gran parte dell’intervento.
Partiamo dalla parte più “succosa”: come ben ricorderete, da Warlords of Draneor Blizzard ha deciso di smettere di condividere il numero di abbonati. L’ultima cifra ufficiale risale a settembre 2015, con 5,5 milioni di giocatori. Nel grafico qui sotto, possiamo vedere l’evoluzione del numero di abbonati da Legion in poi, comprese patch e rilasci di WoW Classic.

Come potete vedere dal grafico, i numeri effettivi degli abbonati non sono presenti, ma come “investigato” da Bellular, la cifra attuale dovrebbe attestarsi intorno ai 7 milioni di giocatori, sia per Classic che per Retail. Tutto questo probabilmente non comprende il numero di giocatori cinesi.

John Hight ha anche discusso del fallimento di Shadowlands e delle sue cause. L’espansione è stata una delle più problematiche della storia di WoW e dal grafico si deduce che sia stata una vera ghigliottina per il numero degli abbonati.
Tra i problemi riconosciuti dagli sviluppatori, spiccano il mancato carisma del Carceriere, l’aver messo da parte i personaggi principali del franchise e, soprattutto, una mancanza di varietà e di sistemi divertenti o utili ai giocatori. Oltre a questa già rara ammissione di colpa, Hight rincara la dose dicendo che trasparenza e ascolto della community erano forse ai minimi storici durante Shadowlands e questo forse è stato l’aspetto determinante per il fallimento dell’espansione.

Come ben sappiamo, Blizzard ha lavorato duramente per riconquistare la fiducia dei giocatori e il risultato si può vedere con Dragonflight, che sicuramente non è un’espansione perfetta, ma è riuscita quantomeno a recuperare un gran numero di giocatori, mantenerlo stabile e ristabilire un contatto con la community. Dai sistemi di gioco alla pubblicazione di roadmap per i contenuti, Dragonflight è stata la giusta risposta al periodo tetro di Shadowlands.
Hight ha anche fatto una gran disanima della storia del franchise e di cosa ha determinato il successo di Warcraft, così popolare e duraturo nel tempo, nonostante alti e bassi. L’intervento è stato molto interessante e vi consigliamo di recuperarlo nella sua interezza, tramite Inven oppure VOD quando pubblicato.
In ogni caso, fra numero di abbonati ripristinato, WoW Classic nelle sue sfaccettature e la Worldsoul Saga in arrivo, sembra che World of Warcraft possa ancora competere in questi anni, a patto di rinnovarsi senza tradire alcuni suoi pilastri fondanti.




