Durante la Gamescom il content creator Preach ha intervistato il Game Director Ion Hazzikostas e la Lead Game Designer Maria Hamilton i quali non hanno parlato soltanto di Midnight, ma soprattutto del futuro a lungo termine di World of Warcraft: come mantenere il gioco vivo, accessibile e riconoscibile anche nei prossimi vent’anni.
Questa intervista non ha svelato nuove feature, ma ha mostrato la filosofia con cui Blizzard guarda al lungo periodo: basi tecniche più solide, attenzione ai nuovi giocatori e un dialogo costante con la community. I prossimi mesi, con l’alpha di Midnight e le sessioni di Q&A, offriranno nuove occasioni per capire come queste idee si tradurranno in gioco e se queste intenzioni saranno rispettate.
Le fondamenta del gioco
Hazzikostas ha spiegato che una parte importante del lavoro riguarda infrastrutture e tool interni. Lo scopo è garantire che WoW possa continuare a evolvere senza dover essere ricostruito da zero, mantenendo solide basi tecniche per i contenuti futuri.
Innovazione senza tradimento
Hamilton ha ribadito che l’innovazione deve essere graduale e rispettare ciò che rende unico WoW. L’obiettivo è introdurre nuove funzionalità senza alienare i veterani, ma offrendo al tempo stesso punti di ingresso più chiari ai nuovi arrivati.
L’endgame come punto di incontro
Un tema centrale è il ruolo dei Delves, che non sostituiranno raid e Mythic+, ma fungeranno da ponte tra contenuti narrativi ed endgame. Secondo Hazzikostas, servono a ridurre il divario tra chi gioca per la storia e chi punta alle attività più impegnative.
Una community da ascoltare
Gli sviluppatori hanno anche parlato del rapporto con la community: l’intento è introdurre cambiamenti passo dopo passo, spiegando le scelte e raccogliendo feedback. In questo modo si vuole rafforzare il legame con i giocatori e accompagnarli nelle future trasformazioni di Azeroth.

