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Il lancio di WoW Classic, avvenuto il 27 agosto, ha generato una sorta di guerra di fazione nella community di World of Warcraft: c’è chi lo ama e chi lo odia. In questa guerra però entrambe le parti sono accomunate da una sola domanda: quanto durerà Classic?

Il quesito può essere posto in altra forma, ovvero: chi giocava il vanilla sui server privati ora è passato su Classic? All’interno della community dei server privati di vanilla in molti sembravano più che disposti a pagare l’abbonamento se una versione ufficiale fosse stata rilasciata. In un recente articolo di Kotaku (in inglese) vengono intervistati alcuni giocatori e gestori di server privati proprio in merito a questo.

Il richiamo di Classic

Kotaku ha intervistato 9 persone che programmano, gestiscono e giocano su alcuni server privati bloccati a World of Warcraft vanilla. Essendo World of Warcraft un gioco di 15 anni fa ha subito nel corso degli anni numerose modifiche e aggiunte. Molte di queste hanno fatto storcere il naso a quella parte di giocatori che preferiva l’esperienza originale. Alcuni di questi giocatori nel corso del tempo hanno optato per alcuni server privati i quali, pur essendo illegali, permettevano loro di giocare la versione di WoW che più amavano.
Parlando con loro, Cecilia D’Anastasio (l’autrice dell’articolo originale NdR) ha appurato che come previsto c’è stato un esodo importante di utenza con l’uscita di Classic. In uno dei più grandi server privati ancora attivi il calo di utenza dall’uscita di Classic è stato di circa il 25%. Un secondo server privato ha deciso di chiudere le sue porte proprio in vista dell’uscita di Classic, i suoi gestori si sono detti sollevati dopo questa scelta.

Nonostante il calo di utenza sia stato importante i gestori di alcuni server si aspettavano un calo maggiore, del 50/60%. Sembra quindi che WoW Classic riesca a soddisfare il desiderio dei giocatori dei server privati di una versione del gioco più lenta e meno travolgente, quella con il sentimento di comunità che molti giocatori di World of Warcraft dicono mancare nella versione 2019. Inoltre, sempre secondo alcuni degli intervistati da Kotaku, il fatto che ci sia Blizzard a gestire tutto garantisce la qualità e la risoluzione dei problemi che affliggevano i server privati. Un esempio viene portato proprio da uno dei gestori del server recentemente chiuso e riguarda lo sfruttamento di bug che minano l’economia di gioco. O ancora l’impossibilità di completare alcune missioni. Inoltre WoW Classic oltre ad aver attirato i giocatori dai server privati ha anche richiamato giocatori dalla versione retail del gioco, creando così una community solida e sana.

C’è chi dice no

Dall’altra parte ci sono coloro che non vedono tutti questi vantaggi in WoW Classic. Alcuni giocatori affermano che molti giocatori dei server privati non possono usufruire di Classic in quanto i loro computer non soddisfano i requisiti minimi. O che molti giocatori restino sui server privati perché il costo dell’abbonamento risulta loro insostenibile. Proprio la sottoscrizione è stata presa di mira. Uno dei GM di un server privato sostiene che in molti ritengano ingiusto dover pagare la stessa cifra di chi gioca alla versione retail. Pagare 12.99€ (o 15$) per un gioco di 15 anni fa che ha migliaia di ore di contenuto in meno rispetto alla versione aggiornata è a loro modo di vedere una politica scorretta.
Altri ancora sostengono di non voler giocare a Classic come forma di protesta nei confronti di Activision. Secondo loro l’azienda pensa solo al profitto e non ha nessuna attenzione verso i giocatori, tanto meno sembra interessata ad offrire al suo pubblico prodotti di qualità. Sempre Activision viene presa di mira da altri giocatori, i quali sostengono di non fidarsi di un’azienda che incentiva le lootbox come sistema per ottenere ricompense in gioco. Per loro questa visione rischia di snaturare l’esperienza del gioco.

Anche alcune delle recenti tecnologie applicate a Classic sono oggetto di critiche da parte di alcuni giocatori, una fra tutte il sistema di layering. Per questi giocatori questo sistema impedisce la formazione di contatti sociali dividendo la popolazione del reame e impedendo di incontrarsi casualmente per due volte di fila.
Inoltre, a vantaggio dei server privati, questi giocatori citano la presenza di eventi stagionali o la creazione di server dedicati al solo PvP eliminando completamente i mostri presenti all’interno del mondo.

L’amministratore del server privato chiuso ha affermato di essere stato contattato da oltre 50 persone, le quali gli chiedevano di rimettere online il server. Secondo loro l’esperienza fornita dal suo server era migliore di quella proposta da Classic. Più varietà, nessuna nuova tecnologia che impedisse la socializzazione. Nonostante questo egli ritiene che l’esperienza fornita da Blizzard sia decisamente migliore, ma afferma anche che i server privati hanno avuto lo scopo di far capire che ritornare alle proprie origini non è un passo necessariamente negativo.

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