Diablo III

Storia di Diablo: la Fine dei Tempi (Parte 2)

Zoltun Kulle

Dopo vent’anni di pace apparente, una cometa cadde su Nuova Tristram, una città nata accanto al monastero abbandonato di Tristram. Un gruppo di avventurieri si riunì per cercare il luogo dell’impatto della cometa, nel quale trovarono un uomo. Egli era Tyrael, l’Arcangelo della Giustizia.

Dopo aver disobbedito alla Legge Celeste, egli ripudiò il proprio status angelico e scelse di divenire mortale. La sua venuta, però, era portatrice di nefaste notizie: Belial e Azmodan erano in combutta per imporre il loro dominio sul mondo dei mortali.

Dopo aver reso sicura Nuova Tristram ed esser venuti a conoscenza dei piani malvagi del Signore della Menzogna, gli avventurieri si misero in viaggio per Caldeum. A loro si unirono Kormac, un templare Zakarumita, e Lyndon, un lestofante un tempo membro di una gilda di ladri che gli avventurieri incontrarono al Tempio Sommerso, durante la ricerca dei frammenti di El’druin.

Vendetta per Deckard Cain

Il gruppo di avventurieri, accompagnati da Tyrael, Leah, Kormac e Lyndon si accamparono sulla cima di una collina che affacciava proprio su Caldeum. Fin da lassù era possibile osservare la malvagità che aveva corrotto la capitale del Kehjistan: le sue mura, così come i suoi edifici, stavano letteralmente marcendo. Ma oltre all’impellente minaccia di Belial, gli avventurieri avevano ancora un conto in sospeso con l’assassina di Deckard Cain: la strega Maghda. Intenti a vendicare la morte dell’anziano Horadrim, essi si avventurarono per le cosiddette Terre di Confine, un’enorme distesa di sabbia che confinava con la capitale, mentre Tyrael e Leah avrebbero cercato informazioni più dettagliate sullo stato della capitale.

In quell’enorme deserto fecero la conoscenza di Asheara, Comandante dei Lupi di Ferro. I Lupi di Ferro erano una milizia che un tempo si occupava della difesa del Porto di Kurast. Ella pareva essere molto informata sugli avvenimenti che avevano portato alla corruzione di Caldeum e raccontò agli avventurieri quanto sapeva.

Dieci anni dopo la sconfitta di Mefisto, il Culto di Zakarum predisse la venuta di un erede spirituale al trono di Hakan I, l’Imperatore del Kehjistan; si trattava di un bambino di umili origini nato nel nord dell’Impero. Nonostante la sua giovanissima età, egli venne posto sul trono e prese il nome di Hakan II, e i Lupi di Ferro divennero la sua guardia personale. Ma ciò che nessuno sapeva è che il nuovo imperatore non era altri che una marionetta al comando di Belial: furono proprio i suoi seguaci a scegliere il bambino, complici della falsa profezia degli Zakarum.

Dal momento in cui il giovane imperatore prese il potere, la città finì nello sfacelo più totale; la povertà aumentò di anno in anno e nacquero diversi screzi fra gli Zakarum, i Clan dei Maghi ed il concilio del Consorzio Commerciale di Caldeum, che aveva un ruolo fondamentale nelle scelte politiche dell’Impero.

Caldeum
Caldeum, il Gioiello dell’Est

Nei mesi antecedenti alla caduta della cometa, l’Imperatore era divenuto incredibilmente paranoico. La città di Alcarnus venne distrutta per mano della Congrega di Maghda e Hakan II scacciò via l’intera corte dalla capitale. Per editto imperiale, Asheara ed i soldati vennero inviati ad Alcarnus per gestire il flusso di rifugiati, ma nel frattempo l’Imperatore creò una nuova Guardia Imperiale, che spodestò di fatto i Lupi di Ferro. Secondo quanto detto da Asheara, Maghda si trovava ancora ad Alcarnus, intenta a sacrificarne gli abitanti per compiacere il proprio signore Belial.

Durante il viaggio nel deserto, gli avventurieri fecero la conoscenza di Eirena, un’incantatrice del Clan Vizjerei. Ella era rimasta per oltre mille anni in un profondo stato di sonno, in attesa di essere risvegliata all’approcciarsi della Fine dei Tempi. Insieme, proseguirono il viaggio per Alcarnus, ma per arrivarci sarebbero dovuti passare per l’Avamposto di Khasim, poiché la via principale era chiusa. Un tempo città sotto la protezione dei Lupi di Ferro, in tempi recenti l’Avamposto era stato assediato dalla Guardia Imperiale, che aveva preso il posto della milizia, imprigionandola.

Per liberare l’Avamposto di Khasim, gli avventurieri dovettero affrontare un gran numero di Guardie Imperiali, che in seguito si scoprirono essere Demoni Ingannatori al servizio di Belial. Con i Lupi di Ferro ormai liberi, la strada per Alcarnus fu finalmente percorribile. Dopo qualche ora di viaggio, gli avventurieri raggiunsero la cittadina controllata dalla Congrega ed entrarono nel covo di Maghda. Dopo una breve battaglia, la strega venne brutalmente uccisa.

Il ritorno di Zoltun Kulle

Asheara ringraziò profusamente gli avventurieri, dicendo loro che avrebbe ottenuto udienza con l’Imperatore per parlamentare con lui, ma quando essi si presentarono dinnanzi all’Imperatore, la loro udienza prese una piega inaspettata. Hakan II li accusò di essere i responsabili del massacro di Alcarnus e come prova del loro misfatto, aveva catturato una spia, Leah.

L’Imperatore si dileguò, mandando loro contro una squadra di soldati della Guardia Imperiale, ma gli avventurieri furono in grado di ucciderli e scappare via. Leah raccontò loro che durante l’esplorazione di Caldeum, la ragazza si era imbattuta in sua madre, Adria, tenuta prigioniera nelle fogne dalla Guardia Imperiale.

Dopo la sua liberazione, tornarono tutti insieme all’Accampamento Nascosto. Lì, Adria raccontò a Leah che fin dalla nascita l’aveva tenuta d’occhio, per proteggerla dagli Inferi Fiammeggianti. La strega disse loro che non era sufficiente uccidere Belial e l’unico modo per fermarlo definitivamente era quello di usare la Pietra Nera dell’Anima, un potente artefatto creato da Zoltun Kulle, uno dei primi Horadrim.

Poco prima della loro partenza per il luogo della sua sepoltura, l’Imperatore stesso fece loro visita. Spiegò loro che il suo comportamento era stato dettato dalla presenza della Guardia Imperiale e che non aveva avuto altra scelta, se non quella di schierarsi contro gli avventurieri, rischiando altrimenti la morte. Per mostrare le proprie buone intenzioni, si offrì di aprire loro il passaggio per l’Oasi di Dahlgur, luogo nel quale si trovava la tomba di Kulle. Inoltre, promise loro che avrebbe stanato Belial, scoperto quale identità stesse impersonando.

Raggiunta la tomba del mago Horadrim, Adria e Leah tessero un incantesimo che fu in grado di resuscitare Zoltun Kulle. Egli era l’unico a conoscere il luogo nel quale era stata celata la Pietra Nera delle Anime e con gli avventurieri concordò un patto: se essi avessero recuperato il suo sangue ed il suo cadavere, Kulle gli avrebbe detto dove trovare il potente artefatto. Gli avventurieri fecero quanto richiesto dal mago Horadrim e grazie alle incredibili doti magiche di Leah, Zoltun Kulle riottenne la propria forma fisica.

Kulle mantenne la parola data e svelò la posizione della camera che ospitava la Pietra Nera. Ma con loro enorme sorpresa, gli avventurieri scoprirono che l’artefatto ospitava le anime degli altri Maligni defunti: Diablo, Mefisto, Baal, Andariel e Duriel. Kulle tentò di convincere gli avventurieri ad abbandonare la propria missione, poiché qualcuno all’interno della loro cerchia li stava tradendo.

Ciò che il mago propose loro fu di unire le forze, così di spodestare i due Maligni restanti e ottenere il controllo dell’intero Creato. Ma gli avventurieri rifiutarono e Kulle scatenò la sua ira su di loro, ma non poté nulla contro i suoi avversari ed incontrò la morte per la seconda volta.

Pietra Nera
“Pietre Nera dell’Anima” dal Libro di Cain

La caduta di Belial

Tornati all’accampamento, videro un’enorme quantità di cittadini abbandonare Caldeum, in preda al panico. Belial, avendo saputo del ritrovamento della Pietra Nera, venne preso dal panico e cominciò a far piovere meteore per tutta la capitale, distruggendone gran parte delle strutture. Gli avventurieri penetrarono in città e si fecero strada fino alla sala del trono, dove trovarono Hakan II.

In quel momento, gli avventurieri capirono di essere stati presi in giro: l’Imperatore era Belial. Il Signore della Menzogna disse che i loro sforzi sarebbero stati vani, perché anche se lui fosse stato rinchiuso nella Pietra Nera, Azmodan avrebbe comunque conquistato Sanctuarium con il suo esercito.

Belial assunse la sue vere sembianze, ingigantendosi. La sua forma fisica era molto simile a quella di Mefisto, fatta eccezione per le sue mani a forma di falce e il suo aspetto notevolmente più grottesco. Le sue spalle erano formate da due teste di demone prive di mascella e dal suo capo spuntavano quattro corna, disposte a croce. Il suo cranio era deformato e privo di pelle, dal cui interno fuoriusciva un alone verde fluorescente. Era privo di metà inferiore ed il suo busto terminava in maniera cuneiforme, in modo similare al bozzolo di una farfalla.

Belial Signore della Menzogna 1
Belial, Signore della Menzogna” dal Libro di Cain

Il Signore della Menzogna scatenò la sua potenza infernale contro gli avventurieri, ma non fu in grado di resistere all’enorme potere generato dai suoi avversari. Belial morì ed il suo spirito venne intrappolato nella Pietra Nera.

Gli avventurieri tornarono vittoriosi all’accampamento, ma Leah aveva visto qualcosa: una visione gli mostrò Azmodan a capo di un enorme esercito demoniaco che marciava dal Monte Arreat in direzione sud, con l’obiettivo di conquistare Sanctuarium.



SignorCrowley

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Amante di titoli Blizzard dal lontano 1997, anno nel quale ha giocato a Diablo su PS1 per la prima volta. Grande appassionato di lore di Diablo e Warcraft. Fan sfegatato del mondo di Warhammer 40000.

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