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Heroes of the Storm, il MOBA o team brawler di Blizzard, non era partito con grandi pretese dal punto di vista narrativo, anzi: qualsiasi narrazione e descrizione doveva essere solo un pretesto per mettere Eroi e villain dei giochi Blizzard – vivi o presupposti morti – in un continuo ed eterno scontro.

Il Nexus, il luogo dove tutte le battaglie di questo gioco si svolgono, è essenzialmente un crogiolo di mondi e universi, un crocevia fra diverse realtà o Reami, eternamente in battaglia. E… basta. Al lancio, Heroes of the Storm dal punto di vista narrativo non è altro che questo. Non molto, vista anche la tradizione Blizzard di avere ricca storia e lore in tutti i propri titoli.

Questa “mancanza” può probabilmente essere giustificata dal fatto che Heroes è nato come progetto secondario, un test delle capacità dell’editor di StarCraft II di creare giochi e contenuti. La creazione quindi di una storia ben strutturata non era necessaria, bastavano solo alcuni capisaldi: il Nexus, i Reami e i rispettivi Signori, per cui i personaggi avrebbero battagliato.

Il Nexus di Heroes of the Storm
I portali verso altri Reami del Nexus sopra la Contea del Drago.

Il nuovo corso di Heroes of the Storm

Ad un certo punto, però, questa semplice giustificazione non basta più. Al PaxEast 2018 viene presentato il progetto di espansione della storia di Heroes of the Storm, partendo con l’Ascesa del Signore dei Corvi.

Questo progetto, portato avanti per tutto il 2018 fino alla BlizzCon, ha visto la pubblicazione di fumetti, video, eventi in gioco come il Nexus Oscuro e culminato con l’uscita di Orfea, il primo Eroe completamente originale del Nexus.

In tutto questo si espandono anche diversi concetti del Nexus. I Signori dei Reami non sono più regnanti che bisticciano per futili motivi, ma combattono fra loro per assicurarsi il controllo o la conquista delle Singolarità, “gemme” che contengono il potere del Reame e quindi fulcro del loro potere.

E il Nexus Oscuro, una versione estremamente crudele e distorta degli abitanti e viaggiatori del Nexus, sfruttato dal Signore dei Corvi per la sua campagna di conquista. Infine, vengono introdotti nuovi mondi paralleli: Neo Stormwind, una versione anime-mecha di Warcraft, la Landa Desolata palesemente ispirata a Mad Max, etc.

In sostanza, il piano del Signore dei Corvi è di sfruttare il Nexus Oscuro per conquistare e controllare più Reami possibili, in modo da poter contrastare una misteriosa forza esterna che minaccerebbe il Nexus. Per gli altri Eroi, compresa sua figlia Orfea, il fine non giustifica i mezzi e inizia uno scontro fra il Signore dei Corvi e il resto del Nexus.

Essenzialmente questo progetto serve a cercare di dare un’ulteriore dimensione a Heroes of the Storm, per cercare di renderlo un progetto più simile ai canoni di Blizzard e anche cercare di competere nel mercato dei MOBA.

Con il senno di poi, l’Ascesa del Signore dei Corvi non può essere definito di per sé un completo successo, ma neanche un fallimento. La storia che ha attraversato il progetto non si è dimostrata molto brillante e non è riuscita a superare il suo limite di pretesto. Allo stesso tempo, però, ha introdotto numerosi concetti interessanti e rafforzato l’identità di Heroes of the Storm come titolo a sé e non solo l’All Stars di Blizzard, ponendo le basi per ulteriori sviluppi.

Il futuro della storia di Heroes of the Storm

Archiviato il progetto del 2018, Heroes of the Storm subisce la scure del management. Il gioco non è riuscito a competere realmente con gli altri MOBA, soprattutto nel comparto Esport, e i risultati non sono in linea con quelli sperati.

La riorganizzazione di Heroes of the Storm, oltre ai ridotti aggiornamenti, porta anche alla cancellazione di qualsiasi progetto di espansione della storia del Nexus. Le basi poste dall’Ascesa del Signore dei Corvi rimangono quindi semplicemente un background, utile per la coesione del gioco ma non per molto altro.

Un indizio sulla fase successiva della storia si può ritrovare in Qhira, il secondo Eroe originale del Nexus. Infatti la cacciatrice di taglie arriva da un Reame completamente originale, Iresia, andato distrutto quando la sua Singolarità si è frantumata.

qhira heroes of the storm

È possibile che il 2019 di Heroes of the Storm esplorasse la storia di questo reame, culminando in un nuovo campo di battaglia dedicato, in un’evoluzione dell’evento precedente.

In realtà, non è escluso che in futuro avremo nuovi contenuti per la storia e la lore di Heroes of the Storm. Gli sviluppatori hanno più volte confermato che hanno ancora qualche Eroe originale del Nexus da presentare e questo porta inevitabilmente a nuovi dettagli, seppur minori.

In ogni caso, mai dire mai. Nel frattempo non possiamo far altro che continuare a picchiarci nel Nexus, per la gloria e sopravvivenza dei Signori dei Reami!

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