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Lo scorso luglio StarCraft II ha compiuto 10 anni e Blizzard ha festeggiato con un corposo aggiornamento, racconti brevi, ricordi esport e la War Chest Team League. A distanza di quasi due mesi però c’è ancora qualcosa che può essere mostrato, che riguarda il primo sviluppo di StarCraft II.

La redazione di PCGamer è stata invitata direttamente da Blizzard alla scoperta del suo Vault, dove sono custodite le reliquie della casa di sviluppo (nel 2018 avevamo avuto una sbirciata su Overwatch). Lì hanno potuto incontrare il Lead Artist Rob McNaughton e il Game Designer Matt Morris per una bella chiacchierata sui retroscena di StarCraft II. Di seguito trovate un riassunto delle curiosità emerse e una galleria di immagini mai viste prima.

  • Gli sviluppatori non hanno mai considerato la possibilità di rendere gli Xel’Naga una razza giocabile, anche perché sarebbero stati troppo potenti.
  • Gli Xel’Naga Keeper, visibili nella galleria sottostante, erano la prima versione di quello che poi sarebbero stati gli Ibridi: unità per rappresentare gli Xel’Naga sul campo di battaglia. Il concept è stato scartato perché ricordava troppo le unità Protoss.
  • È stato alluso che le Mutalische lancino i loro proiettili dall’orifizio rettale, proprio come un’unità terrestre da artiglieria Zerg che è stata scartata (visibile nella terza immagine della galleria, al centro della terza fila).
  • Un’altra unità Zerg scartata, la preferita di McNaughton, poteva radicarsi a terra e lanciare ragnatele per trascinare a terra le unità volanti.
  • Per quanto riguarda le meccaniche scartate, gli sviluppatori avevano provato a realizzare sia una mappa che si sarebbe allagata durante la partita, sia una composta da due livelli. Questa ultima idea sarebbe poi stata ripresa in Heroes of the Storm per le Miniere Infestate (NdR: purtroppo rimossa dalla rotazione da anni per via di bug e problemi di gameplay).
  • Fortunatamente pochi concept sono stati scartati del tutto, poiché gli sviluppatori utilizzavano la Campagna per le loro idee non adatte al multiplayer.
  • Argomento di discussione ricorrente tra i giocatori è la dimensione delle unità: com’è possibile che un Incrociatore sia solo poco più grande di un gruppo di Marine? Gli sviluppatori hanno effettivamente provato ad avere proporzioni più realistiche, ma bilanciamento e comodità del gameplay hanno prevalso.
  • L’enorme popolarità di StarCraft: Brood War in Corea del Sud (NdR: a riguardo c’è un bel documentario) ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo di StarCraft II. Gli sviluppatori consideravano l’accessibilità del secondo capitolo da chi venisse dal primo uno dei “pilastri” dello sviluppo.
  • Sicuramente non sorprenderà sapere che, nel 2000, il numero di giocatori sui server coreani di StarCraft superava di otto volte quella delle altre regioni.

Fonte: PCGamer

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