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Dischi di Norgannon, Vol.20: Ysera, la Sognatrice che si è risvegliata

Scritto da Lore is Magic - 12 Giugno 2022 alle 11:00

Inizia oggi un’avventura che ci accompagnerà verso l’uscita di Dragonflight, la nuova espansione di Wordl of Warcraft. Scopriamo di più sulla storia degli Aspetti dei Draghi, a partire dalla sorella più piccola ma non per questo meno importante. Protettrice dei sogni e degli Elfi della Notte, indissolubilmente legata al Sogno di Smeraldo e ai Druidi, ecco la storia di Ysera, la Sognatrice.

Gli anni della gioventù

Come tutti i grandi Aspetti, Ysera era inizialmente un proto-drago, e uno dei più intelligenti. Ciò nonostante, era comunque nata malata e più piccola di Alexstrasza e Dralad, gli unici due superstiti della sua covata. Normalmente, un esemplare così piccolo sarebbe stato ucciso dagli altri fratelli, ma la sorella maggiore si prese cura della giovane Ysera. Un giorno, mentre andavano a caccia di caribù, la giovane incontrò un altro suo simile, Malygos, convinto che lei e Alexstrasza avessero qualcosa a che fare con la morte del fratello. Ne scaturì un alterco che fu interrotto dall’arrivo di Galakrond, antenato ancestrale di tutti i membri della razza draconica. Colpiti e spaventati da questa apparizione, furono redarguiti da un orgoglioso proto-drago grigio, Neltharion, che li accusò di essere dei codardi.

Malygos, Ysera e Alexstrasza arrivarono ben presto a capire che era stato Galakrond a uccidere il fratello perduto, assieme a molti altri proto-draghi. Non solo: i corpi di questi ultimi si trasformarono in non morti, che i tre distrussero però facilmente. Si scoprì che Galakrond era ormai divorato da una fame insaziabile, che lo avrebbe portato a divorare ogni altro essere vivente per diventare sempre più potente. I draghi decisero di riunirsi per affrontare questa grave minaccia, sotto il comando dell’alpha Talonixa

Ysera in forma umanoide in TCG.
Ysera in forma umanoide in TCG.

La guerra contro Galakrond

Ysera, però, aveva visioni più pacifiche e credeva che un’altra via, di collaborazione e pace con Galakrond e i suoi ‘non-viventi’, avrebbe potuto essere percorribile. Inizialmente Coros, un altro proto-drago, sembrò supportare la giovane; Malygos però scoprì che si trattava di un diversivo per coprire la sua stessa adesione indisturbata all’esercito di Galakrond. Il potentissimo progenitore dei draghi aveva infatti iniziato a diffondere la sua oscura maledizione: uccidere e consumare i membri della sua specie per accrescere il proprio potere. Non solo: bastava una ferita o un morso dei ‘non-viventi’ per venire lentamente corrotti e trasformati in servi di Galakrond. Per ridurre i danni, Talonixa decise di intervenire drasticamente: prima finse di ascoltare le richieste di pace di Ysera, riunendo tutti i draghi contaminati in un canyon. Poi, lo distrusse, schiacciando e uccidendo ogni singolo esemplare prima ancora che potesse manifestare segni gravi di corruzione. In quest’occasione, Ysera notò che anche Malygos era stato morso: ma tenne l’informazione per sé.

Ysera, seppur sconvolta, iniziò a perseguire la pace con veemenza quasi fanatica le sue idee di pace, arrivando perfino a rifiutarsi fisicamente di combattere. Durante uno scontro, la giovane dragonessa cercò addirittura un incontro verbale con Galakrond: la sua vita venne salvata per il rotto della cuffia da Alexstrasza.

L’alleanza con Tyr

Un alleato inaspettato giunse all’orizzonte. Il Guardiano Tyr usò uno dei ‘non-viventi’ per attirare l’attenzione delle sorelle. Malygos le raggiunse e tentò di distruggere quell’essere, ma Ysera lo protesse e tentò addirittura di liberarlo. Un atto che di nuovo le sarebbe costato la vita, se Malygos non fosse intervenuto cedendo alla fame di carne. Ysera riuscì a ricondurlo alla ragione, e Tyr riuscì a guarirlo. Fu proprio il Guardiano a spingere per inseguire Galakrond, invece di essere sue prede, prendendo le parti dei proto-draghi. Col suo martello al fianco e un artefatto ottagonale con sé, scese in battaglia tentando di “assicurare loro un po’ di futuro”. Con l’artefatto, il Guardiano benedisse Alexstrasza, Malygos, Ysera e in un secondo momento Neltharion e un quinto compagno, Nozdormu.

Scendendo in battaglia, Tyr utilizzò la potenza del suo martello per frastornare l’enorme dragone, riuscendo anche a ferirlo. Nella foga, egli perse la sua arma. Tentando di recuperarla, Galakrond gli mozzò una mano con un morso, crescendo sempre più in forma e dimensione. Anche la sua mutazione si andò modificando, rendendolo sempre più simile a un drago vero e proprio. Provato dalla battaglia, Tyr infine perse conoscenza.

Alexstrasza, Malygos, Ysera, Nozdormu e Neltharion decisero di dover agire una volta per tutte. Sfruttando quanto fatto da Tyr, i cinque riuscirono a colpire il colosso, che nel frattempo aveva iniziato a divorare anche i suoi stessi ‘non-viventi’. Ysera e Nozdormu svilupparono un legame particolare in battaglia, mentre Malygos e Neltharion riuscirono a infliggere finalmente il colpo finale alla mostruosità alata.

La nascita dei Grandi Aspetti

La battaglia era vinta, ma il mondo aveva bisogno di protettori, di qualcuno che avrebbe preservato l’equilibrio e impedito a nuove minacce come Galakrond di distruggerlo. Fu così che i Guardiani compagni di Tyr proposero ai cinque proto-draghi di ricoprire questo ruolo. Ciascuno di essi ricevette un dono particolare da un Titano patrono. Ysera venne benedetta da Eonar con una porzione del potere della natura. La dragonessa cadde in una sorta di trance perenne, eternamente legata al Sogno della Creazione. 

Da allora in avanti, Ysera divenne la protettrice del Sogno di Smeraldo, dei boschi e della natura verdeggiante, e venne conosciuta da tutti come La Sognatrice.

Ysera la Sognatrice in Hearthstone.
Ysera la Sognatrice in Hearthstone.

Contro i Geloskorn

L’alleanza con Tyr e i Guardiani fu presto ripagata, durante la guerra contro il clan Geloskorn, dove il Guardiano combatteva al fianco dei terrigeni. Capendo che non ce l’avrebbero fatta da soli, Tyr chiamò in aiuto i Grandi Aspetti. Essi intervennero con tutta la loro potenza, mostrando per la prima volta al mondo di cosa erano capaci. Alexstrasza, Malygos e Neltharion utilizzarono i loro poteri per devastare l’esercito vrykul, ma l’incantesimo risolutivo fu tessuto da Ysera e Nozdormu.

I due riuscirono a creare una nebbia mistica che causò un sonno immediato ai titanoforgiati. Così, paralizzati, impossibilitati a muoversi, queste creature furono imprigionate in profonde tombe a nord di Nordania, senza mai poter conoscere i pacifici campi del Sogno di Smeraldo. Sarebbero rimasti lì prigionieri per eoni ed eoni.

La Guerra degli Antichi

Durante gli scontri che portarono alla Grande Separazione, un gravissimo tradimento si verificò tra le fila dei draghi. Neltharion, l’Aspetto della Terra, perse il senno. Utilizzando la paura che tutte le razze mortali nutrivano nei confronti dell’invasione demoniaca, convinse ogni singolo drago vivente a riversare parte della sua essenza in un’arma che avrebbero poi usato per sconfiggere la Legione. Quest’arma era l’Anima dei Draghi, passata poi alla storia come Anima dei Demoni. Anche gli Aspetti e Ysera cedettero parte del loro potere nella creazione di quest’arma.

Dopo il tradimento di Neltharion, ora conosciuto come Alamorte, e la sua momentanea ritirata, Ysera e gli altri Aspetti si concentrarono sulla guerra contro la Legione, riuscendo a vincerla. Alexstrasza piantò un seme dell’Albero Madre G’Hanir nel secondo Pozzo dell’Eternità creato da Illidan Grantempesta con le fiale d’acqua magica rubate al primo Pozzo. Da questo connubio nacque Nordrassil, l’Albero del Mondo, che Alexstrasza, Nozdormu e Ysera benedissero legandolo per sempre alla razza dei Kaldorei.

L’età moderna

Raramente gli Aspetti scesero più direttamente in battaglia dopo questi eventi. Uno dei principali problemi che Ysera dovette affrontare negli anni fu la crescente ascesa dell’Incubo di Smeraldo. Si tratta di una corruzione del Sogno dalle origini misteriose; si ritiene che sia riconducibile a Yogg-Saron, uno degli Dei Antichi imprigionato sotto Ulduar, a Nordania. Ysera negli anni combatté ferocemente gli emissari dell’Incubo, arrivando anche a perdere il suo consorte Eranikus. Questi diede infatti la vita per salvare Ysera, rimasta prigioniera nell’Incubo a causa di una trappola ben orchestrata da Lord Xavius. Dopo aver risolto questa crisi, Ysera benedisse Teldrassil, la nuova casa dei Kaldorei, e con essa il matrimonio tanto atteso tra Tyrande Soffiabrezza e Malfurion Grantempesta.

Ysera nella sua forma di elfo della notte, come appare nella camera mentale di Yogg-Saron.
Ysera nella sua forma di elfo della notte, come appare nella camera mentale di Yogg-Saron.

Il Cataclisma e l’Ora del Crepuscolo

Dopo questi eventi, Ysera ebbe delle visioni sconvolgenti sul futuro di Azeroth e sulla cosiddetta Ora del Crepuscolo, l’apocalisse profetizzata dai cultisti del Martello del Crepuscolo fedeli ora ad Alamorte, che avrebbe portato alla fine di tutta la vita su Azeroth. Per prevenire questo terribile avvenimento, Ysera – ora nota come La Risvegliata – contattò Thrall per affidargli il compito di ritrovare Nozdormu. Il Signore del Tempo si era infatti perso nei fiumi dello stesso, e solo con i suoi poteri si sarebbe potuta evitare la catastrofe. L’intuizione si rivelò giusta quando Thrall, unendosi alla battaglia per sconfiggere la mostruosità Chromatus, entrò in comunione con gli Aspetti per evocare il potere della Terra e sostituire l’ormai corrotto Neltharion.

Dopo il ritorno di Alamorte e il Cataclisma, Ysera si unì alle forze di Malfurion e Hamuul Totem Runico nella regione del Monte Hyjal, per proteggere Nordrassil dagli attacchi del signore elementale Ragnaros. Quest’ultimo si era unito ad Alamorte e aveva giurato di distruggere l’Albero del Mondo. Il suo legame con Thrall crebbe, e presenziò anche al matrimonio con Aggra. Ma la missione non era finita. 

Nozdormu tornò libero grazie a Thrall. Il Signore del Tempo comprese, grazie a una visione di Ysera, che l’unico modo per distruggere Alamorte una volta per tutte era usare un’antica arma: l’Anima dei Demoni, nella sua forma più pura, durante la Guerra degli Antichi.

Grazie a questo piano, gli eroi di Azeroth guidati dagli Aspetti e da Thrall riuscirono a recuperare il potente artefatto e a scatenarne i poteri contro Alamorte, che venne infine completamente distrutto. Alexstrasza comprese che aver scongiurato l’Ora del Crepuscolo segnava il completamento definitivo dello scopo degli Aspetti su Azeroth. Privi ormai dei loro antichi poteri, Ysera e gli altri divennero infine dei semplici mortali.

La fine del Sogno

L’Incubo di Smeraldo tornò a nuova forza durante la terza invasione della Legione Infuocata su Azeroth, corrompendo perfino Cenarius, figlio adottivo di Ysera e maestro di Malfurion. L’arcidruido, convinto che la Sognatrice potesse essere l’unica a intervenire per salvare il suo mentore, la convocò nelle Isole Disperse a Val’Sharah, una delle più antiche foreste Kaldorei. Ysera suggerì che, per salvare Cenarius, l’unica via fosse quella di utilizzare le Lacrime di Elune, un potente Pilastro della Creazione. Così, inviò degli avventurieri al Tempio di Elune per recuperare l’artefatto.

Ma tutto si rivelò essere un ardito piano di Xavius, tornato ancora a tormentare Malfurion e la sua genìa. Il signore dei satiri rubò le Lacrime e, senza di esse, Cenarius cadde nella corruzione completa. Cedendo alla rabbia, Malfurion lo inseguì con Ysera. Ma Xavius utilizzò la magia malvagia dell’Incubo per corrompere le Lacrime, trafiggendo la Sognatrice e trasformandola in una dragonessa d’incubo e facendo prigioniero Malfurion.

Xavius costrinse poi Tyrande a fare una scelta: correre a salvare Malfurion, oppure aiutare la difesa del Tempio di Elune, sotto attacco da Ysera corrotta e dalle forze dell’Incubo. A malincuore, l’Alta Sacerdotessa scelse con dolore di onorare il suo voto nei confronti della dea. Tornò al Tempio e imbracciò le armi contro la sua amica, mentore e compagna di un tempo, “l’essere più meraviglioso” che avesse mai visto… Infine uccidendola, per salvare centinaia di vite. Lo spirito di Ysera, assieme al suo corpo, furono purificati da Elune stessa che, manifestandosi nel cielo, abbracciò la sua figlia di smeraldo.

Più tardi, alla sconfitta di Xavius, il fantasma di Ysera passeggiava serenamente nelle verdeggianti foreste purificate del Sogno di Smeraldo. Ma per il grande Aspetto la Storia aveva in serbo ancora altro.

Il Risveglio

L’essenza vitale di Ysera arrivò infine a Selvarden come uno dei semibradi più preziosi, prima che l’Arbiter si bloccasse. Fu la Regina d’Inverno in persona a risvegliarla, seguendo le richieste di Lady Baccaluna e del guardiano Ara’lon. Nelle Terretetre, Ysera partecipò ad alcuni eventi centrali. Si deve a lei e a Shandris Piumaluna la salvezza di Tyrande dalla maledizione del Guerriero della Notte, che minacciava di consumare l’Alta Sacerdotessa. La dragonessa aveva infatti avuto delle visioni premonitrici: le anime dei Kaldorei torturate nella Fauce, Tyrande consumata dal desiderio di vendetta e la distruzione finale di Selvarden. Ysera partecipò attivamente alla difesa del regno, anche combattendo contro la minaccia dei Drust assieme alla Caccia Selvaggia, ad Ara’lon e al Calcafauce.

Ella fu anche una delle forze principali nell’attacco a Korthia contro le forze del Carceriere, alla ricerca del Sepolcro della Conoscenza. Grazie anche a Ysera, la congrega dei Silfi della Notte ritrovò pace e unità, tanto da poter riforgiare il Sigillo precedentemente rubato da Sylvanas con l’aiuto di Anduin corrotto dalla magia del Dominio.

Dopo la sconfitta del Carceriere, la Regina d’Inverno fece dono a Tyrande di un nuovo seme: le Lacrime delle Sorelle, rinato dalle Lacrime di Elune a simboleggiare il ritrovato legame tra l’Eterna e la dea sua sorella. Ysera percepì il legame del seme col Sogno, che lo rendeva un cruciale simbolo di equilibrio tra Vita e Morte. Un seme di speranza, da cui poter ricostruire e da dove i Kaldorei avrebbero potuto ricominciare. Ysera, ormai legata a Selvarden, decise però di lasciare che fosse sua figlia Merithra a guidare il popolo di Tyrande. Un giorno, forse, se Elune lo vorrà, le sue splendide ali di smeraldo torneranno a solcare i cieli di Azeroth… 

Ysera la Risvegliata, in-game screenshot.
Ysera la Risvegliata, in-game screenshot.

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