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Dischi di Norgannon, Vol.6: I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse

Scritto da Lore is Magic - 6 Dicembre 2020 alle 12:00

“Erano i quattro Cavalieri dell’Apocalisse, i più fidati luogotenenti della vita nella lotta contro la marea della non morte. […] Nello stesso momento in cui erano diventati Cavalieri dell’Apocalisse, avevano condiviso la preoccupazione di Mograine: la decisione di Bolvar di usare il potere del Re dei Lich per combattere contro la Legione, anche se si trattava di sfruttare solo una piccola parte del vero potenziale dell’Elmo, avrebbe potuto aprire una porta che non sarebbe stato più possibile richiudere.

Da ‘Cavalcheremo insieme’, di Robert Brooks

Quella dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse è una storia intessuta di blasfemia e giustizia, di dolore e morte, di rinascita e onore. Bolvar Domadraghi, il loro signore, è uno dei personaggi più importanti che ci accompagnano nelle Terretetre. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sui campioni della Spada d’Ebano.

L’eredità della Spada d’Ebano

I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse originali erano i comandanti senza scrupoli più alti in grado del Flagello, resuscitati da Kel’thuzad nel nome del Re dei Lich Arthas. Si trattava di quattro ex condottieri della Luce uccisi dai non morti e utilizzati dal potente lich per dimostrare la superiorità del Flagello sui suoi nemici, ritorcendo su di essi i migliori campioni esistenti.

Il Thane Korth’azz, Dama Blaumeux, Ser Zeliek e Alexandros Mograine – poi sostituito dal Barone Fieramorte – servirono per anni a Naxxramas, la necropoli volante che faceva da base al Flagello nelle Terre Infette. I Cavalieri si distinsero per le loro azioni spietate, ma non sono mai stati davvero responsabili di esse: si trattava più di burattini, annullati nella volontà del Re dei Lich. Prova ne sia la storia di Zeliek, rimasto anche nella non morte consapevole di sé stesso e della sua vita passata ma costretto contro la sua volontà a compiere le peggiori atrocità. Sconfiggerli definitivamente non fu facile e richiese lo sforzo congiunto di molti eroi.

Ma la storia dei Quattro Cavalieri non era destinata a finire così.

cavalieri dell'apocalisse
I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse originali

Cavalcheremo insieme

Durante la terza invasione della Legione Infuocata ad Azeroth, il nuovo Re dei Lich Bolvar Domadraghi scelse Darion Mograine come suo Campione e nuova guida dei Cavalieri della Spada d’Ebano. Questi fu incaricato di ricostruire i Quattro Cavalieri: se il Flagello doveva scendere in battaglia contro Sargeras, avrebbe avuto bisogno dei suoi migliori, storici e più grandi condottieri. Ma andava scelta una nuova formazione: quattro eredi che avrebbero riabilitato il nome dei Cavalieri della Morte. E che stavolta avrebbero cavalcato nel nome della giustizia.

Bolvar sussurrò nelle ombre il primo nome: il Generale Nazgrim. Un orco onorevole, uno dei migliori soldati dell’Orda, fedele al suo Capoguerra Garrosh Malogrido fino all’ultimo respiro. Si oppose infatti alla ribellione dei Lanciascura guidati da Vol’jin, e rimase ucciso durante l’assedio di Orgrimmar. Il Campione di Bolvar lo resuscitò dalla sua tomba, posta proprio fuori città.

Antichi guerrieri

Il secondo condottiero scelto dal Re dei Lich fu Thoras Cacciatroll. Grande guerriero e sovrano dell’umano Regno di Stormgarde, nonché uno dei fondatori dell’Alleanza di Lordaeron. Patto da cui si ritirò a seguito di vari diverbi con re Terenas. Alla fine fu Galen, suo figlio, a ucciderlo per appropriarsi del trono. Dopo essere stato resuscitato, Cacciatroll, per rimediare ai suoi fallimenti come Re e come padre, si convinse a combattere per la Spada d’Ebano. Anche il secondo Cavaliere fu così arruolato.

Venne così il turno di Sally Biancachioma. In vita, Sally fu una sacerdotessa della Luce che divenne Alto Inquisitore della Crociata Scarlatta. Sally incontrò la morte per mano di Lilian Voss e di alcuni eroi di Alleanza ed Orda, che arrivarono al Monastero Scarlatto per porre fine alla sua vita. Il Campione di Bolvar si recò alla sua tomba insieme a Thassarian, uno dei primi Cavalieri della Morte ad unirsi all’Alleanza, e resuscitò Sally. La morte l’aveva guarita dalla follia che l’aveva portata a perdere la vita, ma non le aveva tolto il suo grande spirito combattivo. Biancachioma accettò il dono di Mograine e del Re dei Lich controvoglia: dopo aver condotto un’eterna crociata contro il Flagello e i non morti, ironia volle che la donna si ritrovasse nella stessa condizione che aveva sempre odiato. Ma l’amore per la giustizia fu più forte del disgusto verso sé stessa.

Senza mostri, non esistono eroi

Tre dei quattro Cavalieri erano pronti a cavalcare ancora. Ma mancava loro un leader. Qualcuno che con carisma e potere potesse essere sia la loro guida che il tramite con il Re dei Lich. La scelta non fu priva di contestazioni.

Dalle profondità gelide del Trono di Ghiaccio, Bolvar decretò che questo leader dovesse essere il da poco caduto Gran Signore dei paladini della Mano d’Argento: Tirion Fordring. Una decisione che lasciò sgomento Darion Mograine. Questo poteva essere il limite oltre il quale per la Spada d’Ebano non ci poteva essere più redenzione. Resuscitare un campione della Luce come servitore del Flagello era qualcosa che Mograine più di tutti non poteva accettare. Ma, vincolato dal suo giuramento e dalla volontà del Re dei Lich, acconsentì.

Darion era convinto che la Mano d’Argento non avrebbe mai consegnato loro il corpo di Tirion. Quindi tentò di penetrare alla Cappella della Luce con la forza, alla guida dei tre cavalieri già resuscitati e di un piccolo gruppo di sottoposti. Giunti sul sacro suolo, molti paladini si frapposero fra lui e il corpo di Fordring: tra questi, soprattutto Maxwell Tyrosus e Dama Liadrin diedero una strenua resistenza. Ma poco può opporsi al potere della Morte stessa. Poche altre cose, se non la Luce stessa. Questa si manifestò nella cripta per proteggere il corpo del suo campione e scacciare gli abomini, i mostri che lo reclamavano.

I Quattro Cavalieri si confrontano con Maxwell Tyrosus
I Quattro Cavalieri si confrontano con Maxwell Tyrosus

Facciamo ciò che i vivi non possono

Fu in quel momento che l’abominio, il mostro Darion Mograine, Signore della Morte, compì l’estremo sacrificio. Aprì un portale della morte per consentire la fuga ai suoi compagni, devastati dal potere accecante della Luce. E nel farlo, rimase indietro. Fu colpito irrimediabilmente dall’energia sacra, ma Cacciatroll, Nazgrim e Biancachioma riuscirono a prendere il suo corpo nuovamente senza vita. Lo stesso Thoras dichiarò che, sebbene nella sua vita avesse visto innumerevoli battaglie, non aveva mai assistito ad un sacrificio simile.

La missione era fallita: ai Quattro Cavalieri mancava ancora un membro e un capo. Ma, in quel momento, il Re dei Lich parlò loro di nuovo. Dichiarò come Darion avesse sacrificato più di chiunque altro per la Spada d’Ebano. La morte, disse, ha significato solo per vivi, mentre non ha nessun potere sui Dannati. Il Quarto Cavaliere, il loro capo, si trovava proprio di fronte a loro.

Unendo le forze al Re dei Lich, Thoras, Nazgrim e Sally riportarono ancora una volta indietro Darion. I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse erano di nuovo riuniti.

Pronti a cavalcare assieme per la giustizia, per fare, ancora una volta, ciò che i vivi non possono.

nuovi cavalieri dell'apocalisse
I nuovi Quattro Cavalieri

Tutti serviranno

Dopo aver fatto fronte comune con gli altri Ordini per sconfiggere definitivamente la Legione Infuocata, i Cavalieri della Spada d’Ebano guidati dai Quattro Cavalieri tornarono alle loro consuete attività. Parteciparono attivamente alla Quarta Guerra in qualità di forze d’élite del Flagello e delle rispettive fazioni. Ma la vera prova giaceva più avanti, nascosta tra le ombre.

Fu il tradimento di Sylvanas Ventolesto a scatenare tutto. Il Re dei Lich lo aveva già percepito, ma senza capirne le vere motivazioni. Bolvar sapeva del potere crescente della Banshee e si aspettava un attacco al Trono di Ghiaccio per reclamare l’Elmo del Dominio. Per evitare che i suoi Quattro Cavalieri cadessero vittime del nuovo potere che Sylvanas avrebbe acquisito, orchestrò per settimane un piano che avrebbe portato Mograine, Nazgrim, Biancachioma e Cacciatroll a perdere lentamente la fiducia nel loro signore e nella sua capacità di tenere sotto controllo la presenza che gli sussurrava nella mente.

I Cavalieri caddero nella “trappola”. Darion stesso si convinse che il Re dei Lich stesse prendendo il sopravvento sullo spirito buono e sulla volontà ferrea di Bolvar. Di conseguenza, convinse anche i suoi commilitoni ad attaccarlo. Ma l’unico scopo di Domadraghi era quello di attirarli al Trono e farli intervenire in battaglia nel momento esatto in cui Sylvanas avrebbe messo le mani sull’Elmo per utilizzarlo. Questo avrebbe permesso ai Quattro di sfruttare la debolezza momentanea della Banshee che, di certo, sarebbe stata soverchiata dall’enormità di quel potere e non avrebbe ancora avuto la conoscenza per assoggettare la volontà dei Cavalieri. Una possibilità, un’unica possibilità, per porre fine alla sua minaccia una volta per tutte.

Ma Bolvar non aveva capito il vero piano di Sylvanas, né l’enormità del suo tradimento. E quando vide il cielo spaccarsi e andare in frantumi, sulla cima della Rocca della Corona di Ghiaccio, comprese di aver sottovalutato la sua rivale. E di aver bisogno, ancora una volta, che i suoi Quattro Cavalieri cavalcassero insieme.

Per la Rovina, e per la fine del Mondo.

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