A circa due mesi dal ritorno della BlizzCon, una dichiarazione di Jason Schreier ha riacceso le speculazioni sui progetti che Blizzard potrebbe presentare durante l’evento. Il 10 luglio, in un video sul proprio canale YouTube e in una parallela colonna su Bloomberg, Schreier è tornato sui licenziamenti Xbox, la cui seconda tranche, circa 1.600 posizioni, è già stata programmata per il 2027. Descrivendo il clima interno a Blizzard, ha aggiunto che ci sarebbero “un sacco di nuovi progetti in lavorazione, nuova roba in Diablo”, per poi citare esplicitamente il proprio libro Play Nice a proposito dello shooter di StarCraft di cui aveva già scritto.
La frase non costituisce una conferma del programma della BlizzCon, né implica che tutti questi progetti siano abbastanza avanzati da essere annunciati. Offre però una base per osservare cosa Blizzard ha già mostrato nel 2026, cosa è stato leakato e quali spazi restano vuoti nelle roadmap dei suoi franchise, a poco più di due mesi dalla convention del 12-13 settembre ad Anaheim, la prima edizione in presenza dal 2023.
Tra gennaio e febbraio Blizzard ha organizzato quattro showcase dedicati, uno per franchise, come parte delle celebrazioni per il 35° anniversario dell’azienda (fondata nel 1991): World of Warcraft il 29 gennaio, Overwatch il 4 febbraio, Hearthstone il 9 febbraio e Diablo, che nel 2026 celebra anche il proprio 30° anniversario, l’11 febbraio.
World of Warcraft
WoW è attualmente nell’espansione Midnight, uscita il 2 marzo 2026 come penultimo capitolo della Saga dell’Anima del Mondo, l’arco in tre parti annunciato per intero il 3 novembre 2023 a BlizzCon insieme a The War Within. Del capitolo conclusivo, The Last Titan, non si sa quindi pochissimo: fin dal 2023 Blizzard ha confermato che sarà ambientato a Nordania, che vedrà il ritorno dei Titani e che coinvolgerà una cospirazione che attraversa la storia di Azeroth. Quello che manca è tutto il resto: sistemi di gioco, zone, data d’uscita, persino una finestra temporale più precisa del generico “2027” circolato all’epoca dell’annuncio.
Non è però scontato che la BlizzCon 2026 sia la sede naturale per colmare queste lacune. Le ultime tre transizioni tra espansioni offrono un termine di paragone utile, e raccontano un progressivo accorciamento dei tempi. Tra l’uscita di Shadowlands e l’annuncio di Dragonflight sono passati circa 17 mesi, e in quel momento Shadowlands aveva già ricevuto la sua ultima patch di contenuti, la 9.2, da un paio di mesi: un annuncio arrivato quindi verso la fine del ciclo dell’espansione precedente. Il gap si è poi ridotto: tra l’uscita di Dragonflight e il reveal completo di The War Within a BlizzCon sono passati circa 11 mesi, con Dragonflight che si trovava solo alla patch 10.1.7, a ridosso dell’uscita della sua seconda grande patch di contenuti, la 10.2, non ancora alla fine del proprio ciclo. Lo stesso schema si è ripetuto per il passaggio successivo: tra l’uscita di The War Within e il reveal completo di Midnight, comprensivo di cinematic e gameplay e non solo del nome già noto dal 2023, sono trascorsi quasi esattamente 12 mesi, con The War Within arrivata da poco alla sua seconda patch di contenuti maggiore, la 11.2.
Applicando lo stesso intervallo, un reveal completo di The Last Titan cadrebbe tra gennaio e marzo 2027, non a questa BlizzCon: a settembre saranno passati poco più di sei mesi dal lancio di Midnight, la cui prima patch di contenuti maggiore, la 12.1, non è ancora uscita. Anche prendendo come riferimento il precedente più lento, quello di Shadowlands e Dragonflight, un annuncio a settembre risulterebbe comunque anticipato rispetto allo storico recente.
Resta però un elemento che va nella direzione opposta: durante lo State of Azeroth di gennaio, parlando proprio dei progetti più importanti del 2026, il team ha dichiarato esplicitamente di non poter scendere nei dettagli perché “gran parte di questi progetti includono degli spoiler della storia” che l’azienda vuole evitare di anticipare, chiudendo il discorso con un rimando diretto a “BlizzCon 2026”. Non è chiaro se questi progetti riguardino The Last Titan, Classic, o entrambi; ma se il precedente delle ultime tre transizioni vale anche per questa, è più probabile che a settembre arrivi un aggiornamento parziale, o al più un teaser, che non il reveal completo del capitolo conclusivo della saga.

Sul fronte Classic, il 3 giugno è entrata in vigore la Fase 5 di Mists of Pandaria Classic, con il raid Siege of Orgrimmar e la zona Timeless Isle. Non si tratta di una fase “considerata” conclusiva in senso vago: lo è nei fatti, perché rende disponibile l’ultimo contenuto che esisteva nell’espansione originale del 2013. Blizzard non ha comunicato alcuna prosecuzione, e la domanda su cosa arriverà dopo si divide in due ipotesi distinte.
La prima è quella di un vero “Classic+”, una versione del gioco arricchita con contenuti inediti anziché una semplice riedizione di un’espansione storica. A sostenerla ci sono tre elementi: il leak Camelot, individuato nei file di gioco da un dataminer di Wowhead; quanto riportato a maggio da BlizzPro, secondo cui Blizzard starebbe invitando content creator presso la propria sede per testare quello che potrebbe essere il prossimo capitolo di Classic; e un episodio avvenuto durante lo stesso State of Azeroth di gennaio, quando l’Executive Producer Holly Longdale, proprio mentre affrontava il segmento dedicato a Classic, ha iniziato a dire “sono davvero entusiasta di annunciare che…”, per poi essere interrotta ed evitare di completare la frase, rimandando tutto a un momento successivo, come riportato da GameSpot. Nessuno di questi tre elementi, singolarmente, costituisce una conferma; insieme, però, convergono nella stessa direzione.
La seconda ipotesi, più tradizionale, è che Classic prosegua semplicemente il proprio percorso passando a Warlords of Draenor. Qui le prove sono più deboli: un articolo Wowhead di inizio luglio segnala il ritrovamento, nei file di Mists of Pandaria Classic, della cavalcatura e del famiglio della Collector’s Edition di Warlords of Draenor del 2014, ma lo stesso pezzo chiarisce che questi asset potrebbero essere semplicemente residui del backport dalla patch originale 5.4.2, dato che risultano presenti nei file già da diverso tempo prima di questa segnalazione. Vale la pena ricordare che una discussione simile accompagnò a suo tempo anche il passaggio da Cataclysm a Mists of Pandaria, quando parte della community sosteneva che la progressione dovesse fermarsi a Cataclysm, considerata l’ultima espansione del “vecchio” Warcraft prima della svolta stilistica di Pandaria: Blizzard proseguì comunque. Non è una prova di ciò che accadrà con Warlords of Draenor, ma ridimensiona l’idea che fermarsi a Mists of Pandaria sia lo scenario di default solo perché più auspicato da una parte della community.
Non è invece prudente dedurre dalle parole di Schreier l’arrivo di un nuovo Warcraft strategico in tempo reale. Blizzard continua a utilizzare il marchio Warcraft attraverso World of Warcraft, Hearthstone e Warcraft Rumble, ma non sono emersi elementi solidi per sostenere che un nuovo RTS sia vicino alla presentazione.
Diablo
Diablo è l’unico franchise che Schreier nomina esplicitamente, e nel 2026 è anche quello con più contenuto già pubblicato. Il 30° anniversario della saga è stato celebrato l’11 febbraio con lo Spotlight dedicato, che ha coinvolto contemporaneamente i tre titoli attivi: la nuova classe dello Stregone, annunciata come filo conduttore dell’anniversario, è arrivata su Diablo II: Resurrected con l’espansione Reign of the Warlock, su Diablo IV come seconda classe di Lord of Hatred (dopo il Paladino), e infine su Diablo Immortal il 17 giugno con l’aggiornamento Bloodied Jewel, che ha aggiunto la zona di Lut Gholein e il ritorno di Andariel come antagonista.

Alla BlizzCon, Lord of Hatred avrà quasi cinque mesi di vita: Blizzard potrà quindi discutere le stagioni successive e il futuro del gioco oltre la conclusione dell’attuale arco narrativo, dato che il ciclo stagionale non si è fermato con l’espansione. Schreier ha parlato genericamente di “new stuff in Diablo”, una formulazione ampia che può comprendere contenuti per Diablo IV, aggiornamenti dei titoli precedenti o progetti separati: non è quindi automatico ridurre le sue parole alla sola terza espansione di Diablo IV. Un’anticipazione del prossimo grande capitolo è plausibile, ma sarebbe prematuro darla per certa già a pochi mesi da Lord of Hatred: più che una presentazione completa con meccaniche di gameplay, lo scenario più realistico è un teaser trailer che confermi l’esistenza della terza espansione senza scendere nei dettagli, oppure Blizzard potrebbe limitarsi a delineare il supporto 2027 o anticipare il prossimo arco narrativo senza titolo né data.
C’è infine un elemento distinto da questo quadro: un’inserzione di lavoro per un progetto Diablo non annunciato, segnalata pochi giorni fa da Gameranx nel contesto del post-riassetto Xbox, senza alcun dettaglio sulla sua natura. Trattandosi di posizioni aperte di recente, è improbabile che porti a una rivelazione completa già a settembre. Un remake del primo Diablo resta tra le richieste più frequenti della community, ma non ci sono fonti sufficientemente affidabili per trattarlo come un annuncio probabile.
StarCraft
Su StarCraft il numero di iniziative verificabili è il più alto tra tutti i franchise Blizzard, ed è anche il franchise su cui pesa il rumor più esplicito per un reveal a BlizzCon. Parliamo del rumor che vede l’arrivo di un titolo sparatutto ambientato nell’universo di StarCraft. La storia dei tentativi di realizzare uno sparatutto comincia con StarCraft: Ghost, annunciato nel 2002 e mai uscito: lo sviluppo si fermò nel 2006, ma la cancellazione fu confermata ufficialmente solo nel 2014. Un secondo tentativo, Project Ares, diretto da Dustin Browder, entrò in sviluppo nel 2017 e venne cancellato nel 2019 per spostare risorse su Diablo IV e Overwatch 2, come riportato all’epoca in esclusiva da Kotaku.

Il terzo tentativo, quello richiamato da Schreier nel video, nacque nel 2024 dai resti del team di Odyssey, il survival cancellato a gennaio dello stesso anno: parte dello staff rimase con il veterano Dan Hay, ex direttore del franchise Far Cry in Ubisoft, per sviluppare un nuovo progetto StarCraft. Jez Corden di Windows Central ha poi riferito di aver ricevuto conferme indipendenti sul progetto, indicando proprio BlizzCon 2026 come il luogo più plausibile per la sua presentazione. Nei mesi successivi sono emersi annunci di lavoro per uno shooter AAA open world sviluppato con Unreal Engine 5, con requisiti su fisica dei veicoli, e ripubblicati ancora il 22 giugno 2026; questi annunci non dimostrano da soli che appartengano a StarCraft, ma risultano coerenti con le indiscrezioni precedenti. Un ulteriore indizio riguarda l’arrivo in Blizzard, da gennaio 2026, di Drew Murray, ex design director di The Initiative e Insomniac Games: secondo Corden, Murray sarebbe stato assegnato proprio allo shooter di StarCraft, pur senza conferma definitiva. Lo stesso Corden ha aggiunto di aver visto materiale di un build in sviluppo con una direzione artistica più vicina ai cinematic di StarCraft II che a Overwatch, e che Blizzard avrebbe già inserito StarCraft tra i “pilastri” chiave del proprio merchandising promozionale per BlizzCon.
Esiste una seconda pista, distinta e parallela: nell’aprile 2025 il quotidiano coreano MTN ha riportato che Nexon si è aggiudicata i diritti per sviluppare nuovi titoli StarCraft dopo una gara competitiva con altre aziende coreane, tra cui NCSoft e Netmarble. A febbraio 2026 il quotidiano economico coreano DNews ha aggiunto che la divisione shooter di Nexon avrebbe avviato lo sviluppo su vasta scala. Nexon non ha mai confermato quale titolo sia coinvolto, e non è possibile stabilire con certezza se si tratti dello stesso progetto di Dan Hay, di un’iniziativa distinta o di una collaborazione commerciale ancora preliminare; lo stesso Schreier ha indicato che i due progetti sono probabilmente separati. C’è infine l’accordo con Archon Studio, annunciato nel marzo 2025, per un gioco di miniature StarCraft in uscita nel 2026.
Resta invece debole l’ipotesi di uno StarCraft III vero e proprio: le informazioni disponibili parlano specificamente di uno shooter, non di un nuovo strategico in tempo reale, e trasformare il ritorno del franchise nella conferma di un seguito tradizionale andrebbe oltre quanto le fonti permettono di affermare.
Hearthstone
Hearthstone segue da anni un calendario di tre espansioni all’anno: per il 2026 (l’Anno dello Scarabeo) abbiamo CATACLISMA il 17 marzo, Fuga dalla Fortezza Violacea il 7 luglio, e una terza di cui ancora non sappiamo nulla. A differenza di The Last Titan per World of Warcraft, qui non serve ricostruire un pattern storico per stimare la probabilità di un annuncio a settembre: è la stessa Blizzard ad averlo confermato come tappa del calendario.

A questo però dobbiamo aggiungere un importante teaser. Durante la presentazione dell’Anno dello Scarabeo, il game director Tyler Bielman ha lasciato un indizio scherzoso sulla natura della “grande novità” promessa per BlizzCon, dicendo che avrebbe fatto rima con “ipotenusa” salvo poi ammettere che si trattava di un depistaggio. Tutti i giocatori hanno pensato subito che si trattasse dell’arrivo di una nuova classe, magari il Monaco, ma poi sono arrivate nuove informazioni.
Nel 2026, invece che 3 mini-set misti tra una espansione e l’altra, sono previsti 12 set di classe a fronte di 11 classi attualmente in gioco. A gettare una doccia fredda sulle speculazioni dei giocatori però ci ha pensato Nathan Lyons-Smith, che più di recente ha dichiarato che il Cavaliere della Morte riceverà due set di classe per venire incontro alle sue attuali restrizioni di deckbuilding (basate sulle Rune) che le altre classi non hanno.
Questo non elimina totalmente la possibilità di una nuova classe alla BlizzCon, ma questo ci deve far riconsiderare altre opzioni.
In una intervista su PSU, Lyons-Smith, interrogato sulla storica assenza di Hearthstone da console e dispositivi handheld, ha aggiunto che “in futuro, esplorando console e dispositivi portatili, probabilmente andremmo il più ampio possibile”, sottolineando come Microsoft sia molto più orientata a rendere i propri giochi disponibili su ogni piattaforma rispetto alla precedente gestione Activision, secondo quanto riportato da PlayStation Universe. Anche qui, però, non ha collegato esplicitamente la dichiarazione alla “grande novità” di BlizzCon: resta una pista secondaria, meno in linea con le sue stesse parole su “modalità e contenuti” rispetto a un possibile porting su nuove piattaforme. Non ci sono invece riscontri affidabili su un seguito o su un gioco autonomo legato al franchise.
Overwatch
Overwatch arriva a BlizzCon dopo uno dei cambiamenti più rilevanti della propria storia recente: il 10 febbraio 2026 Blizzard ha rimosso il “2” dal nome, riorganizzato la struttura stagionale nell’arco narrativo annuale “Il Regno di Talon” e introdotto contemporaneamente cinque nuovi eroi. Il gioco è quindi già entrato in una nuova fase, ed è difficile che la convention serva a presentare un altro rilancio delle stesse dimensioni. Più probabile è l’annuncio della roadmap 2027, con nuovi eroi, mappe ed evoluzioni della modalità Stadium: secondo la roadmap 2026 già presentata a febbraio, la Stagione 4, con un nuovo eroe, è comunque programmata per uscire proprio in concomitanza con BlizzCon, con “ulteriori contenuti” ancora non specificati. Dato che “Il Regno di Talon” è stato costruito esplicitamente come arco narrativo annuale per coprire tutto il 2026, è ragionevole aspettarsi che BlizzCon venga usata per annunciare il prossimo arco che coprirà il 2027, seguendo lo stesso schema.

Distinto dal gioco principale è Overwatch Rush, lo spin-off mobile 4v4 annunciato il 24 febbraio 2026 e sviluppato, secondo quanto dichiarato ufficialmente da Blizzard, da un team interno dedicato e separato da Team 4 (il gruppo che lavora al gioco principale), con distribuzione in Corea del Sud e Giappone affidata a Nexon nell’ambito dello stesso accordo che coinvolge StarCraft. La prima fase di test regionali, limitata al solo Android in Filippine, è partita il 27 febbraio con un roster iniziale di almeno dodici eroi (tra cui Reinhardt, Tracer, Genji, Mercy, Reaper e Brigitte) sulla mappa di Busan adattata alla visuale dall’alto, ed è terminata il 19 aprile; Blizzard non ha ancora comunicato ulteriori fasi di test né una finestra di lancio.
Heroes of the Storm e Warcraft Rumble
Blizzard classifica ufficialmente sia Heroes of the Storm sia Warcraft Rumble, insieme a StarCraft II, come titoli in “modalità manutenzione”, supportati solo con patch di manutenzione: il gioco continua comunque a ricevere aggiornamenti regolari, compresa una revisione importante di Arthas ad aprile. Per BlizzCon 2026 è stato confermato il Blizzard Classic Cup, torneo esport che include StarCraft: Remastered, StarCraft II, Warcraft III: Reforged ed Heroes of the Storm, quest’ultimo di ritorno a un evento Blizzard dopo anni di assenza. Non è un segnale di ripresa dello sviluppo, ma è bastato a riaccendere le speculazioni della community su un possibile rilancio, per ora senza alcuna conferma in tal senso. Anche Warcraft Rumble resta formalmente attivo, ma senza indizi su un ruolo rilevante nella cerimonia principale.
Progetti minori e nuova IP
Nell’agosto 2024, Windows Central aveva riportato la formazione di un nuovo team interno a Blizzard, composto in gran parte da dipendenti provenienti da King (lo studio di Candy Crush, entrato nel gruppo con l’acquisizione di Activision Blizzard), dedicato a produzioni più piccole basate su proprietà intellettuali come Warcraft, StarCraft e Overwatch. È un’informazione precedente di quasi due anni rispetto alle parole di Schreier, ma aiuta a spiegare perché il giornalista parli di “un sacco” di progetti anziché di pochi grandi giochi: non sappiamo però quali franchise siano stati effettivamente scelti né quanti prototipi abbiano superato la fase iniziale, e non c’è base sufficiente per attribuire a questo team un annuncio specifico.

Ancora meno prevedibile è l’ipotesi di una proprietà intellettuale del tutto nuova. Blizzard ha cancellato nel 2024 il survival Odyssey e da allora la comunicazione pubblica si è concentrata sulla valorizzazione dei marchi esistenti. Già nell’aprile 2024, prima ancora della cancellazione di Odyssey, Shacknews aveva segnalato una serie di inserzioni di lavoro per un progetto non annunciato con ruoli generici come narrative director e creative director, compatibili con una IP originale ma anche con lo stesso progetto poi ricondotto a StarCraft. Le parole di Schreier non escludono una nuova IP, ma i suoi riferimenti specifici restano Diablo e StarCraft: resta lo scenario meno sostenuto da prove dirette tra quelli passati in rassegna in questo articolo.
Conclusioni: cosa aspettarsi
Sulla base delle informazioni disponibili, lo shooter di StarCraft è il candidato più credibile per un grande annuncio a BlizzCon 2026, sostenuto da più fonti indipendenti e dall’arrivo di personale con curriculum rilevante. Su World of Warcraft il quadro è duplice. Su The Last Titan, applicando il ritmo delle ultime tre transizioni tra espansioni, un reveal completo non è atteso prima di inizio 2027: più probabile un aggiornamento parziale o un teaser, nonostante lo stesso team abbia lasciato intendere che qualcosa sui progetti 2026 verrà mostrato solo a settembre. Su Classic, invece, la partita è tra due ipotesi contrapposte, Classic+ e l’avanzata a Warlords of Draenor, con più indizi indipendenti a sostegno della prima ma nessuna conferma per nessuna delle due.
Diablo dovrebbe occupare uno spazio importante attraverso la roadmap successiva a Lord of Hatred, con un teaser più probabile di un reveal completo. Su Hearthstone il quadro è più articolato di quanto sembri a prima vista: la terza espansione dell’anno è stata esplicitamente promessa per BlizzCon, ma il punto interrogativo più grande riguarda la “grande novità” annunciata a parte, che potrebbe tradursi in una nuova classe (il Monaco, secondo la teoria più diffusa tra i fan dopo il primo teaser dell’anno), in un secondo class set per il Cavaliere della Morte che spiegherebbe la stessa discrepanza senza bisogno di una dodicesima classe, o in un annuncio legato alle console, pista aperta dallo stesso Lyons-Smith ma mai confermata esplicitamente. Overwatch dovrebbe muoversi su due binari paralleli: la prosecuzione naturale del proprio ciclo narrativo, verosimilmente con l’annuncio di un nuovo arco per il 2027, e un chiarimento sullo stato di Overwatch Rush dopo mesi di silenzio successivi al primo test regionale. Heroes of the Storm, pur restando in modalità manutenzione, torna quantomeno a comparire in un evento Blizzard con il Classic Cup.
La vera incognita riguarda i progetti minori legati al team ex-King: è lì, tra espansioni, produzioni mobile ed eventuali revival del catalogo storico, che le parole di Schreier potrebbero trovare il riscontro più ampio, senza che sia oggi possibile attribuire loro un nome preciso. L’ipotesi di una IP del tutto nuova, distinta da quel team, resta invece lo scenario meno sostenuto da prove dirette tra quelli passati in rassegna in questo articolo.

