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J. Allen Brack: Blizzard sta lavorando a più titoli di quanto abbia mai fatto

Scritto da MasterRedz 16 Maggio 2019

Forbes ha avuto l’occasione di intervistare il presidente di Blizzard J. Allen Brack, succeduto a Mike Morhaime l’anno scorso, sullo stato attuale dell’azienda e sul suo futuro.

Brack ha risposto a molte domande di Forbes, ma non a quelle a proposito dei licenziamenti di inizio anno e su quanta influenza ora Activision abbia sul lavoro quotidiano della casa di Irvine.

Proprio parlando del passaggio di consegne, Mike Morhaime è rimasto in Blizzard fino a un paio di settimane fa, con un ruolo di consulente per aiutare Brack nella transizione. In ogni caso, i valori fondanti dell’azienda rimarranno gli stessi, così come la cultura incentrata sullo sviluppo che la ha sempre contraddistinta. Secondo il neo-presidente, la prova di questo è la presenza di sviluppatori veterani ai vertici di Blizzard, una chiara indicazione della direzione che si vuole mantenere.

Il presidente di Blizzard, J. Allen Brack

Se per quanto riguarda i valori le cose sono rimaste più o meno le stesse, invece a livello produttivo le cose sono cambiate, e molto. Brack non è entrato nei dettagli, ma si possono immaginare: una programmazione più serrata di nuovi titoli, anche mobile, e una produzione più efficiente e rinforzata per ogni titolo in lavorazione. Proprio su questo, Brack dice che “in questo momento abbiamo più titoli in sviluppo di quanti ce ne siano mai stati in tutta la storia di Blizzard“. E forse è sempre stata la quantità il punto debole di Blizzard, ma il presidente ribadisce che “non ha senso produrre più giochi se non siamo in grado di raggiungere i nostri standard”.

Un altro aspetto che è cambiato è la gestione del progetto: ci si vuole assicurare che tutti questi titoli non diventino vaporware, materiale da riciclo, come accaduto per StarCraft: Ghost e Titan. Inoltre, questi progetti non ancora annunciati sono in sviluppo per molte piattaforme, dal PC al mobile passando per le console e il VR.

Passando a Diablo Immortal, capitolo mobile della saga di cui al momento non abbiamo novità, Brack ha dichiarato che, sebbene capisca la delusione dei fan, il mobile è solo un’altra piattaforma su cui c’è una grande richiesta di titoli di qualità e Blizzard vuole provvedere.

Diablo Immortal è stato programmato da NetEase, ma il suo nucleo è Blizzard al 100%.

Sempre a questo proposito, Brack elabora sulla partnership con NetEase, che è iniziata oltre 10 anni fa proprio in relazione ai valori fondanti e che ha sempre prodotto grandi risultati. Interrogato sulla monetizzazione del gioco, glissa e dichiara che avrà un modello economico che rispecchia quelli di altri giochi Blizzard, senza però specificare ulteriormente. In particolare, sullo sviluppo di Diablo Immortal, Brack elenca ciò di cui si è occupata Blizzard: gameplay, storia, monetizzazione, guida artistica e altre idee.

Insomma, NetEase avrebbe solo fatto da outsource per la programmazione di tutto questo. E non sarebbe la prima volta: ad esempio, anche gran parte del lavoro “vero” di StarCraft: Remastered è stato svolto fuori dagli uffici di Blizzard. Ma questo, specifica Brack, non significa che ci saranno partnership con altri studi in futuro.

Per quanto riguarda WoW Classic, il presidente non sa cosa aspettarsi: prevedono che i fan abbiano un grande interesse al lancio, ma non sanno se effettivamente tutto questo potrà durare per un supporto verso altri tipi di “legacy”, come Burning Crusade o WotLK. Dipenderà tutto dal successo e dalla fattibilità del progetto.

Infine, Brack ha discusso anche dell’assenza di Blizzard alla gamescom 2019 e ha ribadito che, sebbene sia una fiera importante, preferiscono concentrarsi sullo sviluppo per poi presentare i risultati alla BlizzCon 2019 e in futuro.

Cosa ne pensate di questa intervista? J. Allen Brack ha iniziato bene il suo percorso da presidente di Blizzard?

Fonte: Forbes

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