Copertina

Senza il controllo del suo padrone, l’irrequieto Flagello sarà una minaccia ancor più grave per questo mondo. Occorre mantenere il controllo. Ci dovrà sempre essere…un Re dei Lich.

Fantasma di Re Terenas II

Il Re dei Lich, uno dei personaggi più iconici ed amati di World of Warcraft, ha avuto nel corso del tempo numerose trasformazioni e diverse incarnazioni. In questa seconda parte narreremo la storia dell’entità Re dei Lich dalla sua fusione con il Principe Arthas Menethil fino al filmato introduttivo di Shadowlands.

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Creato dalla Legione Infuocata infondendo lo spirito di Ner’zhul in un’armatura, il Re dei Lich aveva dapprima servito i suoi padroni, portando la non-morte su Azeroth. Successivamente, complottando contro di essi nel tentativo di liberarsi dal loro controllo, era riuscito a fare del Principe di Lordaeron il suo Campione. Infine, nel disperato tentativo di non essere distrutto aveva spinto il suo Campione a fondersi con lui, diventando una cosa sola.

Il video di Cadun con il finale della storia di Warcraft 3: The Frozen Throne

Risveglio

Dopo la fusione con il Cavaliere della Morte Arthas Menethil, il Re dei Lich si addormentò. Bloccato nel Trono di Ghiaccio, il Signore del Flagello rimase telepaticamente in contatto con i suoi servitori. Egli rimase dormiente per gli anni successivi mentre le tempeste ghiacciate attraversavano Nordania, in questo lungo periodo i suoi servitori edificarono Rocca della Corona di Ghiaccio, inglobando il Trono Ghiacciato.
Nei suoi anni di sonno il Re dei Lich sognò. Nei suoi sogni si manifestavano le varie personalità che componevano il suo essere: il Cavaliere della Morte Arthas Menethil, l’Orco sciamano Ner’zhul e Matthias Lehner. Quest’ultimo era la personificazione di quelle che rimaneva dell’umanità del Principe Arthas. Queste tre personalità combattevano per influenzare e controllare l’intera entità.
Nel corso degli anni queste personalità si confrontarono di continuo fino a quando lo spirito di Arthas non sopraffece sia Matthias che Ner’zhul, diventando di fatto la sola personalità del Re dei Lich. Questo trionfo interruppe il sogno del Signore del Flagello.

Al suo risveglio, il Re dei Lich eliminò l’ultima parte di sé che ancora lo rendeva un’essere umano, capace di provare paura e dolore. Eliminato il suo cuore egli era ora senza paura, incapace di provare rimorso o dolore. Egli viaggiò fino alla Fossa di Sindragosa, una piana ove giacciono gli scheletri dei draghi. Qui, grazie al potere di Gelidanima, il Re dei Lich rianimò Sindragosa, la prima consorte di Malygos, l’Aspetto Draconico della Magia. Ora la dragonessa, rianimata come Dragone del Gelo, era sotto il controllo del Signore del Flagello.
Durante il suo lungo sonno, i suoi servitori non erano rimasti inerti e altri Cavalieri della Morte vennero rianimati ed addestrati. Quando il Re si risvegliò ordinò a questi temibili Cavalieri di marciare verso la Cappella della Luce. Il suo obiettivo era quello di rianimare la moltitudine di eroi dell’Alleanza che erano seppelliti in quel luogo, e al contempo, reclamare quelle terre per il Flagello.

Nel frattempo, le capitali dell’Alleanza e dell’Orda ricevettero delle misteriose consegne di grano, gli abitati che se ne cibavano diventavano dei Ghoul assetati di sangue, se non venivano trattati dai membri dell’Alba d’Argento. Con le città principali in preda al caos, delle Necropoli volanti fecero la loro apparizione nei cieli, dando il via ad una seconda invasione da parte del Flagello, con l’ausilio di Abomini e Dragoni del Gelo. L’invasione fu prontamente fermata da parte degli eroi di entrambe le fazioni. Questi attacchi avevano uno scopo ben preciso, indurre Orda e Alleanza a mandare i propri eroi nelle lande ghiacciate del nord. Qui il Re dei Lich avrebbe tentato di corromperli e utilizzare la loro forza contro il loro stesso popolo. Esattamente come aveva fatto anni prima con Arthas.

Il filmato di apertura dell’espansione Wrath of the Lich King di World of Warcraft

La battaglia per la Cappella della Luce

Non contento di attirare in trappola i Campioni di Orda e Alleanza, il Re dei Lich era deciso ad eliminare la presenza anti Flagello nelle Terre Infette. A questo scopo creò un nuovo ordine di Cavalieri della Morte, guidati da Darion Mograine; egli, accompagnato da alcune val’kyr, e con il supporto della fortezza volante di Acherus, guidò l’assalto alla base della Crociata Scarlatta.

Durante questa campagna, il Signore del Flagello, alimentato dalla distruzione della Crociata, si preparò ad attaccare la Cappella della Luce per eliminare definitivamente la Crociata d’Argento. Nonostante la superiorità numerica schiacciante, il Flagello venne sconfitto, grazie anche all’intervento di Tirion Fordring. Durante la battaglia, la lama brandita da Mograine, una versione corrotta di Brandicenere, si rivoltò contro il suo possessore. Lo stesso Alexandros, padre di Darion, apparve come spirito mostrando alcuni ricordi al figlio. In quel momento, il Re dei Lich scese in campo e imprigionò l’anima dell’ex portatore di Brandicenere all’interno della sua lama runica, Gelidanima.

Con i Cavalieri della Morte sconfitti e il suo nemico allo scoperto, il Re dei Lich rivelò che il suo vero piano era quello di attirare Tirion, anche a costo di sacrificare tutti i suoi cavalieri. Lo scontro sembrava in apparenza vinto proprio dal Signore del Flagello ma, resosi conto di essere stato usato e tradito dal suo padrone, Darion lo attaccò. L’attacco di per sé non servì a nulla e il Re dei Lich sopprafece facilmente il Cavaliere. Tuttavia, Darion lanciò la sua spada corrotta verso Fordring, permettendo a questa di essere purificata e tornare al suo antico splendore. Grazie ad essa, il paladino riuscì a liberarsi dalla presa del Re dei Lich e a contrattaccare. Il Signore del Flagello fu così costretto a ritirarsi, promettendo che il prossimo scontro non sarebbe avvenuto su terreno consacrato dalla Luce. Questi eventi diedero vita a due nuove fazioni, la Crociata d’Argento e i Cavalieri della Spada d’Ebano. La prima, nata dalla fusione dell’Alba d’Argento e della Mano d’Argento, mentre la seconda rappresentante i Cavalieri della Morte traditi dal Re dei Lich.

La conquista di Nordania e il Cancello dell’Ira

Fin dall’inizio della guerra contro il Re dei Lich, le forze dell’Alleanza e dell’Orda avevano lanciato massicce e separate invasioni nel continente di Nordania. Con l’obiettivo di porre fine alla minaccia del Flagello, entrambe le fazioni erano riuscite a stabilire dei punti d’appoggio su entrambe le estremità del continente, prima di spingersi gradualmente più all’interno. Sebbene nessuna delle due fazioni si fidasse pienamente dell’altra, entrambe acconsentirono a una tregua generale quando i rispettivi eserciti si riunirono a Dracombra, davanti all’imponente Angrathar, il Cancello dell’Ira.

Il filmato della battaglia al Cancello dell’Ira, rimasterizzata da IKedit

Qui, guidati da Bolvar Domadraghi e dal figlio di Faucisaure, i due eserciti iniziarono l’assedio al Cancello dell’Ira. Proprio in quel momento, lo stesso Re dei Lich scese in campo, uccidendo con facilità Faucisaure. Prima che potesse ingaggiare battaglia con Domadraghi, il Gran Speziale Putress, il capo degli Speziali dei Reietti, tradì l’Orda e fece lanciare la sua nuova Piaga sul campo di battaglia. Questa nuova versione della Piaga era progettata per avere effetto sia sui viventi che sui non-morti. Lo spargimento di questa Piaga sterminò la maggior parte delle forze presenti, fossero esse dell’Orda, dell’Alleanza o del Flagello; tra i caduti vi fu anche Domadraghi. In quel momento, lo stormo dei Draghi Rossi arrivò sul posto, attaccando con il loro fuoco la zona infestata dalla piaga. Il Re dei Lich fu costretto a ritirarsi così come le poche forze rimaste, le quali tradite dallo Speziale diedero l’assalto alla città di Sepulcra. Il tradimento di Putress incrinò i già deboli rapporti di fiducia tra Alleanza e Orda.

La caduta del Re dei Lich

Intanto, Tirion Fordring e la Crociata d’Argento stabilirono un campo base nella parte nord-est della Corona di Ghiaccio e fu proprio qui che si svolse il Torneo d’Argento. Lo scopo di questo torneo era quello di selezionare i migliori combattenti di Orda e Alleanza, per creare una piccola forza di spedizione in grado di assaltare la Rocca della Corona di Ghiaccio. Tentare l’assalto in massa avrebbe solo portato alla perdita di innumerevoli vite. Perdite che avrebbero rafforzato le già grosse linee del Flagello.

Il Torneo si svolse non senza momenti di tensione tra Orda e Alleanza e con un risvolto inaspettato. Nel mezzo della competizione, lo stesso Re dei Lich apparve nell’arena e con un colpo di mano ne fece crollare il pavimento. Infatti, tutta Nordania si regge sopra le gallerie dell’antico Impero Nerubiano. I campioni presenti nell’arena caddero all’interno di queste gallerie, nelle quali dovettero affrontare uno dei servi più fedeli del Signore del Flagello: Anub’arak, il Signore delle Cripte.

Nel frattempo, alcuni agenti segreti riportarono di aver scoperto l’accesso alle sale private del Re dei Lich: Jaina Marefiero guidò gli avventurieri dell’Alleanza, mentre Sylvanas Ventolesto guidò gli avventurieri dell’Orda, all’interno delle Sale dei Riflessi. Mentre Jaina sperava di trovare una piccola traccia di Arthas non ancora distrutta dal Re dei Lich, Sylvanas pianificava di superare di nascosto tutte le difese del Re dei Lich mentre era occupato a respingere l’assalto delle forze di Azeroth, ed in tal modo ottenere la sua vendetta. Una volta dentro, scoprirono che il Re dei Lich aveva lasciato Gelidanima incustodita all’interno delle Sale dei Riflessi. Sia Jaina che Sylvanas tentarono di parlare con gli spiriti della lama nel tentativo di trovare la debolezza del Re dei Lich, ed entrambe furono accolte dallo spirito di Uther. Egli avvertì entrambe che il Re dei Lich poteva vedere ciò che Gelidanima vedeva, infatti il Signore del Flagello si stava recando in quel luogo. Inoltre, il paladino avvertì le due che l’essenza di Arthas era solo una flebile presenza nella personalità del Re dei Lich, e che per distruggerlo, doveva essere ucciso nel luogo dove Arthas si era fuso con Ner’zhul, in cima al Trono di Ghiaccio. Infine, Uther rivelò che dopo che il Re dei Lich fosse stato ucciso, qualcuno avrebbe dovuto prendere il suo posto; senza un padrone che li tenga sotto controllo, i vasti eserciti del Flagello sciamerebbero indiscriminatamente su Azeroth. La fuga dalle Sale dei Riflessi fu complessa e pericolosa, dato che il Re dei Lich era arrivato per porre fine alla vita di coloro che avevano violato le sue stanze.

Filmato conclusivo (in inglese) dell’Incursione Citta della della Rocca di Ghiaccio

I campioni del Torneo d’Argento, guidati da Tirion Fordring, presero d’assalto la Cittadella della Corona di Ghiaccio, sconfiggendo i più potenti servitori del Re dei Lich. Arrivati in cima, il Re dei Lich rinchiuse Tirion in un blocco di ghiaccio, costringendolo a guardare impotente mentre lui ed i suoi tirapiedi combattevano contro i Campioni di Azeroth.

Alla fine, il Re dei Lich uccise senza sforzo tutti gli avventurieri con un unico devastante attacco. Il Re dei Lich rivelò di aver aspettato l’assalto di Tirion per tutto il tempo, sapendo che avrebbe portato con sé i più grandi eroi di Azeroth, i quali una volta uccisi potevano essere resuscitati come potenti padroni del Flagello. Ogni ostacolo che aveva posto loro davanti era solo una parte della sua prova. Mentre il Re dei Lich cominciava a resuscitare gli eroi caduti, Fordring, chiedendo la benedizione finale della Luce, riuscì a liberarsi e a frantumare Gelidanima con la sua spada, Brandicenere. Gli spiriti che erano rimasti intrappolati dentro Gelidanima attaccarono il loro ex carceriere, bloccandolo in aria. Lo spirito del re Terenas Menethil II resuscitò i campioni di Fordring, permettendo loro di finire l’immobilizzato Re dei Lich.

Lo spirito di Terenas accolse il proprio figlio morente tra le braccia, quando questo spirò informò Tirion che il Flagello doveva avere sempre un Signore che lo controllasse. Tirion raccolse l’Elmo del Dominio e si preparò ad assumere quell’ingrato compito ma fu fermato dalla voce di Bolvar Domadraghi. Il paladino non morto sedeva sul Trono Ghiacciato, dopo essere stato orribilmente bruciato dalle fiamme dei draghi e torturato da Arthas. Bolvar disse che non aveva più posto nel mondo dei vivi, mentre Tirion aveva ancora dei doveri da svolgere. Come ultimo atto di servizio, Bolvar avrebbe preso su di sé i poteri del Re dei Lich, imprigionando ancora una volta il padrone del Flagello e tenendolo sotto controllo. Tirion pose a malincuore la corona del Re dei Lich sulla testa di Bolvar, quando il ghiaccio del Trono cominciò ad avvolgerlo. Bolvar, ora il nuovo Re dei Lich, disse a Tirion di dire al mondo che il Re dei Lich era morto, e che Bolvar Domadraghi era morto con lui.

Un nuovo Re

La transizione di potere fu una cosa molto complessa, e Bolvar come nuovo Re dei Lich perse completamente il controllo sul Culto dei Dannati e su quella parte di Flagello presente nelle Terre Infette.

Nel frattempo, il nuovo Re isolato dal resto del mondo in cima alla Corona di Ghiaccio continuava nel suo compito di tenere a bada l’irrequieto Flagello, impedendone il dilagare. Negli anni successivi, però, Azeroth affrontò numerose minacce e l’arrivo della Legione fece muovere anche il Re dei Lich. Egli contattò i Cavalieri della Spada d’Ebano e si accordò con loro: i Cavalieri della Morte avrebbero servito come braccio per la sua vendetta contro la Legione, ed in cambio, egli avrebbe continuato nel suo compito di carceriere dei dannati e gli avebbe aiutati a localizzare potenti artefatti per combattere l’invasione demoniaca.

I più grandi Campioni di Azeroth si riunirono per combattere la Legione, ma in questa guerra ci fu un enorme prezzo da pagare per i vivi. Il piano del Re dei Lich fu quello di ricreare i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, affinché si schierassero contro la Legione. Il primo di loro fu Nazgrim, il generale caduto dell’Orda di Garrosh. Seguito da Thoras Cacciatroll del regno caduto di Stromgarde, in quanto la sua forza in battaglia non aveva rivali e sarebbe stato ancora più potente come Cavaliere. Il terzo fu l’Inquisitrice Biancachioma, una sacerdotessa la cui tragedia personale forgiò un’intensa connessione con la Luce e la sua zelante forza di volontà sarebbe stata necessaria per rafforzare il legame dei Quattro.

Infine l’ultimo, ideato per guidare i Quattro, il leader senza il quale i Cavalieri non sarebbero mai uniti. Per riportare in vita quest’ultimo Cavaliere, Darion Mograine ed i tre cavalieri si recarono alla Cappella della della Luce per recuperare il corpo di Tirion Fordring, caduto recentemente in azione e sepolto nella tomba sotto la cappella. Il potere della Luce in quel luogo, unito alla forza dei paladini ivi presenti, ferirono mortalmente Darion, il quale riuscì ad aprire una portale per Acherus. Tornati alla cittadella, con la missione fallita e Darion prossimo alla fine, scoprirono che il Re dei Lich avrebbe assegnato il comando dei Cavalieri proprio a lui. I Quattro Cavalieri si riunirono, con Darion alla loro guida.

Il filmato d’apertura di Sahdowlands

Il cielo spezzato

La sconfitta della Legione e la successiva nuova guerra tra Alleanza e Orda lasciarono indifferente il Re dei Lich. Per tutto il corso della guerra, egli rimase silente in attesa. Percependo una nuova minaccia in seguito alla fine della Quarta Guerra, Bolvar decise di utilizzare i suoi poteri per dare vita ad una nuova generazione di Cavalieri della Morte.

Al termine della Quarta Guerra, la Capoguerra Sylvanas abbandonò l’Orda, arrivando fino alla Corona di Ghiaccio. Qui si recò in cima alla Cittadella, esattamente dove risideva il Trono del Re dei Lich. Il combattimento tra i due fu feroce e senza esclusione di colpi, tuttavia la banshee ben presto ebbe il sopravvento sul Signore del Flagello, riuscendo a sottometterlo e incatenandolo con la sua magia. Dichiarandolo indegno della corona che portava, ella rimosse l’Elmo del Dominio dalla testa di Bolvar e lo frantumò, distruggendo così il velo tra Azeroth e le Terretetre. Con l’elmo distrutto, il ruolo di Re dei Lich cessò di esistere; lasciando a Bolvar solo una frazione dei poteri che un tempo esercitava, il Flagello invase Azeroth, ormai libero dal suo controllo.

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