Copertina

“Qui giace Uther l’Araldo della Luce, Primo Paladino – Fondatore dell’Ordine della Mano d’Argento. Uther visse e morì per difendere il regno di Lordaeron. Sebbene sia stato tradito dal suo studente più amato, crediamo che il suo spirito continui a vivere. Possa egli continuare a vegliare su di noi, anche se le tenebre attanagliano la nostra terra in rovina. La sua luce è la luce di tutta l’umanità – e finché onoriamo il suo esempio, essa non scomparirà mai.”

Iscrizione sulla lapide di Uther

Per il primo appuntamento dell’anno con i Dischi di Norgannon, uno spotlight su uno dei personaggi più amati e famosi di Azeroth: Uther l’Araldo della Luce!

La nascita della Mano d’Argento

Uther fu un cavaliere ed un chierico apprendista dell’Arcivescovo Alonsus Faol durante la Prima Guerra e fu un devoto adoratore della Luce Sacra sin dalla sua giovinezza. Egli incontrò l’arcivescovo quando quest’ultimo era ancora semplicemente il vescovo Faol, il quale servì come consigliere e mentore spirituale di Uther. La caduta di Roccavento fece capire a Faol che a volte la fede non era abbastanza per combattere le forze del male presenti nel mondo, e così decise di creare un nuovo ordine in grado di combattere il nemico con il dono della Luce e la forza delle armi. Egli offrì a Uther un posto tra tra le fila di questo nuovo Ordine e così nacquero i Paladini dell’ordine della Mano d’Argento.

Faol donò successivamente a ciascuno dei paladini dei tomi incantati, durante il loro addestramento, che erano tra le reliquie più antiche della Chiesa della Luce Sacra. Ogni tomo rappresentava un tratto fondamentale della Mano d’Argento e Faol sfidò i suoi studenti a diventare l’incarnazione vivente dei valori di questi tomi. Per quanto riguarda Uther, egli ricevette il Tomo della Giustizia. Poco tempo dopo, nella Cappella di Alonsus a Stratholme, Uther divenne il primo del nuovo ordine ed il loro leader, in quello che fu un momento glorioso per l’Alleanza di Lordaeron e per i credenti della Luce Sacra.

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Iconografia della Mano d’Argento in WoW.

L’Araldo della Luce

Uther partecipò ad alcuni dei più sanguinosi conflitti della Seconda Guerra. Tra di essi va certamente ricordato l’assedio della capitale, dove il suo aiuto fu decisivo per la causa dei difensori. Quando Uther si imbarcò per Caer Darrow, un villaggio al centro del Lago Darrowmere in missione per aiutare e confortare coloro che soffrivano per la guerra, fu vittima di un’imboscata da parte dei pirati di Alterac in quella che passò alla storia come la Battaglia di Darrowmere. Nella battaglia navale che seguì, alcuni dei marinai furono catturati e Uther scoprì una cospirazione che lo portò a conoscenza del fatto che Alterac aveva tradito l’Alleanza. Durante il loro interrogatorio nella capitale di Lordaeron, i prigionieri confessarono il tradimento della loro nazione all’Alleanza, dando così il via a quella che sarebbe stata la rovina del Regno di Alterac.

Successivamente, Uther eliminò completamente la presenza degli orchi a Lordaeron ed aiutò infine il comandante Anduin Lothar nella battaglia finale del Massiccio Roccianera. Fu in questa occasione che venne soprannominato “Araldo della Luce” da Turalyon, uno dei paladini che aveva addestrato e luogotenente di Anduin Lothar, alla fine del conflitto. Poco tempo dopo, Uther guidò l’assalto finale contro il clan Lama Ardente presso il Portale Oscuro proprio insieme a Turalyon. Dopo la sconfitta dell’Orda alla fine della Seconda Guerra, Uther insieme a Turalyon ed ai paladini della Mano d’Argento si ritrovò a Roccavento, con la loro base principale situata nella Cattedrale della Luce. La città era ancora in fase di ricostruzione dopo la Prima Guerra e la Cattedrale era uno dei pochi luoghi già ricostruiti. Lì Uther aiutò i malati, i feriti, gli orfani, e di tanto in tanto aiutò le donne a partorire.

Il Maestro e l’Allievo

Negli anni che seguirono la Seconda Guerra, Uther continuò a servire come un paladino coraggioso, protettore dell’Alleanza e della sua gente e mentore di nuovi paladini della Mano d’Argento. L’Araldo della Luce mantenne la pace a Lordaeron risolvendo le dispute civili tra gli uomini e sopprimendo le rivolte in tutto il regno. Quando divenne il più elitario dei paladini esistenti, iniziò a istruire il talentuoso figlio di Re Terenas, il Principe Arthas, nella via della Luce e nei combattimenti. I due divennero buoni amici, tanto da considerarsi persino come una famiglia.

Arthas continuò ad allenarsi sotto Uther, mentre con il passare del tempo, quest’ultimo si dedicò sempre più al lato spirituale della Luce. Anni dopo, Uther presenziò la corte al processo contro il paladino Tirion Fordring a Stratholme – accusato di aver offerto asilo all’orco Eitrigg – alla fine del quale Fordring fu condannato e bandito dall’Ordine. Quando iniziarono le prime schermaglie che avrebbero condotto alla Terza Guerra, per Uther fu un onore e un motivo di orgoglio che il Principe Arthas si unì a lui nella difesa della città di Strahnbrad dall’incursione degli Orchi rinnegati del Clan Roccianera.

L’Ultima Luce di Lordaeron

Gli eventi della Terza Guerra tuttavia, precipitarono rapidamente man mano che la Piaga della Non-Morte si diffondeva in tutto il Regno di Lordaeron. Si arrivò in questo modo ad un duro scontro tra Uther ed Arthas presso la città di Stratholme, che il Principe voleva “ripulire” per evitare il diffondersi della Piaga. Uther si oppose fermamente a quell’ipotesi, e fu proprio questa decisione a dividere inesorabilmente il maestro e l’allievo.

Uther non avrebbe più rivisto Arthas fino al ritorno di quest’ultimo dal continente ghiacciato di Nordania, quando ormai dell’amato Principe di Lordaeron non restava più nulla. Uther si ritrovò così a dover affrontare il suo adorato allievo, ora diventato un Cavaliere della Morte e leader delle forze del Flagello dei Non-Morti. Lo scontro si consumò presso la città di Andorhal e Uther morì trapassato da Gelidanima, la spada runica impugnata da Arthas.

uther vs arthas
Uther contro Arthas in WoW TGC.

Un’anima senza pace

Al momento della sua morte, l’anima di Uther si spezzò in due, con una parte che finì dentro Gelidanima, mentre l’altra arrivò nelle Terretetre, il Dominio della Morte (per approfondire l’argomento ti rimandiamo al nostro articolo sulle Forze Cosmiche). Il frammento finito dentro Gelidanima fece un’apparizione all’interno delle Sale del Riflesso, quando avvertì gli eroi di Orda ed Alleanza che ci sarebbe sempre dovuto essere un Re dei Lich anche dopo un’eventuale morte di Arthas, in modo da tenere sotto controllo le forze del Flagello. L’altra metà dell’anima di Uther arrivò invece nella Congrega di Bastione, governata dall’Arconte e dai Kyrian. Qui, sotto la supervisione di uno dei Kyrian, Devos, Uther iniziò il suo percorso di “liberazione” dai fardelli che lo avevano afflitto durante la sua vita, per giungere alla cerimonia dell’ascensione e diventare lui stesso un Kyrian.

Per l’Araldo della Luce però, risultò impossibile dimenticare la sua morte per mano della lama runica. Proprio a causa della ferita di Uther che ancora persisteva persino in quello stato, Devos si scontrò con l’Arconte ed alla fine fece compiere ad Uther l’ascensione, sebbene il paladino non fosse ancora pronto. Uther, accompagnato da Devos, si recò così al Trono Ghiacciato a raccogliere l’anima di Arthas quando quest’ultimo venne infine ucciso. Condotta l’anima del suo ex allievo nelle Terretetre ed esortato da Devos, Uther gettò quindi Arthas all’interno della Fauce, il più terribile dei regni dell’Oltretomba, affermando che quell’atto non era stata una vendetta, ma bensì giustizia.

Ma la storia di Uther non è ancora finita. L’Araldo della avrà sicuramente ancora un ruolo da svolgere nelle Terretetre: che sia il capitolo conclusivo di una figura leggendaria?

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