Diablo III

Storia di Diablo: la Caccia ai Tre (Parte 4)

Diablo il Signore del Terrore

Nonostante la loro tenacia e abilità, gli avventurieri non riuscirono a impedire ai Primi Maligni di riunirsi nelle profondità della Prigione dell’Odio. All’arrivo dei cinque, l’unico rimasto ad attenderli era Mefisto, mentre Diablo e Baal erano riusciti ancora una volta a fuggire oltrepassando un portale.

Il Pandemonio

Gli eroi varcarono il passaggio aperto da Mefisto e si ritrovarono in una fortezza disabitata, fatta eccezione per alcuni individui: Jamella e Halbu. Due Campioni della Luce affiliati al Paradiso Celeste, Jamella e Halbu erano entrambi di poche parole, ma trattavano merci di squisita fattura, oltre che a fornire servizi di riparazione per armi e armature.

Secondo la loro testimonianza, non troppo tempo prima un portale rosso era apparso nella Sala dei Campioni, uno dei luoghi di ritrovo della Fortezza, e da esso spuntò Diablo. Egli però non aveva più le sembianze dell’Oscuro Viandante, ma aveva preso la sua forma originale. Ignorò completamente coloro che abitavano la fortezza e la abbandonò, dirigendosi verso gli Inferi.

In soccorso degli eroi giunsero anche Tyrael e Deckard, che istruirono gli avventurieri sul da farsi. Tyrael raccontò loro di Izual, l’Angelo Caduto. Un tempo suo luogotenente, Izual fu catturato dagli Inferi Fiammeggianti e torturato per secoli da Rakanoth, il Signore della Disperazione. La sua essenza angelica venne separata dal suo corpo per poi essere vincolata al corpo di un demone. L’Arcangelo della Giustizia chiese agli avventurieri di ucciderlo per porre fine alle sue sofferenze.

Deckard, invece, diede loro un compito assai più importante. All’interno degli Inferi esisteva un luogo chiamato Fornace Infernale, utilizzata per forgiare armi demoniache. Utilizzando il Martello della Fornace Infernale, solamente in quel luogo sarebbe stato possibile distruggere le Pietre dell’Anima. L’unica in loro possesso era quella di Mefisto, ma se fossero riusciti a sconfiggere Diablo e Baal, anche le loro Pietre avrebbero subito la stessa sorte, e Primi Maligni sarebbero stati fermati.

Fortezza del Pandemonio
La Fortezza del Pandemonio

L’Angelo Caduto e la Fornace Infernale

Gli eroi lasciarono la fortezza e si avventurarono nelle Steppe Oscure. Se la Fortezza del Pandemonio aveva un aspetto gradevole sotto l’influenza del Paradiso Celeste, lo stesso non si poteva dire per le Steppe Oscure, luogo dal quale cominciavano gli Inferi Fiammeggianti: edifici distrutti e altari blasfemi erano tutto ciò che era rimasto in quelle lande desolate, che si estendevano per chilometri e chilometri.

Per arrivare alle Pianure della Disperazione, luogo nel quale avrebbero trovato Izual, dovettero farsi strada attraverso orde e orde di demoni, che occupavano ogni angolo di quei territori oscuri. L’aspetto di Izual era quello di un demone alato, con enormi corna sul capo ed una coda colma di spuntoni. Indossava un’armatura dorata, in scherno a quella che gli apparteneva quando era ancora un angelo. Dopo la sua morte, il suo spirito fuoriuscì dal corpo demoniaco al quale era vincolato, per poi dissolversi nel nulla.

Izual
Izual, l’Angelo Caduto

Gli eroi proseguirono il loro cammino e raggiunsero il Fiume Infuocato, appartenente al Reame della Distruzione. Avanzarono senza sosta, trucidando un numero indefinito di demoni, fino a raggiungere il Santuario del Caos, luogo nel quale risiedeva Diablo in persona.

Gli avventurieri furono tentati di disobbedire alle richieste di Deckard Cain ed occuparsi prima del Signore del Terrore, ma quando tentarono l’accesso all’Antro del Terrore, i cinque vennero ostacolati da un angelo di nome Hadriel, che intimò loro di fermarsi. Disse agli eroi che sarebbe stato più saggio recarsi alla Fornace Infernale prima di avventurarsi nel Reame del Terrore, così che anche se fossero periti combattendo contro il Signore del Terrore, almeno la Pietra di Mefisto non sarebbe caduta nelle sue mani.

Decisero di seguire il consiglio di Hadriel e tornarono indietro, per poi seguire la strada che attraversava perpendicolarmente il Fiume Infuocato. Dopo diversi giorni si ritrovarono finalmente dinnanzi alla Forgia Infernale e lì vennero affrontati da Efesto l’Armaiolo. Un tempo un seguace di Inarius, egli venne corrotto da Mefisto, come danno collaterale per la distruzione del Culto della Trinità.

Convertito completamente alla causa dei Primi Maligni, Efesto scalò rapidamente i ranghi demoniaci, divenendo il principale armaiolo degli Inferi, nonché servitore di Baal. Fu proprio lui a forgiare Zannascura, la potente lama runica che causò la caduta di Izual. Gli avventurieri lo uccisero ed utilizzarono il suo martello per distruggere la Pietra dell’Anima color zaffiro sull’incudine della Fornace.

Efesto lArmaiolo
Efesto l’Armaiolo dal Libro di Tyrael

L’unica cosa rimasta da fare era scovare Diablo e ottenere anche la sua Pietra dell’Anima. Tornarono indietro e si ripresentarono nuovamente dinnanzi ad Hadriel, che questa volta diede loro il lasciapassare. Prima di farli proseguire, l’angelo spiegò loro come attirare l’attenzione di Diablo. All’interno del Santuario del Caos vi erano cinque sigilli che, una volta accesi, avrebbero evocato il Signore del Terrore. Ma ad ogni sigillo attivato, sarebbero arrivati anche altri demoni in aiuto del loro padrone. Gli eroi accesero i sigilli e quando anche il quinto venne attivato, un forte rumore si udì in lontananza.

L’Antro del Terrore

Il Signore del Terrore era tornato nella sua forma originale. Appariva come un enorme demone dalla pelle rossastra, e dalla schiena fino alla coda sbucavano diverse ossa acuminate. Le sue braccia, così come le sue gambe, erano incredibilmente muscolose, e le estremità di mani e piedi erano munite di unghie affilatissime, e sul suo capo spuntavano due enormi corna nere semi circolari, che egli utilizzava per infilzare e squarciare i propri nemici.

Alla vista degli avventurieri, il Signore del Terrore si fiondò su di loro muovendosi a quattro zampe, similmente ad un leone. Se Mefisto era considerato il più pericoloso dei Primi Maligni per la sua incredibile intelligenza, Diablo era certamente quello più temuto. Oltre alla sua incredibile potenza dei suoi incantesimi del fuoco e del fulmine, la vera pericolosità di Diablo era rappresentata dai suoi poteri del terrore, che lo rendevano un avversario davvero ostico.

Per far in modo di indebolire mentalmente i propri avversari, Diablo utilizzò i propri poteri per minare la stabilità psicologica dei cinque, facendo affiorare le loro paure più recondite. Per resistere alla tentazione di fuggire, dovettero utilizzare tutto il loro coraggio e la loro determinazione. Ma alla fine, nonostante tutto il suo potere, Al’Diabolos non poté nulla contro gli inarrestabili eroi e fu sconfitto. Similmente a Mefisto, alla sua morte il suo spirito abbandonò il suo corpo, che avvizzì all’istante.

Diablo D2R
Diablo, il Signore del Terrore

La Pietra dell’Anima color rubino si staccò dalla sua testa e finì a terra. Gli eroi fecero ritorno alla Fornace Infernale e distrussero l’ultima pietra in loro possesso. Nonostante la loro grandissima vittoria, di Baal e della sua Pietra dell’Anima non c’era traccia.



Massimiliano "Krogrash" Serra

About Author

Amante di titoli Blizzard dal lontano 1997, anno nel quale ha giocato a Diablo su PS1. La sua vera passione nasce con Warcraft II, nel quale si innamora perdutamente della razza orchesca (da cui ha origine il suo nickname). Giocatore di World of Warcraft dal 2007.

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