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Hearthstone: scandalo Battle Pass, riassunto fino a oggi

Scritto da Diego "Feriand" Pagano - 27 Novembre 2020 alle 15:30

L’introduzione del Percorso Ricompense su Hearthstone ha generato una forte risposta negativa da parte dei giocatori, che hanno accusato Blizzard di star rendendo il gioco meno accessibile per i free2play. Il Game Director Ben Lee aveva subito risposto scusandosi per la comunicazione e promettendo di rispondere al feedback il prima possibile, ma ciò non è bastato a placare le ire della folla.

Il costo e l’accessibilità di Hearthstone sono sempre stati al centro delle discussioni dei giocatori: già nel 2016, quando si cominciò ad aumentare il numero delle espansioni in un anno, ci si preoccupava che il semplice Oro non sarebbe bastato per una Collezione che permettesse una buona varietà di gioco. Oggigiorno è opinione comune definire Hearthstone un gioco che “non consiglierei ad un amico”, proprio per via della difficoltà nello stare al passo, e su queste fondamenta si è costruita l’esplosione della frustrazione che stiamo vedendo in questi giorni.

Anatomia di un disastro

La rabbia e l’amarezza che stanno circolando nella comunità di Hearthstone derivano, per buona parte, da aspettative generate dal Team 5 stesso: nell’AMA dell’11 agosto il Game Director aveva dichiarato di voler “riconfezionare, non ridurre, le ricompense ottenibili”, presentando al tempo stesso tutte le informazioni in maniera chiara. A questo si è aggiunto Dean Ayala, che aveva scritto che non avremmo avuto meno Oro nel nuovo sistema e anche il video di presentazione ufficiale, dove lo sviluppatore dice testualmente “più Oro, più ricompense e più cosmetici per tutti”.

Una volta che il sistema è stato dataminato è emerso che fosse, nel migliore dei casi paragonabile a quello vecchio, nel peggiore una perdita dei guadagni di Oro. È da questo momento che la polemica esplode e la comunità stessa si spacca: c’è chi accusa veementemente Blizzard di aver mentito ai giocatori con l’obiettivo di erodere il free2play, che ha nella figura del content creator Zeddy l’esponente principale (nelle ultime due settimane ha pubblicato ben sei video a riguardo), e chi invece è più cauto e vuole separare le critiche al Percorso Ricompense da quelle all’intera monetizzazione di Hearthstone.

La situazione si è scaldata così tanto che alcuni streamer sono stati personalmente attaccati per non “criticare abbastanza” Blizzard, venendo accusati di non schierarsi dalla parte dei giocatori.

Zalae è stato uno dei primi ad essere stato preso di mira, anche per via della campagna di Zeddy.

L’ultimo episodio che riguarda le proteste è stata la cancellazione di un evento su Twitter: sul profilo ufficiale australiano era stato indetto un AMA con gli Dei Antichi, iniziativa simpatica dove i giocatori avrebbero posto domande direttamente a Yogg-Saron e compagni. Come riportato da InvenGlobal, il messaggio principale è stato cancellato dopo uno tsunami di commenti negativi.

commenti negativi battle pass
Questa è solo una piccola selezione.

E adesso?

In questi giorni, probabilmente anche per via della settimana di festa nazionale che si tiene negli Stati Uniti per il Giorno del Ringraziamento, Blizzard è stata in totale silenzio. Ciò ha sicuramente contribuito a ulteriore frustrazione e perdita di fiducia per il Team 5.

Purtroppo non è la prima volta che i fan di Blizzard sentono tradite le proprie aspettative, e viene naturale chiedersi se l’azienda non voglia (ancora una volta) mantenere un basso profilo ignorando la community. Trattandosi di un gioco già uscito però, c’è bisogno di un segnale forte per tranquillizzare i giocatori, che non può non essere dato.

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e aggiungere anche un bug: anche se ho giocato una partita in rissa, le missioni giornaliere e settimanali non hanno ottenuto il progresso