Copertina

Questo articolo contiene riflessioni personali che appartengono esclusivamente all’autore e non devono essere intese come espressione totale della Redazione di DailyQuest.

Sono passati quasi due anni dalla rivelazione di Diablo Immortal, ma del gioco vero e proprio ancora si sa pochissimo. Tra giocatori e appassionati però, questo gioco è associato indissolubilmente al declino definitivo di Blizzard.

Come è potuto succedere? Anche dai pochi filmati disponibili, il gameplay sembra dinamico, l’essere un ponte tra Diablo II e III offre tantissimi spunti di lore e il rilascio su smartphone consentirà a molte più persone di approdare su Sanctuarium. Tutti questi fattori indicano un gioco perlomeno interessante, da scoprire, non una macchia indelebile sulla reputazione di Blizzard.

Per capirne le cause dobbiamo guardare indietro, fino all’estate del 2018.

Il futuro di Diablo

La sera dell’8 agosto 2018 il canale youtube di Diablo rilascia un video molto particolare. Brandy “Nevalistis” Camel, allora Community Manager di Diablo, si presenta davanti ai giocatori con un discorso breve ma che è stato capace di generare un hype train come se ne sono visti pochi: c’era qualcosa in cantiere per Diablo (addirittura più di una cosa!) e lo avremmo scoperto presto™.

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“Ci sono diversi progetti a tema Diablo su cui stiamo lavorando […] potremmo avere qualcosa per voi nel corso dell’anno.”

Erano anni che nulla di entusiasmante vedeva la luce nel mondo di Diablo. Addirittura alla BlizzCon 2017 per Diablo non era stato presentato nulla, con la giustificazione che avremmo visto qualcosa quando ne sarebbe valsa la pena. Questo video appariva come il segnale inequivocabile di un nuovo progetto per PC, e l’immaginazione è corsa subito su Diablo IV. Dopotutto, Diablo è sempre stato un videogioco per PC, il gameplay si adatta bene a mouse e tastiera, sarebbe impossibile non avere ALMENO una versione del gioco per PC.

Il 17 ottobre successivo però accade qualcos’altro. Sul blog ufficiale viene pubblicato un avviso di Diablo alla BlizzCon 2018 dove si fa capire al lettore che alla fiera di Anaheim non avremmo visto Diablo IV, ma comunque delle “novità”. Purtroppo era troppo tardi, lo spumante delle grandi occasioni era pronto e tutti facevano il trenino per simulare le code per l’accesso ai server del nuovo capitolo di Diablo.

Il disastro

Leggendo il programma della BlizzCon a Diablo è dedicata la prima conferenza sul palco principale, quindi era logico pensare che si trattasse di qualcosa di importante. Addirittura si pensava che fosse comunque Diablo IV e Blizzard avesse voluto depistarci. La Cerimonia di Apertura inizia e l’ultimo segmento è proprio per il Signore del Terrore, chi vi scrive ha assistito in diretta streaming all’evento e l’eccitazione era davvero alle stelle.

L’impatto coi primi trailer di Immortal è stato di curiosità. Blizzard aveva già sfondato sui cellulari con Hearthstone e non mi sarebbe dispiaciuto affatto giocare anche a questo Diablo. Purtroppo però a quel punto la presentazione finisce e un silenzio innaturale cala nella sala della convention. Ma quindi c’è solo un gioco per cellulari?

Non c’è il tempo di riprendersi da questa “botta” che subito comincia il Q&A con gli sviluppatori Wyatt Cheng, Matthew Berger e Sean Copeland. C’è grande confusione tra gli spettatori e più volte viene chiesto se ci sia anche qualcosa per PC. Gli sviluppatori glissano in maniera sempre più nervosa, fino a sfociare nella risposta che ormai è diventato un meme: “ma non ce li avete i cellulari?”. La confusione si trasforma in frustrazione, e subito dopo in rabbia.

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Questa immagine ormai parla da sola.

La presentazione era andata malissimo, ma nei giorni successivi la situazione peggiora: Allen Adham, co-fondatore di Blizzard, dichiara che l’azienda ha “grandi piani per il mercato mobile” e che prima o poi “tutte le nostre IP arriveranno su questa piattaforma“. Tali affermazioni, unite al fatto che non si fosse nemmeno lontanamente accennato all’esistenza di Diablo IV, fa temere ai giocatori che i cellulari fossero il vero “futuro di Diablo”, senza più speranza per un rilascio PC. Si tratta della goccia che fa traboccare il vaso.

Non è un mistero che nella comunità dei videogiocatori i mobile game siano spesso considerati alla stregua della feccia: tra micro-transazioni eccessive, Pay2Win e una qualità media molto bassa, l’idea che Diablo possa unirsi a tale schiera è desolante. La prospettiva appariva anche molto concreta per via della collaborazione di NetEase, azienda cinese nota proprio per produrre titoli mediocri e pieni zeppi di acquisti in-app.

L’onda dell’insoddisfazione arriva anche in borsa, dove i titoli di Activision-Blizzard perdono un terzo del proprio valore nell’arco di pochi giorni. È opportuno dire che in quel periodo le azioni stavano già calando in maniera fisiologica, dopo un periodo grande crescita, ma l’impennata in negativo è ben visibile.

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Un tonfo a dir poco fragoroso.

Gestione della crisi

Dopo la conclusione della fiera Blizzard chiude le comunicazioni con l’esterno, rimandando tutto al 2019. Gli appassionati di Diablo sparsi per il mondo restano quindi senza una vera spiegazione di quello a cui hanno appena assistito, ma presto si sarebbero preoccupati ancora di più.

Il 21 novembre 2018 l’autorevole giornalista Jason Schreier pubblica un editoriale sulla storia travagliata dei titoli di Diablo. In esso, tra le altre cose, afferma che la ragione dell’esistenza di Immortal è quella di essere appetibile per il mercato cinese. Inoltre viene riportato che Diablo IV sia effettivamente nel pieno dello sviluppo, generando ancora più domande sul perché Blizzard non abbia voluto parlarne.

I mesi seguenti riservano tanti altri colpi al cuore per i fan della casa di Irvine: il ridimensionamento di Heroes of the Storm, licenziamenti, l’abbandono di tanti membri storici (tra cui Mike Morhaime) e il caso del giocatore di Hearthstone Blitzchung, che arriva anche al Congresso degli Stati Uniti. Praticamente sembra non esserci fine ai capitomboli di Blizzard nel 2019, e questo cementa nella mente dei giocatori l’idea che la vecchia azienda sia morta.

Alla BlizzCon 2019 Diablo IV viene ufficialmente presentato, mentre per Diablo Immortal ci sono solo alcuni timidi aggiornamenti. La scelta di non tornare sul palco è comprensibile, ma questo atteggiamento circospetto continua a rendere i giocatori sospettosi. Ancora oggi, le informazioni sul gioco sono perlopiù vaghe e di seconda mano.

Conclusione

La comunicazione di Blizzard è stata sbagliata dall’inizio alla fine: non solo ha gonfiato le aspettative dei giocatori in maniera eccessiva, ma ha anche fallito nel rispondere alle genuine preoccupazioni del suo pubblico di riferimento, quello PC. L’azienda stessa poi si è messa in cattiva luce in molte occasioni e la sua reputazione generale è notevolmente peggiorata.

In queste circostanze Diablo Immortal, essendo stato il primo di una serie, è diventato il simbolo di tutti gli sbagli commessi da Blizzard. Per questo è soggetto di un astio feroce ancora oggi nonostante abbia le prospettive per essere un ottimo gioco. Il nostro Relance, che ha toccato con mano il gioco nel 2018, ha espresso chiaramente che il gioco in sé non sia il giusto bersaglio delle critiche dei giocatori.

Il gioco vedrà mai la luce? Io spero di sì, spero che questi due anni siano serviti da lezione a Blizzard e che possa ritornare ad avere riguardo per una community che per tutti questi anni ha continuato a seguirla. Nonostante tutto.

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