Diablo III

Storia di Diablo: la Caccia ai Tre (Parte 5)

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Dopo un’estenuante battaglia avvenuta negli Inferi, Diablo fu finalmente sconfitto e gli eroi distrussero tutte le Pietre dell’Anima nella Fornace Infernale…tutte tranne una.

Ripercussioni

La pietra di Baal era rimasta in mano ad un uomo di nome Marius, un seguace dell’Oscuro Viandante. Nella Tomba di Tal Rasha, egli estrasse la Pietra dell’Anima dal petto di Tal Rasha, liberando così il Signore della Distruzione, che vi era rimasto rinchiuso per secoli. L’Arcangelo Tyrael incaricò Marius di raggiungere gli Inferi Fiammeggianti e trovare la Fornace Infernale, così da distruggere la Pietra dell’Anima color ambra.

Marius riuscì a infiltrarsi nel Tempio della Luce e raggiunse la sala nella quale risiedeva Mefisto. In quel luogo, i tre Primi Maligni si erano finalmente riuniti. Insieme, essi evocarono un portale per gli Inferi, ma Marius non trovò mai il coraggio per varcarlo, quindi fuggì. Si rifugiò a Cuor della Marca, ma gli avvenimenti ai quali aveva assistito erosero la sua sanità mentale, facendolo impazzire. Dopo aver causato diversi problemi in città, egli fu rinchiuso nel manicomio locale.

Dopo qualche settimana di completa solitudine, una strana figura incappucciata venne a fargli visita; un individuo che Marius riconobbe come Tyrael. L’uomo, sconfortato dall’enorme senso di colpa per non aver adempiuto al proprio compito, descrisse all’Arcangelo il momento in cui conobbe l’Oscuro Viandante e proseguì il racconto fino al suo fallimento nel distruggere la Pietra dell’Anima di Baal. Egli la portava ancora, legata al collo con uno spago. Ma Tyrael lo tranquillizzò, promettendogli che tutto gli sarebbe stato perdonato, se gli avesse consegnato la pietra.

Marius accettò volentieri di liberarsi di quel fardello, ma una volta fatto, il visitatore si rivelò per ciò che era davvero: non era Tyrael, ma Baal in persona. Marius urlò disperato, capendo di aver condannato il mondo alla distruzione. Come premio per i suoi servigi, Baal gli tolse la vita.

Marius
Marius

L’ultima difesa contro Baal

Dopo la caduta di Diablo, i cinque eroi fecero ritorno alla Fortezza del Pandemonium e ricevettero le lodi di Deckard, poiché avevano compiuto un’impresa ritenuta impossibile. Ma l’Arcangelo Tyrael non perse tempo in chiacchiere e raccontò loro che Baal aveva recuperato la sua Pietra dell’Anima ed ora si dirigeva verso il Monte Arreat, alla ricerca della Pietra del Mondo.

Tyrael aprì un portale per Harrogath, l’ultimo bastione di difesa contro le forze demoniache. Una volta attraversato, gli avventurieri si ritrovarono in un’enorme fortezza di pietra, collocata proprio ai piedi del Monte Arreat. Era una roccaforte antica, costruita quando il mondo era ancora giovane. Gli abitanti dimostrarono una forte antipatia verso i nuovo arrivati, ritenendoli solo carne da macello per le truppe infernali. Gli eroi fecero la conoscenza di Malah, la guaritrice locale, Qual-Kehk, il capitano dei mercenari, Larzuk l’Armaiolo e Anya, una giovane alchimista.

Gli avventurieri fecero anche la conoscenza di Nihlathak, che più di tutti nutriva disprezzo per gli stranieri. Egli era l’ultimo membro rimasto del Concilio degli Anziani, i quali si sacrificarono per impedire che gli esseri demoniaci potessero entrare in città. Avendo udito dell’arrivo del Signore della Distruzione, gli Anziani cominciarono un antico rituale druidico che, in cambio della loro vita, creò una barriera protettiva attorno Harrogath. Nihlathak, invece, scelse di non sacrificarsi.

Spezzare l’assedio

Nonostante la protezione attorno alla fortezza, questa non impedì alle truppe di Baal di occupare le terre circostanti, tagliando fuori l’arrivo di qualsiasi tipo di rifornimento. Per spezzare l’assedio delle truppe infernali, numerosi battaglioni di barbari furono spediti all’esterno della fortezza, ma nessuno soldato fece ritorno. Ma prima di poterli salvare sarebbe stato necessario spezzare l’assedio e uccidere il comandante delle forze nemiche, Shenk il Sovrintendente.

Ma i cinque non sarebbero bastati a fronteggiare i migliaia di soldati nemici, pertanto a loro si unirono altri due avventurieri, giunti in quelle terre di recente. Il primo era una donna appartenente ai Viz-Jaq’taar, un gruppo di assassini di maghi fondato dal Clan Vizjerei, il cui codice si basa sugli scritti del Tomo di Lam Esen. L’altro era un druido proveniente dalle lontana Scosglen. Lontani parenti dei barbari, i druidi veneravano la natura e prediligevano vivere lontani dai centri urbani. Il gruppo di eroi li accettò volentieri e insieme uscirono fuori dalla fortezza.

La strada per raggiungere il Sovrintendente era stracolma di pericoli: i demoni avevano costruito delle enormi fosse tra un accampamento e l’altro, rendendo difficile per i difensori sgominare le truppe degli assalitori. Enormi catapulte lanciavano barili carichi di veleno verso chiunque passasse da quelle parti.

I sette riuscirono a farsi strada tra le centinaia di demoni, soprattutto grazie all’aiuto dei due nuovi arrivati. L’assassina vibrava colpi velocissimi con le sue katar, aiutandosi con trappole esplosive e con il suo formidabile addestramento nelle arti marziali, mentre il druido evocava enormi tornado che spazzavano via i nemici, richiamava a sé animali selvaggi a combattere per lui e nelle situazioni più disperate cambiava forma, trasformandosi in un lupo o in un orso.

Giunsero finalmente in cima alla montagna e lì trovarono il comandante Shenk, che venne massacrato dagli inarrestabili avventurieri. Una volta morto, l’assedio venne spezzato con facilità. Tornati in città, Malah e Larzuk si complimentarono con loro, ma Qual-Kehk non era ancora pienamente convinto. Per tanto, diede ai sette un nuovo obiettivo: riportare a casa i barbari catturati. Gli eroi si avventurarono nuovamente fuori dalle mura e nel giro di qualche giorno furono in grado di salvare appena quindici soldati; per gli altri non ci fu nulla da fare.

Shenk il Sovrintendente
Shenk il Sovrintendente

Tradimento interno

Al loro ritorno, Qual-Kehk si ritenette soddisfatto dal coraggio e dalla capacità dimostrata dagli eroi e da quel momento si comportò in maniera più amichevole nei loro confronti. I sette vennero convocati da Malah, che raccontò loro che Anya era scomparsa il giorno dopo la loro partenza.

Non avendo alcun indizio su dove cercarla, i sette superarono i campi di prigionia dei barbari e si spinsero all’interno della montagna, in un luogo che gli Antichi chiamarono Passaggio Cristallino. Quelle caverne, ricolme di creature di cristallo e di demoni di varia natura, si snodavano in diverse direzioni. Una di esse conduceva al Fiume Gelido, un tratto sotterraneo nel quale scorreva un lungo fiume che durante l’inverno diventava interamente di ghiaccio.

Seguendo il corso d’acqua, si trovarono dinnanzi ad una figura trattenuta da un blocco di ghiaccio: si trattava proprio di Anya, la ragazza scomparsa. Il blocco era opera di un incantesimo, immune a qualsiasi tipo di magia. La ragazza disse loro che ad intrappolarla fu Nihlathak e che l’unico modo di liberarla era quello di rivolgersi a Malah.

Isendra l’Incantatrice evocò un portale per Harrogath e gli avventurieri tornarono in città. Raccontarono a Malah quanto era accaduto e l’anziana donna preparò una pozione che avrebbe annullato gli effetti della maledizione di Nihlathak. Una volta libera, Anya fece ritorno in città.

Diablo II Sette Eroi
I sette eroi di Harrogath

Una volta al sicuro, la ragazza raccontò loro dei piani di Nihlathak: egli si era volontariamente schierato con Baal e gli fece dono della Reliquia degli Antichi, un artefatto che gli avrebbe garantito l’accesso alla Fortezza della Pietra del Mondo. Il suo tradimento meritava di essere punito con la morte ed Anya evocò un portale per il nascondiglio di Nihlathak. Chiamato anche Tempio di Nihlathak, questo luogo era una gigantesca catacomba, nella quale l’anziano aveva resuscitato un’orda di cadaveri, così che lo proteggessero da eventuali assalitori.

Quando i sette giunsero nel suo nascondiglio, Nihlathak mandò loro i suoi servitori non morti e utilizzò diversi incantesimi offensivi, evocando tempeste di ghiaccio e facendo detonare i cadaveri dei morti come se fossero veri e propri esplosivi. I sette riuscirono a rinchiudere all’angolo l’anziano e con i loro sforzi combinati lo uccisero senza pietà.

Gli avventurieri comunicarono la notizia della morte del traditore e l’intera Harrogath li acclamò come degli eroi. Ora erano finalmente pronti per sfidare Baal, ma per entrare nella Fortezza gli eroi avrebbero dovuto superare il rito di passaggio degli Antichi.

La Via degli Antichi

Per raggiungere l’ingresso alla Fortezza, il gruppo tornò nel Passaggio Cristallino, proseguì oltre il Fiume Gelido e sbucò dall’altro lato della montagna, in un luogo chiamato la Via degli Antichi. Lì vennero accolti dai tre Antichi a guardia della Fortezza: Madawc il Guardiano, Talic il Difensore e Korlic il Protettore. Gli Antichi dissero loro che avrebbero dovuto sconfiggerli in uno scontro, se avessero voluto proseguire.

Trattandosi degli spiriti di Nefilim di Prima Generazione, i Tre Antichi si dimostrarono abilissimi guerrieri, ma come tutte le altre sfide prima di loro, gli eroi riuscirono a sconfiggerli egregiamente, dimostrandosi degni di entrare nella Fortezza della Pietra del Mondo.

Varcata la soglia della Fortezza, i sette poterono constatare l’enorme quantità di demoni al suo interno, che era nell’ordine delle migliaia. Non solo, questi demoni erano molto più potenti di quanto si potessero aspettare gli eroi: non erano più la becera fanteria che avevano incontrato durante l’assedio, ma erano l’elitè dell’esercito di Baal.

Dopo aver liberato i due piani della Fortezza, i sette entrarono finalmente nella camera che ospitava la Pietra del Mondo e rimasero estasiati alla vista del meraviglioso artefatto: la sua forma ricordava quella di una Pietra dell’Anima di dimensioni gargantuesche, rossa come il sangue, così grande da occupare l’intera parete nord dell’enorme salone. Proprio dinnanzi alla Pietra c’era Baal, intento a tessere un incantesimo le cui trame andavano a compenetrarsi all’interno della Pietra stessa.

La Fine della Distruzione

Il suo aspetto non era più quello di Tal Rasha; ora aveva assunto la sua vera forma. La metà superiore del suo corpo era umanoide e la restante metà inferiore era insettoide. I suoi quattro arti inferiori erano simili alle zampe di ragno e dalla schiena spuntavano numerosi tentacoli. Dalla testa spuntavano svariate corna che si dipanavano in diverse direzioni ed il suo viso vagamente umano mostrava un sorriso beffardo.

Accortosi della loro presenza, il Signore della Distruzione li attaccò senza preavviso. Si moltiplicò, generando diverse copie di sé stesso e cominciò a bombardare gli eroi con molteplici incantesimi di fuoco, ghiaccio e fulmine, oltre alle sue magie di pura distruzione. Lo scontro tra Baal e gli eroi fu senza esclusione di colpi ed egli utilizzò tutta la sua potenza distruttrice per contrastare i suoi avversari, ma alla fine anche lui non poté nulla contro il potere dell’umanità. Tor’Baalos, l’ultimo dei Primi Maligni rimasti, cadde a terra privo di vita.

Baal
Baal, il Signore della Distruzione

Il male era stato sconfitto definitivamente e non restava altro che distruggere la Pietra dell’Anima di Baal per chiudere la questione, ma di questa non c’era alcuna traccia. L’Arcangelo Tyrael li raggiunse poco dopo e con suo sommo orrore constatò quanto era davvero accaduto: prima dell’arrivo dei sette, Baal l’aveva fusa con la Pietra del Mondo, trasformando quest’ultima nella propria Pietra dell’Anima.

Infatti, dopo la sua morte, la sua essenza era penetrata proprio all’interno della Pietra dell’Anima. L’artefatto creatore di Sanctuarium e dell’intera razza umana era stato corrotto oltre ogni possibilità di salvezza, rendendo inutile qualsiasi tentativo.

Avendo compreso che non vi fosse altro modo di salvare Sanctuarium, Tyrael caricò di Luce la propria spada, El’druin, e la lanciò contro la Pietra del Mondo, mandandola in pezzi.



SignorCrowley

About Author

Amante di titoli Blizzard dal lontano 1997, anno nel quale ha giocato a Diablo su PS1 per la prima volta. Grande appassionato di lore di Diablo e Warcraft. Fan sfegatato del mondo di Warhammer 40000.

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