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Storia di Diablo: la Guerra del Peccato (Parte 3)

Scritto da Massimiliano "Krogrash" Serra - 13 Aprile 2020 alle 10:30

Dopo essere tornata sotto le mentite spoglie di suo fratello Lucion, Lilith decise di portare avanti il suo piano, minando la stabilità del Culto della Trinità dal suo interno, in modo tale che Uldyssian e i suoi Edyrem potessero distruggerlo. Ma Linarian aveva dei piani diversi dai suoi.

Il ritorno di Rathma

Figlio di Inarius e Lilith e nefilim di Prima Generazione, Linarian era divenuto l’apprendista di Trag’Oul, essere draconico e predicatore del concetto di Equilibrio, il quale gli diede il nome Rathma. Il suo principale compito fu quello di impedire al Paradiso Celeste di venire a conoscenza di Sanctuarium e, allo stesso tempo, limitare l’influenza che gli Inferi Fiammeggianti avevano sullo stesso. Rathma percepì il ritorno di Lilith dal regno del Vuoto e insieme al suo mentore cercò un modo per fermarla.

In questo periodo di tempo, venne a conoscenza di Uldyssian e degli Edyrem, in particolare del giovane Mendeln. Stupito dal suo potenziale e dalla sua inclinazione all’Equilibrio, Rathma lo prese sotto la sua ala e divenne il suo primo discepolo: nacquero così i primi negromanti della storia di Sanctuarium.

Mendeln parlò del suo mentore a suo fratello, ma egli non riusciva affatto a fidarsi di lui, poichè figlio di Lilith, colei che lo aveva ingannato. Per dimostrare le sue buone intenzioni, Rathma teletrasportò Uldyssian nel cuore del Monte Arreat. In quel luogo, il Nefilim fu in grado di modificare fisicamente l’armonizzazione della Pietra del Mondo, accellerando il risveglio dei poteri Nefilim latenti negli esseri umani.

La fine di Lilith e del Culto della Trinità

Gli Edyrem, grazie all’accrescimento dei loro poteri, voltarono le sorti della guerra a loro favore e distrussero i templi della Trinità. Lilith, a quel punto, si rese conto di averli sottovalutati. Il Culto della Trinità fu eradicato da Sanctuarium ed ella fu costretta a combattere contro Uldyssian, preoccupata dal suo potere in costante crescita. Ma il nefilim era divenuto troppo potente per la Regina delle Succubi e riuscì a ucciderla durante lo scontro. O almeno così sembrava.

Lilith riuscì ad ingannare Uldyssian, gli Edyrem e persino Rathma. Inscenò la sua morte e scappò, gravemente ferita. L’unico che non si lasciò ingannare fu il suo amante di un tempo, Inarius, che la conosceva troppo bene. Il Profeta riuscì a stanarla e, dopo un breve scontro, la bandì nuovamente nel Vuoto, ma stavolta si assicurò che non fosse più in grado di uscirne, quantomeno non da sola.

Con il Culto della Trinità ormai distrutto, ad Uldyssian restava solo una cosa da fare: distruggere per sempre la Cattedrale della Luce.

InariusLilith
Inarius e Lilith

Inarius e gli Inferi Fiammeggianti

Inarius, per evitare la distruzione del suo culto, scelse di agire preventivamente e contattò Gamuel, uno dei suoi chierici-guerrieri più fidati. Il suo compito era quello di uccidere Uldyssian in un agguato, senza dargli alcuna possibilità di reagire.

Il piano riuscì e Uldyssian rimase ferito mortalmente, ma il nefilim fece qualcosa mai visto prima: sfoderò i suoi poteri e trasferì lo stato di morte che incombeva su di lui direttamente verso Gamuel, uccidendolo. Inarius rimase scioccato nell’apprendere la notizia e decise di rivolgersi ad un alleato inaspettato.

Diablo stesso venne a conoscenza dell’enorme potere di Uldyssian, e si recò su Sanctuarium. Inarius lo contattò e i due decisero di collaborare per ucciderlo. Il Signore del Terrore richiamò a sè Malic, un fidato sottoposto di Lucion, ridotto ormai ad un misero spirito. Gli affidò il compito di prendere possesso del corpo di Uldyssian e diventare uno strumento devastante al servizio degli Inferi Fiammeggianti, ribaltando così le sorti dell’Eterno Conflitto, a patto di lasciare Sanctuarium incolume.

Ma il piano venne sventato sul nascere: Mendeln, che con il passare del tempo diventava sempre più un potente Negromante, percepì subito l’arrivo di Malic e lo bandì nell’oltrevita. Diablo, a questo punto, voltò le spalle ad Inarius.

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Diablo, Signore del Terrore

Uldyssian contro Inarius

Il Signore del Terrore fece visita ad Uldyssian e tentò di persuaderlo ad unirsi a lui per distruggere il Paradiso Celeste, prima che gli angeli venissero a conoscenza di Sanctuarium e interferissero con le vite gli umani. Uldyssian rifiutò categoricamente e Diablo gli si scagliò contro, utilizzando i suoi poteri del terrore per soggiogarlo. Ma il nefilim riflettè gli incantesimi verso il Primo Maligno stesso, facendolo fuggire.

Gli Edyrem, incoraggiati dalle continue vittorie, decisero di lanciare un attacco contro Inarius e il suo culto, direttamente alla sede della Cattedrale della Luce. Questo scontro prese il nome di Battaglia del Cammino Dorato. Il Profeta uccise molti nefilim, ma al contempo Uldyssian uccise tutti gli inquisitori presenti a difesa di Inarius. I due, a quel punto, si sfidarono in un uno contro uno. La furia dello scontro fu devastante: entrambi attingevano dalla Pietra del Mondo per accrescere la loro potenza.

Inarius, però, si rese subito conto della superiorità del suo avversario. Iniziò a temere seriamente per la sua vita e una profonda sensazione di ingiustizia lo pervase. Nonostante egli vedesse se stesso come una divinità, non riuscì a concepire come una sua creazione gli si potesse rivoltare contro. Provò un senso di ingiustizia così potente, che venne percepito dal suo vecchio comandante Tyrael. Egli decise di correre in aiuto di Inarius, una volta capito dove si trovasse, e si unì allo scontro. E fu così che il Paradiso Celeste venne a conoscenza di Sanctuarium.

Il Grande Sacrificio

Dopo che gli angeli scesero in campo, per gli Inferi Fiammeggianti non c’era più la necessità di operare dalle retrovie e i Primi Maligni scatenarono i loro eserciti. La terra iniziò a frantumarsi a causa della violenza dei combattimenti, devastando tutta la zona circostante. Sanctuarium, nato come rifugio dall’Eterno Conflitto, ora ne era divenuto un altro campo di battaglia.

Uldyssian, distratto dall’arrivo di angeli e demoni, si fece sopraffare da Inarius. Lo scontro pareva ormai essersi concluso e l’angelo rinnegato stava per infliggere il colpo di grazia. Ma il nefilim infuse il suo corpo di un’immensa energia e riuscì ad interrompere la connessione che Inarius aveva con la Pietra del Mondo. Ormai divenuto impotente, venne preso prigioniero dagli Edyrem, lasciando come unici nemici angeli e demoni. Uldyssian diede sfoggio della sua incredibile potenza, scatenando ondate di energia così devastanti da costringere entrambi gli eserciti a ritirarsi nei rispettivi domini.

Tutto questo potere non faceva altro che spaventare Uldyssian. Si rese conto che non avrebbe causato altro che distruzione su Sanctuarium e che, a poco a poco, avrebbe perso la sua umanità. Fu allora che scelse la via più ardua: la via del sacrificio. Raccogliendo a sé tutto il suo immenso potere, lo rilasciò un’ultima volta, cancellando se stesso dal piano esistenziale. Questa enorme esplosione di energia riarmonizzò la Pietra del Mondo, annullando i poteri di tutti gli Edyrem. Ormai privi di affinità magiche, non furono più in grado di contenere Inarius e furono costretti a consegnarlo al Paradiso Celeste.

A causa dei gravi problemi venutisi a creare su Sanctuarium, il Concilio di Angiris si riunì nel Pinnacolo Argenteo per decidere il destino dell’intera umanità…

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