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Questo articolo contiene riflessioni personali che appartengono esclusivamente all’autore e non devono essere intese come espressione totale della Redazione di Daily Quest.

Domani esce l’Ascesa delle Ombre, undicesima espansione di Hearthstone. Non solo è importante per il suo essere l’inizio di un nuovo ciclo Standard, ma anche perché si sta facendo carico delle aspettative e delle speranze di tantissimi giocatori che nel corso del 2018 hanno perso l’entusiasmo.

Oggi voglio fare un recap di cosa ci ha portato a questo punto, cosa ci aspetta nell’immediato futuro e quale penso sia l’importanza del 2019 per il futuro di Hearthstone.

Stato attuale

Durante l’Anno del Corvo tutti abbiamo visto calare la popolarità di Hearthstone, con giocatori e personalità che hanno individuato le cause in due fattori principali:

  • Scarso power level delle espansioni Boscotetro, Operazione Apocalisse e Sfida di Rastakhan, che ha permesso alle espansioni dell’Anno del Mammut di mantenere la massima rilevanza rendendo il meta noioso e ripetitivo.
  • L’incredibile effetto a lungo termine di Genn Mantogrigio e Baku la Mangialune, che avrebbero spinto gli sviluppatori a ideare nerf del set Classico per contenerne il potere (nonostante i dev abbiano negato questa influenza in almeno un’occasione).

Tutto ciò si è riflettuto in un calo degli spettatori online e nelle vendite rispetto al 2017 che, unendosi al momento difficile che sta vivendo Blizzard dopo il ridimensionamento di Heroes of the Storm e i licenziamenti di febbraio, alimenta un grande clima di sfiducia verso il gioco. Nel 2018 è apparso anche il primo vero degno concorrente di Blizzard nel mercato dei giochi di carte digitali: Wizards of the Coast con il suo Magic: The Gathering Arena.

Moltissimi appassionati quindi aspettavano l’annuncio del nuovo Anno con la speranza di un cambiamento vero, una ventata di aria fresca che risollevasse le sorti del gioco. Anche chi vi scrive, dopo la notizia del summit internazionale del 27 febbraio, era convinto che stesse per essere annunciato un “Hearthstone 2.0” cioè un cambiamento radicale alla struttura del gioco in maniera non dissimile a come fu per Heroes 2.0 nel 2017.

Adesso, dopo le informazioni dell’AMA di reddit e dopo aver visto tutta la nuova espansione, possiamo rispondere alla domanda: Hearthstone sta per rinascere?

La presentazione dell’Anno del Drago

Non è una rivoluzione

L’uscita dallo Standard di carte estremamente forti e limitanti permetterà finalmente il ricambio nei mazzi giocati che gli appassionati attendevano da estate 2018, un “colpo di spugna” di cui c’era veramente bisogno. Inoltre, il nuovo eSport, il PvE rinnovato e le Stagioni dell’Arena hanno suscitato sentimenti positivi tra i commentatori e possiamo quindi aspettarci esperienze positive all’orizzonte.

Questo però non è Hearthstone 2.0. Quello che ci è stato presentato dal Team 5 è forse più un more of the same: Ascesa delle Ombre è “solo” un’altra espansione di Hearthstone, il PvE appare come un’edizione espansa delle Spedizioni e in Arena gli esperimenti strani vanno avanti dal 2017. Chi si aspettava un “gioco nuovo” sicuramente è stato deluso.

Necessità storiche

Lo scorso 18 febbraio Dean Ayala ha chiesto ai vecchi giocatori “cosa vi farebbe tornare?”, una domanda che ha generato un torrente di risposte eterogenee e che mi hanno fatto riflettere. Probabilmente questa sarà la parte più soggettiva dell’analisi.

Hearthstone si porta dietro da anni una folta schiera di richieste dei giocatori mai soddisfatte: tra queste la fantomatica Modalità Torneo (promessa per l’Anno del Corvo, attualmente non prevista per il 2019), un’economia più accessibile e nuove modalità di gioco. Per chi osserva dall’esterno, la lentezza di Blizzard nel fare aggiunte che non siano espansioni è a dir poco snervante.

Il Team 5 lavora sulle novità molto in anticipo, con la rigida tabella di marcia delle espansioni che rende i cambiamenti in corsa problematici. È il motivo per cui lo Stregone, debole in Viaggio a Un’Goro, ha visto una seria iniezione di carte potenti otto mesi dopo, con Coboldi & Catacombe. Se assumiamo che Blizzard abbia deciso di fare un cambio di rotta dopo il rilascio di Operazione Apocalisse (magari con il ritiro della promessa dei tornei in gioco?), allora possiamo aspettarci qualcosa che sia più di un “rimescolamento di carte” nella seconda espansione del 2019. Forse.

Ormai è un anno che Ben Brode ha lasciato Blizzard

L’Anno della Verità

Il 2018 è stato l’anno in cui il Team 5 ha incassato più colpi: l’amatissimo Game Director Ben Brode ha lasciato per mettersi in proprio, i set meno potenti sono un investimento che avrà ricadute positive ma solo nel lungo termine, la Modalità Torneo è ormai una macchietta e mandare in pensione prematuramente la meccanica Pari/Dispari è di fatto un’ammissione di fallimento.

Attualmente Hearthstone non è sull’orlo del fallimento e non rischia il trattamento riservato a Heroes of the Storm, però dopo la ripartenza che ci sarà da domani deve seguire celermente qualcosa di importante. Il Team 5 deve dimostrare di essere in grado di farcela senza Ben Brode e questo non è l’Anno del Drago ma l’Anno della Verità.

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