Copertina

Questo articolo contiene riflessioni personali che appartengono esclusivamente all’autore e non devono essere intese come espressione totale della Redazione di DailyQuest.

Lo scorso marzo ci eravamo lasciati con la chiusura dell’Anno del Drago, concludendo che nel 2019 avevamo assistito al culmine dello sforzo contenutistico di Hearthstone. Purtroppo al tempo stesso, anche per via di fattori esterni, non c’era stato il pieno recupero della fiducia dei giocatori.

L’annuncio dell’Anno della Fenice però ha sorpreso tutti, sia per le novità introdotte che per le promesse fatte dagli sviluppatori. Come ormai siamo abituati a fare, in questo articolo ci fermiamo un attimo a guardare le vicende degli scorsi quattro mesi e a valutare i risultati di Blizzard con Hearthstone e i suoi giocatori.

Prima di cominciare però c’è una doverosa premessa: da mesi gli Stati Uniti stanno vivendo un periodo tumultuoso, tra la pandemia di COVID-19 e la morte di George Perry Floyd. Per entrambi Blizzard ha cancellato eventi dal vivo e online. Tutti gli aspetti della vita quotidiana degli statunitensi sono stati coinvolti, quindi la nostra valutazione finale non potrà prescindere da questo contesto particolare.

L’arrivo dirompente di Illidan

L’introduzione di nuove classi è un vecchio desiderio dei giocatori di Hearthstone, e vederlo esaudito quasi inaspettatamente è stata un’enorme fonte di entusiasmo. Blizzard stessa ha spinto tantissimo sul Cacciatore di Demoni con un’esperienza iniziale dedicata, la sostituzione del servitore Classico con Xaviusbdd60ce7cdac8ddec5ba545b1cd74423c78d87ccbf30986206acdb7c9abf1a07, corti animati, regali ai content creator e soprattutto con la qualità delle sue carte.

Proprio quest’ultimo punto è stato quello che ha lasciato un impatto devastante: già al suo primo giorno la classe ha letteralmente fatto terra bruciata in Standard, Selvaggio e Arena, spingendo Blizzard ad un nerf applicato senza nemmeno dover aspettare una patch. Ma era solo l’inizio.

cacciatore demoni win rate
La situazione a 25 ore dal lancio dell’espansione, dati forniti da HSReplay.

Infatti nei suoi appena quattro mesi di vita il Cacciatore di Demoni ha ricevuto ritocchi a un totale di 13 carte. Una qualsiasi delle altre classi sarebbe precipitata nel baratro dell’ingiocabilità totale, a Illidan invece bastava scegliere un’altra delle sue carte sbroccate e continuare a fare il bullo.

L’effetto sul meta di questa smisurata potenza è stata la prevedibile divisione tra chi giocava Cacciatore di Demoni e i (pochi) che potevano sperare di contrastarlo. Sia nella classificata che nelle partite dei Grandmaster la varietà dei mazzi risultava decisamente ridotta.

vycious syndicate terre esterne
Ormai il Cacciatore di Demoni non è più il primo assoluto, ma secondo il report di VS è ancora una delle classi più forti del meta.

Anche in una recente intervista gli sviluppatori hanno dichiarato di essersi preparati coi cambi di bilanciamento ancor prima del rilascio delle nuova classe. Si tratta di una chiara indicazione di quanto Blizzard desiderasse il successo di Illidan, anche a costo di mettere a rischio la varietà che così tante volte ha affermato di celebrare.

Prima di procedere, però, dobbiamo dire che la forza della nuova classe ha anche aiutato nuovi giocatori e f2p: la disponibilità di una classe molto forte in partenza ha sicuramente abbassato i requisiti economici per essere competitivi. La monotonia derivata dall’avere una classe così dominante però potrebbe non esserne valsa la pena.

Fin dove è volata la Fenice

La scelta della Fenice come animale titolare del 2020 è un chiaro segno della volontà di Blizzard rinnovare il suo gioco di carte. Ci aspettano ancora diversi mesi prima di trarre il giudizio finale, ma già adesso possiamo valutare le prime mosse. Degna di nota questa intervista dell’attuale Game Director Ben Lee, che non rinnega l’opera dei suoi predecessori ma afferma che si può ancora fare di meglio con Hearthstone.

roadmap 2020
Quello che Blizzard ci ha promesso quest’anno.

Indubbiamente la nuova classe è il punto più importante della Fase 1. A prescindere dall’impatto sul meta, la scelta di espandere la rosa degli eroi di Hearthstone rappresenta un punto di rottura col passato per venire incontro ai desideri dei giocatori. Non possiamo nemmeno ignorare i meravigliosi effetti grafici personalizzati e le interazioni con carte e personaggi che fanno sfigurare le altre classi di fronte al Cacciatore di Demoni.

Anche il rework del Sacerdote non va sottovalutato: la volontà di sistemare set evergreen lacunosi ha dato speranza per quelle classi che devono fare affidamento alle espansioni per essere funzionali. Secondo gli sviluppatori Anduin era quello che ne aveva più bisogno, ma noi ci aspettiamo che Sciamano e/o Paladino siano i prossimi.

Altro punto molto importante è il rinnovamento della classificata, anche questo venuto incontro a una critica storica dei giocatori: scalare la ladder su Hearthstone non era soddisfacente. Adesso sia l’interfaccia sia le ricompense sono un incentivo per i giocatori a impegnarsi quel poco in più che serve per passare da Oro 5 a Platino 10, e poi a Platino 5 e così via. Era davvero una modifica dovuta, che non ci fa rimpiangere il vecchio sistema.

Collegato all’argomento precedente c’è il miglioramento dell’economia del gioco: le bustine della ladder, insieme all’estensione della protezione dei duplicati e i mazzi in regalo, hanno abbassato di molto la barriera di entrata di Hearthstone. Per quanto riguarda invece il mantenimento della Collezione nel corso dei mesi non ci sono state novità eclatanti, quindi ci aspettiamo qualcosa nella seconda metà dell’Anno.

Passi indietro e passi falsi

Nonostante il titolo, questa sezione non è l’elenco delle negatività ma piuttosto di cose su cui Blizzard ha cambiato direzione rispetto all’Anno del Drago. Il loro effettivo impatto sul gioco e sui giocatori potrebbe essere trascurabile, ma sono comunque degne di menzione.

La prima cosa di cui vorrei parlare è il ritorno delle Avventure gratuite. Chi vi scrive ha apprezzato tantissimo Colpo Grosso a Dalaran e Tombe del Terrore, sia perché rendere il PvE di Hearthstone un contenuto premium permette la realizzazione di esperienze di alta qualità, sia perché apre a possibilità di monetizzazioni alternative per il gioco.

L’Avventura di Ceneri delle Terre Esterne invece non è nemmeno un contenuto a sé stante, ma inglobato in un altro evento. Data la struttura lineare è stata sicuramente una scelta più apprezzata di quella del Risveglio di Galakrond, ma l’aver accantonato le Avventure a pagamento è preoccupante: se bustine e preordini rimarranno ancora l’unica fonte di guadagno per Hearthstone, non possiamo sperare che Blizzard ne faciliti ancora di più l’acquisizione.

Questo è il vero trailer di Ceneri delle Terre Esterne, non c’è bisogno di discutere.

Altro filone che non è stato ripreso è quello di eventi impattanti sul meta come Ascesa dei Robot e Incubo nelle Tombe. Dall’AMA del 14 aprile sappiamo già che non rivivremo qualcosa di simile nel 2020, e chi si ricorda il clima dello scorso autunno ha sicuramente dei buoni motivi per non volerne una replica.

In compenso per movimentare il meta abbiamo avuto, sempre come promesso, tanti interventi di bilanciamento che hanno coinvolto altre classi oltre al Cacciatore di Demoni. Abbiamo avuto anche dei buff per Sciamano e Paladino, anche se purtroppo non sono bastati per risollevare Uther e Thrall in questa espansione.

Sulla Battaglia, Blizzard ha continuato a supportarla ottimamente, ma l’introduzione del Pass Locanda per sbloccarne gli Extra non è stato ben accolto. In una nostra recente intervista, Budilicious ha riassunto così il pensiero comune a riguardo: “fatto velocemente, male, e solo per aiutare Hearthstone il gioco di carte, non pensando alla Battaglia“. Chiaramente è una soluzione temporanea per guadagnare tempo, ma si poteva fare qualcosa di meglio di un acquisto che deve essere ripetuto per sbloccare sempre gli stessi privilegi.

Il vero punto negativo di Ceneri delle Terre Esterne è la gestione dell’Arena, praticamente disertata da Blizzard in questo quadrimestre: sono tornate le classifiche dell’Arena, ma la rotazione dei set di metà espansione è saltata e gli interventi di bilanciamento sono stati rarissimi. Addirittura per l’ultimo, capitato poche settimane fa, i giocatori se ne sono dovuti accorgere da soli guardando le statistiche di HSReplay.

Come detto questo è un periodo complicato per gli USA ed è facile immaginare che gli sviluppatori abbiamo dovuto lavorare per priorità, ma è molto triste constatare che l’Arena è sempre l’ultima priorità di Hearthstone.

Conclusione

Nonostante pandemie globali e proteste, Hearthstone è riuscito a consegnare contenuti ai giocatori con una cadenza che non sfigura con lo stesso periodo dell’anno scorso. Chi ne ha fatto di più le spese sono state la comunicazione e la modalità Arena, che purtroppo non hanno una storia di record positivi.

L’arrivo del Cacciatore di Demoni è stato letteralmente esplosivo, con purtroppo una gestione del bilanciamento che ha lasciato a desiderare. Non abbiamo dovuto attendere mesi tra un intervento e l’altro, ma a Blizzard conviene che nell’Accademia di Scholomance ci sia un nuovo “primo della classe”.

In definitiva, il primo “quadrimestre della Fenice” è stato pieno di alti ma anche di bassi; un percorso accidentato, pieno di buche ma dal panorama decisamente interessante. Il mio giudizio pende verso il positivo, ma è necessario che Blizzard non solo presenti novità all’altezza dell’hype, ma anche corregga le storture oggettive.

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