Copertina

Questo articolo contiene riflessioni personali che appartengono esclusivamente all’autore e non devono essere intese come espressione totale della Redazione di DailyQuest.

L’annata 2019-2020 è stata cruciale per Hearthstone: il Team 5 aveva bisogno di “riavviare” Hearthstone dopo un anno all’insegna dell’abbandono di Ben Brode, della monotonia di Genn Mantogrigio e Baku la Mangialune e la cancellazione della modalità Torneo. Oggi cercheremo di dare un giudizio complessivo sull’operato degli scorsi 12 mesi, per valutare se il gioco stia migliorando la sua situazione oppure no.

Analisi precedenti

La Discesa dei Draghi

L’espansione è stata inaugurata dai nerf allo Sciamano, che non solo hanno battuto di nuovo il record di velocità per un bilanciamento di Hearthstone, ma sono stati rincarati tre settimane dopo. A detta degli sviluppatori solo il primo intervento era necessario, mentre il secondo è stato frutto della scelta di far variare di più il meta. Diversi giocatori non hanno gradito questo approccio “a turni”, ma risulta comunque coerente con le passate azioni: spesso il Team 5 non nerfa il più forte, bensì il più frustrante.

La novità principale di questa espansione, per quanto riguarda i contenuti, è stata l’introduzione di un’Avventura in vecchio stile con mini set abbinato. L’iniziativa ha impedito al meta del gioco di ristagnare troppo in fretta e ha definitivamente infranto la rigida consuetudine che voleva l’aggiunta di carte al gioco ogni quattro mesi (la prima eccezione, T4GL18, risale sempre al 2019). Secondo Dave Kosak, il Risveglio di Galakrond era il modo migliore per concludere l’Anno del Drago.

Giocare questo contenuto però ha fatto notare quanto le vecchie Avventure siano obsolete: rispetto a Uldum e Dalaran, il gameplay risulta molto più povero e la rigiocabilità è inesistente. Se non fosse stato per le nuove carte non ci sarebbe stato nessun motivo valido per investirci tempo o denaro, ed è una consapevolezza che rende l’iniziativa di Blizzard dura da mandare giù.

Come ultimo punto prima del prossimo argomento, vorrei evidenziare segni di una ristrutturazione interna di Hearthstone: i più eclatanti sono stati i trasferimenti di Mike Donais e Peter Whalen su un progetto non annunciato; ma anche le partenze di Joe Magdalena e di Ryan Collins, insieme alla notizia che il team di Live Content è confluito in quello di Final Design, sono rivelatrici. Attualmente non siamo in grado di dire cosa ci porterà tutto questo, ma è opportuno farsi un segnalibro mentale per i mesi a venire.

Secondo l’ultimo report di Vicious Syndicate, il meta attuale non sta ristagnando.

Com’è andato l’Anno del Drago?

Adesso è il momento di cominciare ad analizzare l’interezza della produzione di Hearthstone nel 2019. Si tratta di un argomento esteso e complicato, quindi per comodità sarà diviso in sezioni che contengono quelli che sono stati, secondo me, 4 temi chiave dell’Anno del Drago.

1. Contenuti interconnessi

Prima del 2019, ogni espansione di Hearthstone ha fatto storia a sé sia stilisticamente che meccanicamente. Anche dopo l’introduzione degli Anni, il collegamento con l’animale dello zodiaco era decisamente flebile. Nell’anno appena passato ciò è stato stravolto e abbiamo avuto una unione di narrativa, design e meccaniche senza precedenti.

  • L’Anno del Drago è stato il blocco con più carte della storia di Hearthstone: 446, di fronte alle solite 405.
  • La meccanica dei Lacchè, introdotta nell’Ascesa delle Ombre e ampliata con le espansioni successive, è stato il principale filo conduttore generale dei tre set.
  • Non solo Avventure, ma ad arricchire la narrativa ci sono stati eventi stagionali modificati, Risse “di storia” e ben 16 trailer animati (un’enormità rispetto ai 5 nel 2018).
  • Diversamente da quanto avvenuto in passato, ogni mese dopo il rilascio di un’espansione c’è sempre stato qualcosa di nuovo, con una formula che si è ripetuta regolarmente:
    1. Modifiche di bilanciamento.
    2. Rilascio dell’Avventura.
    3. Evento con “carte nuove” in Classificata (Ascesa dei Robot, Incubo nelle Tombe, il Risveglio di Galakrond).
    4. Spoiler season con eventi collegati o anche solo per fare dei regali di regali (es. FestiMAL del Fuoco e Spirito della Competizione).

Sappiamo già che questo approccio non sarà replicato nel 2020, ma concentrandoci solo sui risultati emerge chiaramente che il 2019 è stato l’anno più ricco di contenuti in assoluto. Non solo, la sua struttura è stata organica e coerente, con una qualità media generalmente alta. Un traguardo che in passato ci avrebbe fatto esultare di gioia.

2. Desideri esauditi

Il 18 febbraio 2019 Dean Ayala chiedeva ai giocatori cosa li avrebbe fatti tornare, come se avesse bisogno di farsi una lista. Riguardando le aggiunte degli scorsi mesi notiamo come diverse vecchie richieste dei giocatori siano effettivamente state esaudite:

  • Sia Tyrande che Khadgar, ritratti artificiosamente esclusivi, sono tornati.
  • I cambi di bilanciamento sono veramente diventati più frequenti.
  • La Battaglia è stata la prima nuova modalità dal 2015.
  • Carte e Avventure Selvagge sono tornate nel Negozio di gioco.
  • C’è stato un “ritorno di Yogg-Saron” sotto forma di Rompicapo di Yogg-Saron e L'Incredibile Reno.
  • Barnes è stato finalmente nerfato.
  • Sono arrivati i ritratti per le 1000 vittorie classificate.
  • Le missioni giornaliere sono diventate più facili da completare. Ciò ha aiutato chi non ha mazzi per tutte le classi e ha prodotto un modesto incremento nel guadagno di Oro.
  • La densità delle comunicazioni è aumentata, rimanendo però frammentata: partiti ordinatamente con AMA e Q&A sul forum, si è continuato alla spicciolata su Twitter e commenti di reddit.

Anche in questo caso, vedere tali miglioramenti avrebbe fatto impazzire i giocatori di Hearthstone del 2018. Come mai allora l’entusiasmo per il gioco non è esploso? Indagheremo sui motivi dal prossimo paragrafo.

3. La strana Battaglia

Il 2019 di Hearthstone non sarebbe stato lo stesso senza questa nuova modalità, che ha sorpreso su più livelli. È stata la dimostrazione che il Team 5, se vuole, può creare qualcosa di nuovo in sei mesi e supportarlo ottimamente: i bilanciamenti sono stati rapidi, la comunicazione è stata frequente, le intenzioni sono state chiare e modifiche desideratissime sono arrivate prima in Battaglia che nel resto del gioco.

Al tempo stesso, il resto del gioco appariva trascurato. Molti giocatori sono stati delusi dal fatto che il “nuovo arrivato” stesse ricevendo una quantità di attenzione mai dimostrata dal Team 5 in altri ambiti. Facendo il confronto con le situazioni di Arena o dell’Esport, la Battaglia risulta un’anomalia per Hearthstone.

Prendendo come rappresentativo dell’interesse dei giocatori il numero degli spettatori su Twitch, si nota che la Battaglia abbia rallentato una tendenza discendente che prosegue sin dal 2018. Le mie parole di 4 mesi fa che la definivano “un grande bell’appiglio per non sprofondare” sembrano essersi rivelate veritiere.

Grafico realizzato da Hearthstone Mathematics.
Linea viola: spettatori nel 2018. Linea verde: spettatori nel 2019.

4. Tante cose sono andate storte

Che cosa sta succedendo quindi? Che cosa non sta facendo recuperare a Blizzard la fiducia dei giocatori nonostante tanti sforzi oggettivamente buoni? Mettiamo in fila altri avvenimenti significativi:

  • Da più di un anno l’azienda sta collezionando una notevole serie di brutte figure: l’annuncio andato male di Diablo Immortal, la chiusura repentina di interi settori, i brutali tagli di dipendenti, tanti abbandoni di membri storici, la terribile gestione del caso Blitzchung e il lancio disastroso di Warcraft III Reforged hanno fatto apparire Blizzard come una compagnia di cui i giocatori non si possono più fidare.
  • Il crescente power level e la grande varietà permessa dalle ultime espansioni hanno esposto un problema evidenziato da sempre dai giocatori: godersi il gioco senza sentirsi costretti a spendere valuta reale è davvero difficile. Blizzard quest’anno ha aumentato sia le occasioni di spesa (con Avventure e ritratti) che di guadagno (con gli eventi), ma per le seconde è mancata una iniziativa veramente eclatante che tranquillizzasse chi preferisce risparmiare.
  • La Battaglia non è “vero” Hearthstone. La nuova modalità è una delle cose migliori che siano mai capitate al gioco, ma non lo ha aiutato affatto a risolvere i suoi attuali problemi. Addirittura molti giocatori l’hanno vissuta come un autentico “passo di lato”, e il sentimento negativo scaturito dal pensiero che sarebbe potuta essere ben altro è arrivato in profondità.
  • Riprendendo quanto detto nel secondo tema chiave, la comunicazione è sì aumentata, ma non c’è stato un punto di riferimento sicuro e puntuale. I giocatori si sono spaesati nel setacciare tra forum, reddit e social degli sviluppatori. Senza guardare troppo lontano, il team di Overwatch sta comunicando meno frequentemente di quello di Hearthstone, ma i suoi giocatori sanno che possono sempre contare su un video aggiornamento con Jeff Kaplan.
  • L’Esport non è più un sogno per tutti. Prima degli Hearthstone Grandmasters, chiunque avrebbe potuto ambire al campionato del mondo con impegno e un pizzico di fortuna. Adesso il focus totale su una singola lega, che è cominciata come un invitational, non lascia più spazio se non a pochissimi eletti.

Conclusione

La scorsa primavera scrivevo che il 2019 sarebbe stato l’Anno della Verità per Hearthstone, dove avrebbero dovuto prendere decisioni che fino a quel momento aveva evitato. Adesso possiamo dire che Blizzard si è davvero impegnata, ma ciò non è bastato per riconquistare la fiducia dei giocatori. Le cause sono attribuibili principalmente al deterioramento delle reputazione della compagnia, ma anche all’incapacità di rassicurare i giocatori su temi sentiti come l’economia di gioco, il supporto a ciò che non sia l’ultimissima novità e l’accessibilità dell’Esport.

Fra pochissimi giorni ci sarà la presentazione del nuovo Anno, che si vocifera sia il migliore di sempre. Ciò che ha attirato la mia attenzione però è la presenza del Game Director Ben Lee, la persona che ha preso il posto di Ben Brode. Una dimostrazione lampante di quanto Blizzard stia puntando su questo annuncio.

Personalmente però, mi chiedo se non sia già troppo tardi. Il genere di cui Hearthstone era il leader indiscusso adesso presenta concorrenti di alto livello, mentre nuovi generi freschi e dinamici conquistano i vecchi giocatori. Se domani arrivasse le rivoluzione che gli utenti chiedevano da anni, che cosa accadrebbe? Secondo me, Hearthstone non farebbe altro che continuare a vivacchiare in attesa delle novità promesse all’anno successivo.

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